L’Antico Impero Khmer

18 Jan

L’impero Khmer conquistò e dominò, fra il nono e il tredicesimo secolo, una vasta area che oggi comprende Cambogia, Thailandia, Vietnam e Laos. Durante tale periodo i Khmer costruirono centinaia di templi Induisti e monasteri Buddisti sparsi per l’intero territorio dell’impero, ma i templi principali e la vita politica e culturale si concentrarono attorno all’odierna provincia di Siem Reap.

L’ascesa dell’Impero Khmer si realizzò sotto il regno di Jayavarman II (802 – 850), il quale decise di costruire il centro amministrativo dell’Impero nell’attuale provincia di Siem Reap, ponendo le basi per la fondazione della capitale Angkor.

Sotto il regno di Indravarman I (877 – 899) vennero realizzate una serie di opere legate alla costruzione di bacini lungo alcuni principali fiumi con lo scopo di raccogliere acqua per irrigare i campi, inoltre si diede il via ad un incessante ritmo di costruzione di templi continuato da tutti i suoi successori.

Durante il regno di Suryavarman II (1113-1150) si arrivò all’apice dell’architettura dell’Impero Khmer, venne infatti costruito il famoso tempio di Angkor Wat dedicato al Dio indù Visnu. In questo periodo si verificarono le prime invasioni dai popoli Cham e Thai, respinte però con successo dal Re Suryavarman II.

Re Jayavarman VII (1181-1215) fu l’ultimo dei grandi Re di Angkor, sotto il suo regno l’Impero raggiunse il suo apice politico grazie a numerose vittorie sul campo, sotto il suo controllo vi erano, oltre alla Cambogia, parte dell’odierno Vietnam, Laos, Thailandia, Myanmar e della penisola malese; fra le importanti scelte del Re Jayavarman VII vi fu inoltre la decisione di costruire una nuova capitale chiamata Angkor Thom  (“La Città Grande”) con la creazione di tempi dedicati a divinità Buddiste.

Per molteplici cause sulle quali oggi gli studiosi si interrogano e formulano ipotesi (il collasso del sistema causato da una crescita demografica senza controllo  lotte interne fra i governanti) si verificò un indebolimento del potere centrale; ne approfittarono della situazione i Thai, che per ben tre volte conquistarono e distrussero Angkor (nel 1335, nel 1353 e nel 1431).

Si decise allora di spostare la capitale a Sud, nella regione dell’odierna Phnom Penh.

Dalla metà del XV secolo fino alla dominazione francese nel 1863, il regno khmer attraversò un periodo di stagnazione economica, sociale e politica e passò sempre più sotto l’influenza degli stati vicini, ovvero Vietnam, regno Thai, Malaysia e Cham; questi quattro secoli di declino sono chiamati dagli storici “anni bui”.

UNO SGUARDO AD ANGKOR : Angkor è il sito che è stato fulcro dell’Impero Khmer ed ha ospitato le sue capitali nel corso del IX e del XV secolo, è situato nei pressi della città di Siem Reap. Annoverato fra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, il sito archeologico di Angkor è composto da circa 70 templi principali ed oltre un migliaio di templi definiti secondari, gran parte dei quali ormai in rovina.

Il più significativo e conosciuto dei templi è Angkor Wat, unico tempio di grandi dimensioni a non essere mai stato abbandonato, che ha continuato ad essere utilizzato come monastero buddista anche dopo il XVI secolo.

Angkor Wat è il principale esempio dello stile classico dell’architettura Khmer, il sito è una combinazione unica tra il tempio collina, cioè il progetto standard per i templi nazionali dell’impero, e il successivo piano di gallerie concentriche. Il tempio è la rappresentazione del Monte Meru, la casa degli dei: le cinque torri centrali simboleggiano i cinque picchi della montagna, mentre le mura ed il fossato simboleggiano le montagne e l’oceano che le circonda. Le zone più elevate erano le più esclusive, e dunque accessibili solo ai ceti più elevati della società, mentre le persone appartenenti a classi sociali minori erano ammesse solo nel livello più basso del tempio.

Il muro più esterno del tempio è circondato da una fascia di terreno libero e da un fossato, che ha il compito di accogliere le acque monsoniche stabilizzando la falda sottostante; il muro racchiude un’area di circa 820.000 metri quadrati, che originariamente oltre al tempio vero e proprio era occupata anche dalla città, e dal palazzo reale situato a nord del tempio.

La struttura centrale del tempio vero e proprio si eleva su di un terrazzamento rialzato sopra il livello della città; è composto essenzialmente da tre gallerie che si innalzano verso la torre centrale e sono dedicate rispettivamente al 

re, a Brahma e la luna, e a Vishnu. La torre centrale si eleva per 43 metri a un’altezza di 65 metri dal piano del terreno, al di sopra di quattro torri minori che la circondando. Caratteristica del tempio di Angkor Wat rispetto alla maggioranza dei templi presenti è 

il suo orientamento ad ovest anziché ad est.

Lo stile architettonico utilizzato per Angkor Wat è stato elogiato da tutto il mondo per l’armonia del suo progetto, negli anni è diventato talmente famoso e meta delle maggiori destinazioni turistiche da divenire simbolo nazionale e comparire nella stessa bandiera.

Per approfondire Angkor e i suoi templi:

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Bibliografia e Siti di riferimento:

- http://www.angkorwhat.net

- http://www.travel-cambodia.com

- wikipedia

- rivista “Geo” n. Febbraio 2009

(fotografie di Emilia G., Gabriele V., Lisa D., Fabrizio R., Silvia C., Mario G.)

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