Tag Archives: phnom penh

workcamp: day 4!

11 Mar


“Tutti parleranno della bellissima giornata di oggi. Io sono un po’ triste perchè oggi ho rivisto Mowgli e i suoi amichetti e ho pensato ai miei bimbi giù a Phnom Penh che questa volta non ho potuto vedere. Mi è davvero mancato qualcosa in questo viaggio senza i loro sorrisi e le loro mille domande.. P.s. Grazie ad Andrea che stasera ci ha offerto la cena a tutte!!”

“Oggi è stata una giornata bellissima! Siamo stati con i ragazzi e abbiamo, grazie al loro aiuto, creato un sacco di cose carineee!!! Sono davvero felice!! Ci hanno aiutato tantissimo e sono davvero bravi… Io vorrei andare a sto matrimonio se qualcuno mi ci porta :) Ora mangio….bacini”

“Il nostro piano era prefetto! Quando arriva il materiale, saremo all’ombra”…….ma del materiale, per oggi, nemmeno l’ombra :( !! No problem, non ci ferma nessuno, spirito di iniziativa e creatività all’interno del Laboratorio del Legno per fermacapelli, orecchini e ciondoli!! Bello, bello, bello!”

“Giorno positivo! La fatica intellettuale (si fa per dire) ha sostituito quella fisica. I materiali non sono arrivati e non abbiamo potuto seguire il nostro piano di lavoro: scartavetrare, scartavetrare, scartavetrare! Questo però ci ha permesso di iniziare a conoscere meglio i laboratori e i ragazzi che ci lavorano. La timidezza all’inizio si fa sentire da entrambe le parti, ma il pretesto di lavorare insieme ci ha permesso di vincerla. Altra nota positiva della giornata, la piacevolissima visita di alcuni bimbi del villaggio con i loro “helloooo” e i loro grandi sorrisi!”

“Hai capito la Silvia che ci dice di scrivere il taccuino e poi se la cava con due righe!! Però si è rifatta regalando un libricino per bambini, in inglese e in italiano, i bambini/ragazzi della famiglia dove andiamo a mangiare. E’ stato un bel pensiero, che mi ha colpito. Oramai sono un fabbro fatto e finito (oggi ho tagliato 420 pezzi ed è spettacolare lavorare con Sakri (dovrebbe essere scritto giusto) che ogni tanto mi viene ad abbracciare. Oggi la Silvia mi ha tradotto una sua frase e mi ha detto che voleva dire una cosa del tipo: “che era felice di avermi incontrato”.
Sono veramente contento di questa esperienza e di aver incontrato brave persone (sia cambogiane che italiane). Comunque oggi era un caldo che si moriva, oserei dire ‘AC KADAO!”

Markets’ day!

25 Feb


“Giornata di relax e shopping. super-mercati fornitissimi con articoli interessanti. Spero che i rapporti possano continuare.”


“Oggi tour dei mercati: Mercato Centrale, Olympic Market e Russian Market. Pesci, granchi, conchiglie, frutti mai visti, verdure e poi gioielli e “gioiellini”, abiti tessuti e cose varie; colori, profumi… e tanto caldo!”

“Contanti alla mano!! Shopping violento questa mattina!! I mercati sono un potpourri di ogni genere di consumo…..vivo o morto che sia….impatto visivo e olfattivo!! Pomeriggio libero: che si fa??? Un tatuaggio direi che è un’ottima idea…!!!!!”


“Agguerriti e intrepidi oggi affrontiamo la nuova prova di sopravvivenza…. la visita ai mercati della città. Ci circondano un mare di voci, colori, odori. Pile di merci di tutti i tipi, ogni zona ha la sua caratteristica…primi momenti di timidezza e poi parte lo shopping! Come scegliere fra le mille cose che mi piacciono? Intanto la calura si fa sempre più opprimente e la trattativa sui prezzi sempre più serrata. Finisco a perdere colpi e… I “smell like ten spirits!” Si torna in albergo, serve un bel tuffo in piscina :)

“A tutti coloro che mi hanno voluto bene: forse potremmo non rivederci più…un male oscuro mi attanaglia da giorni..sto facendo di tutto per debellarlo ma lui torna sempre. La speranza mi abbandona ad ogni scarica… si avete capito bene.. la “cagarella” si è impossessata di me…mi sto liquefando come neve al sole…addio….”

la città del caos..

23 Feb


“Dall’isolamento al caos. Ci siamo svegliati e siamo in Phnom Penh, yo! Viva il codice stradale che non c’è…destra/sinistra/inversione a U/contromano/senso unico (cos’è il senso unico?)/stop/precedenza (questa sconosciuta)….AUAUAUAUAU! Che figata!”

