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..ogni aiuto è importante!

11 Jan

E’ passato un mese da quando abbiamo iniziato a chiedere donazioni per il Progetto Cambodia. Questa è la prima volta che Laboratorio Mondo si impegna in una raccolta fondi vera e propria e il sostegno da parte di tante persone ci sta facendo sentire che la nostra non è una battaglia di nicchia, interessante solo per chi già si occupa di cooperazione allo sviluppo, ma che chiunque si è lasciato emozionare dalle nostre parole. E’ davvero bello che in un momento come questo, in cui si parla solo di crisi, di paura e di diffidenza nei confronti di ciò che non conosciamo, ci sia ancora tanta gente che prova gioia nel dare.

Molti sono quelli che fanno anche di più: prestano attività volontaria nelle nostre iniziative; organizzano concerti e serate a favore del progetto; dedicano spazio per noi nei loro compleanni; ci danno la possibilità di essere presenti ad eventi e manifestazioni col nostro banchetto informativo.

Abbiamo raccolto fino ad ora 627 euro, potete vedere i progressi su Buona Causa – Progetto Cambodia con la lista di tutte le donazioni fatte.

Vi sembrano pochi? Per noi è un cifra importante. E’ un grande contributo al progetto. Certo, qui, 627 euro sono poco meno dello stipendio di un mese. Ma avete idea di che cosa può voler dire in Cambogia questa cifra?

Con circa 50 centesimi si può acquistare un pasto, di solito l’unico della giornata.

540 euro è il reddito medio procapite annuale di una famiglia cambogiana (dati ONU).

chi vive nelle campagne non ha molte prospettive spostandosi e cercando un lavoro più remunerativo, a causa di una mancanza di istruzione e formazione:

come operaio non specializzato, nel settore dell’edilizia (uno dei settori di maggior espansione al momento): guadagna 1 dollaro e 50 centesimi al giorno (circa 1 euro e 10 centesimi)

nelle fabbriche cinesi la paga è di 50 dollari mensili (37 euro).

c’è chi cerca di fare i salti mortali per mandare i figli nella scuola locale, che è però di pessima qualità, e la frequenza è irregolare: questo mese ci sono i soldi e quindi si va a scuola, i due mesi successivi le cose vanno un pò peggio e tutte le braccia della famiglia devono contribuire e lavorare, anche quelle dei più piccoli.

chi riesce a completare questo tipo di studi altalenante, non ha grosse prospettive: un posto da insegnante o nella polizia, corrisponde ad un salario di circa 65 dollari (48 euro e 15 centesimi).

Per questo è importante contribuire a quei progetti che si occupano di fornire un’istruzione gratuita e di qualità.


La Casa dei Mestieri offre corsi intensivi di 5 mesi per l’apprendimento di lavoro specializzato, che permette di entrare nel mondo del lavoro con qualifiche richiestissime.

In questa scuola si impara a lavorare il ferro, il legno, la stampa su magliette oltre che un pò di inglese. Si impara anche a lavorare insieme, a rispettare le scadenze, ad essere responsabili e a pensare al proprio futuro.

I ragazzi che partecipano ai corsi hanno fra i 18 e il 25 anni e solitamente hanno già una loro famiglia che dipende da loro.

 

 

 

 

Dal 2010, A New Day Cambodia è riuscita a pagare la retta di una scuola privata per i 98 bambini presenti nel centro: questo alza di moltissimo il costo dell’adozione a distanza, ma permette a questi bambini di avere una formazione eccellente, al termine potranno trovare lavoro in città come receptionist in un albergo (che è un buonissimo lavoro e richiede padronanza dell’inglese ma anche capacità nel gestire il turista e le sue esigenze…questo essere occidentale molto strano e dai comportamenti bizzarri che sembra non aver nulla da fare tutto il giorno..!) o, i più bravi, potranno probabilmente trovare lavoro in un’Organizzazione Non Governativa.

 

 

Youth for Peace si occupa dei temi della pace, della giustizia e della partecipazione. Lavora attivamente con i giovani delle comunità in 7 province cambogiane. In particolare, il lavoro di informazione e partecipazione nella tematica relativa il Khmer Rossi (il sanguinario regime che governò la cambogia dal ’75 al ’79) verso ragazzi ed anziani delle varie comunità: anche questo è un modo di accrescere le competenze dei ragazzi, che impareranno l’importanza di lavorare attivamente non solo per se stessi, ma anche per il miglioramento della propria comunità.

 

 

Phare Ponleu Selpak si occupa di Arti Visive, Teatro, Circo..perchè anche in un paese come la Cambogia ci possono essere
prospettive per chi decide che la sua vocazione non è pratica, ma artistica. I corsi e le performance di questi ragazzi sono spettacolari, il fatto che sia un’organizzazione benefica ad occuparsi di queste attività e non una scuola privata costosissima non significa che gli spettacoli prodotti siano di bassa qualità..tutt’altro, uno dei ragazzi formati all’interno di questo centro, ha addirittura avuto la possibilità di fare un’esperienza al Cirque du Soleil!

(foto di Mario G.,Giuliana M., Marco F.)

i nostri amici del Phare Ponleu Selpak sono in Italia!