“Il caos delle grandi città non mi piace. Disordine da tutte le parti a parte la residenza reale…un’oasi…e poi, vogliamo parlare dell’inquinamento? Rimpiango la campagna…il memoriale…un tuffo nella crudeltà da cui quasi colpevolmente si riemerge subito…”


“Phnom Penh e il fiume – il Mekong? Il Tonle Sap? Noooo…..il fiume di motorini! A centinaia scorrono in un incredibile caos “ordinato”. Nessuno si ferma e tutti si mescolano in un fantastico gioco di prestigio. Dalle risaie al traffico, con le meraviglie del palazzo reale e della pagoda d’argento, la visita a Tuol Sleng e i suoi terribili ricordi…impossibile non chiedersi come fa ad essere “il popolo del sorriso”….”

“Anche oggi ho passato una giornata molto gradevole. La cosa che certamente mi ha maggiormente reso felice è stato il massaggio cambogiano. Penso di ripeterlo anche nei prossimi giorni e portare a Forlì i benefici fisici che sicuramente ci saranno.”


“Arrivati nella capitale trafficata e caotica dal villaggio familiare e tranquillo, l’impatto è stato un po’ brusco. Ma ancora una volta l’albergo molto carino e confortevole ci ha protetto e accolto. Oggi abbiamo fatto i turisti convenzionali: visita ai monumenti, ma il monumento più commovente per la sua piacevolezza è stato il massaggio dai cechi…le mani della mia signora erano d’oro!”

“Nella Capitale dopo aver visitato il favoloso palazzo reale, siamo andati nella famosa prigione S-21. Quello che è accaduto lì, nel resto della Cambogia e in altre forme nel mondo è il prodotto dell’ideologia.”

going home..

6 Dec

 

“La mattina inizia con il trambusto della città che ci entra in camera: oggi volevamo concederci qualche ora in più di sonno per affrontare al meglio il viaggio di ritorno, ma alle 7 Phnom Penh è già in piena attività.

Ne approfittiamo per visitare due luoghi simbolo della città: la collina-tempio, il Wat Phnom, simbolo della nascita della capitale e Tuol Sleng, S-21, la prigione dei Khmer Rossi, simbolo della distruzione folle della città da parte del regime.

Sul momento, complici le preoccupazioni del viaggio, ma anche il saluto quasi inaspettato di un vecchio amico cambogiano, non ci scambiamo molte parole. Nelle ore successive però apriremo un ampio dibattito.

Sono soddisfatta. E’ bello vedere che chi ha creduto nel progetto “sulla fiducia”, partecipando ai banchetti e alle campagne, ora, vedendo di persona ciò che fino ad ora era stato solo raccontato, non solo ne è rimasta colpita, ma ha anche nuova energia e volontà di impegno.

E’ ora di tornare a casa.

L’ho detto più volte, sono contenta e credo che si siano aperte delle nuove strade interessanti…continuate a seguirci e a rinnovare il vostro sostegno!”

“Scrivo due giorni insieme, perchè ormai sono 36 ore che siamo in viaggio e che non tocchiamo un letto… quindi per me valgono come una sola, lunghissima giornata.

Scrivo con il cuore e l’anima arricchiti da un viaggio indelebile dall’inizio alla fine.

La mia permanenza in Kampuchea (questo il nome della Cambogia in Khmer) è stata breve, ma fatta di momenti intensi e e indimenticabili. E le ultime mie ore a Phnom Penh sono state forse le più belle ed intense…

Dopo la sera prima passata a saltare sopra i nostri valigioni stracolmi di oggetti per il nostro mercatino, dopo tante risate tra noi due compagne di viaggio e i vecchi amici cambogiani di Silvia, dopo una serata all’insegna dell’allegria e spensieratezza come si trattasse della nostra quotidianità, ecco che appare il mio, il nostro “ultimo” sole cambogiano. Ce lo annuncia alle 6:15 il rumore del traffico che viene dalla strada e il ritornello musicale del camioncino dei succhi cambogiani. Ma io non demordo e fino alle 8:30 con i tappi nelle orecchie (poco utili in realtà) riesco a dormire beata.

Cambodia docet: mi ha insegnato a trovare sonno nelle situazioni più assurde e scomode del mondo…addirittura sulle pietre dure del tempio di Angkor Wat!!! Non temo più nessun rumore né scossa.

Silvia, per l’ultima mattinata disponibile, ha un piano da turista… resposabile. Prima tappa: Wat Phnom…mi racconta appassionata e ci troviamo a ridere sull’accezione della parola “monte” in Khmer… segue una tappa che emotivamente mi ha scossa e affascinata: l’ex campo di concentramento dei Khmer Rossi, l’S-21. L’atmosfera è glaciale, mi guardo attorno e sembra essersi fermato il tempo: il filo spinato, le celle, i letti di ferraglia dei “prigionieri importanti”, gli strumenti di tortura. Se mi concentro sento le urla dei torturati, il pianto dei prigionieri stesi e legati ai piedi ad un palo orizzontale come fossero i tasti di un macabro pianoforte. Quei volti che a centinaia mi guardano dalle foto esposte sembrano volermi dire qualcosa. A stento trattengo le lacrime, sento la sofferenza che è stata qui in questo posto. Osservo le pile di vestiti e di cappelli VOGLIO PIANGERE. Dov’è la dignità umana in questi momenti della storia?!