10 May

Ad ogni viaggio in Cambogia Laboratorio Mondo non manca mai di godersi uno spettacolo del circo Phare Ponleu Selpak, un progetto solidaristico che aiuta gli ex bambini di strada o i bambini vittime di tratta a superare i traumi e a costruirsi un futuro..grazie alla danza e le arti circensi.

Il tour europeo durerà fino ad Agosto, in Italia sono presenti solo per tre date, proprio in questi giorni:

ieri sono stati a Massa, presso i prati di Logarghena

il 13 maggio saranno a Cortona (AR), presso il Teatro Signorelli

mentre il 15 e il 16 maggio saranno a Firenze, presso Fabbrica Europa ADAC

Lo spettacolo è intitolato “PUTHO!”  Regia di Khuon Det e Phil Noble.

…sempre più bravi!

Hi from Elena

26 Jan

HI! Tell us what’s your name, who are you and where do you come from?
Hi! I’m Elena Bardi, I’m 26 years old and I live in Forlì. Right now, I’m working for the Civil Service at the Integration Service Center of Forlì and I work for Laboratorio Mondo too.

For whom are you working for? Which are your skills?
As a part of my job, I’m the secretary-treasurer of Laboratorio Mondo.

Who is involved in your organisation’s activities? (what’s your target?)

Our target are both italian and forigner citizens, the wage of our activity until now is linked to the territory so we try to answer to the biggest problems and lacks in our place.

Why are you an activist? What’s the event that raised on you the need to participate actively in your country’s life?
I decided to take part in this project due in part to my academic background, but especially after meeting some professionists working in this sector who supported me and gave me passion and faith in the possibility of a change that can ameliorate our relations on which we should found tomorrow’s society!

The economic situation of your country influenced your decision?
Somehow yes.

Do you think this is going to be your work for life?
I wish that to me everyday!

Does your family and friends understand and approve?
Yes, people around me they support and follow with interest our activities.

Which was the project you where involved and you liked more?
Until now, the project I liked more was the one about the “Cultural Trip to Cambodia”, unless it was the project I was less involved, was the one in which we measured us in something totally new for us as responsible tourism.

If you could organize an international event, where would you like to settle it? Which topic would you choose?
The topic would be the social inclusion, the place Forlì, because I would like my city becoming the center for this society changement on the topic of immigration, which could become the model for “good practices”.

What do you think about Italy? And which kind of informations do you get in your country about Italy?
I think information is one of the biggest problems in Italy, both from the point of view its gives, and for who runs it, for the same reason of being managed and for the educative’s role taken by it.

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Ciao! Presentati: Come ti chiami, chi sei e da dove vieni?

Ciao! Sono Elena Bardi, ho 26 anni e vivo a Forlì. Attualmente, sto prestando Servizio Civile, presso il Centro Servizi per l’Integrazione di Forlì, e lavoro per l’Associazione Laboratorio Mondo.

Dove lavori? Quali sono i tuoi compiti all’interno dell’associazione?

Lavoro a Forlì per l’Associazione Laboratorio Mondo, mi occupo delle mansioni burocratico/amministrative, sono il Segretario

Chi viene coinvolto nelle attività dell’associazione?

I nostri utenti sono sia cittadini italiani che immigrati, la dimensione delle nostre attività, per il momento, è legata al territorio per cui tentiamo di dare risposta a quelle che sono le principali problematiche e mancanze a livello locale.

Perché sei un attivista? Qual’è l’evento che ha fatto nascere in te la necessità di partecipare attivamente nella società civile del tuo paese?

Ho deciso di partecipare a questo progetto in parte per la mia formazione universitaria, e soprattutto, dopo aver conosciuto alcuni professionisti che operano nel settore, i quali mi sono stati di supporto trasmettendomi passione e fede nel credere ad un possibile cambiamento in grado di migliorare le nostre relazioni su cui fondare la società del domani!

La situazione economica del tuo paese ha influito sulla decisione di essere attivista?

In piccola parte si.

Pensi che farai questo genere di cose per il resto della tua vita?

Lo auguro a me stessa tutti i giorni!

I tuoi amici approvano?E la tua famiglia?

Si, le persone accanto sostengono e seguono con interesse le nostre attività.

Qual’è il progetto a cui hai partecipato che ti è piaciuto di più?

Per il momento il Progetto che mi è piaciuto di più è stato quello sul “Viaggio culturale in Cambogia”, anche se è il progetto a cui ho collaborato in modo minore, però, è stato quello che ci ha permesso di misurarci, fin dall’inizio, con un ambito a noi sconosciuto come quello del turismo responsabile.

Se potessi organizzare un evento con risonanza internazionale, dove lo faresti? Quale tema porteresti?

Il tema sarebbe quello dell’inclusione sociale, e il luogo Forlì, perché vorrei che Forlì diventasse il centro del cambiamento di questa società nel campo dell’immigrazione, che diventasse un modello per le “buone prassi”.

Cosa pensi dell’Italia? E nel tuo paese che tipo di informazioni ricevi sull’Italia?

Credo che l’informazione sia uno dei principali problemi dell’Italia, sia per il punto di vista che fornisce, sia per chi la gestisce, per il fatto stesso di essere gestita e per il ruolo educativo che sta assumendo.


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