Come è possible che negli anni ’70 inoltrati potessero essere concessi tanti scempi verso l’uomo, verso i propri fratelli? Mi sconvolge la follia umana, la paura di come molti si lascino guidare dalla pazzia di uno o più uomini, e rifletto su quanto oggi, più che mai, il terreno sia fertile per seminare idee perverse nella mente di tutti noi. Ho paura dell’Umanità, ma di fronte a queste testimonianze mi trovo ad amarla ancora più intensamente. Vorrei fosse un amore più contagioso della follia fratricida.

Soffoco in me le lacrime e la mia riflessione, ultima, cercando di distrarmi con domande quasi stupide poste alla mia guida Silvia che forse ha capito e quindi mi risponde teneramente.

E’ ora però. Corriamo alla Guesthouse a prendere i nostri pesanti valigioni e un taxi che ci porta all’aeroporto di Phnom Penh… Nel tragitto soffoco per l’ennesima volta le lacrime che mi riempiono gli occhi guardando i volti e i luoghi dal finestrino del piccolo caravan che ci porta verso Phnom Penh Airport. Poi arriva un video kitch di Britney Spears (c’è la tv nel taxii) a rallegrare me e Silvia con uno sguardo complice l’una inghiotte le tacite lacrime dell’altra e ci facciamo forza.

Phnom Penh – Bangkok,

Bangkok – Abu Dhabi, Abu Dhabi – Milano e Milano – Forlì…

Un viaggio lungo 36 ore, duro e stancante ma che ci ha fatte diventare ancora più complici:

Scrivo da un Eurostar in marcia verso Forlì, con una calligrafia geroglifica e tutta storta…

Scrivo felice, con un tesoro nel cuore che un posto lontano ha saluto regalarmi…

Au Kuhn Kampuchea! e Au Kuhn Silvia… “

incontri & scontri

2 Dec

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“Oggi è la giornata più frenetica da quando siamo qui. Sveglia alle 6:45 (per chi ci dice che siamo in giro in vacanza!!) perchè di prima mattina abbiamo l’appuntamento con la responsabile di una delle associazioni con cui Laboratorio Mondo collabora.
Purtroppo per noi, siamo in Cambodia, dove il concetto di fretta non esiste, così ci vuole un’ora perchè la colazione arrivi. un pò ci irritiamo..ma alla fine riusciamo ad arrivare in orario.
La giornata è un susseguirsi di incontri, alcuni meno produttivi, altri più profiqui.
Alcuni continuano a non dimostrare fiducia nonostante anni ormai di collaborazione. Altri – la maggior parte per fortuna – invece sono felici di vederci ancora una volta.
Questo riuscire a mantenere un contatto, questo incontrarsi di persona e sentirsi regolarmente fa dire ai nostri interlocutori “not only you like Cambodia, but you also CARE”.
Ne usciranno, da questi incontri, nuove idee e soprattutto percorsi precisi di collaborazione.
Da uno di questi incontri nasce anche l’idea di partire seduta stante per Krang Tachan , nella provincia di Takeo. Nel villaggio di Krang Tachan abbiamo già avuto modo di lavorare in passato ed anche a gennaio siamo stati ospitati qui per due giorni durante uno dei nostri viaggi.
Date le varie cose ancora da fare nel pomeriggio, decidiamo di partire la mattina dopo (altra levataccia!!).
Sono contenta, il bilancio è positivo e la serata in compagnia del nostro amico Seila mi ricorda i bei momenti passati qui..ma cari soci di Laboratorio Mondo, tutte queste novità significano tanto impegno in più per tutti noi! per portare avanti progetti importanti e condivisi dalla comunità..”

“Oggi è il giorno X, siamo a Phnom Penh e faremo una marea di cose per Laboratorio Mondo…e facendo questo mi si aprirà agli occhi la Capitale della Cambogia. Eccoci in piedi alle 6:45, ci prepariamo e facciamo la nostra colazione nel Mini Banana Hostel. La napoletana che c’è in Silvia (l’avrò influenzata?) eccola che viene fuori…strappa un prezzo di favore: “$10, because of that shit dog when we arrived yesterday..!” la tipa, stizzita, la guarda e le chiede come si permette di dare della SHIT al suo cane. Per fortuna il grassone antipatico interviene e spiega…meno male, il misunderstanding è chiarito.
Eccoci pronte per partire, Silvia contratta per la casa dei bambini, io sono convinta che, come al solito, saliremo su di un Tuk Tuk. Ebbene no… MOTO…in 3 però.
Sono preoccupata e tesa, spiaccicata tra l’impavido guidatore cambogiano e la rilassata e felice Silvia. Partiti. Non ho mai visto da così vicino la strada e le macchine, ci dipaniamo a destra e sinistra, evitiamo prontamente impatti tra veicoli. Ma qui è così, sono abituati, ci sanno fare. Arriviamo a destinazione, i miei capelli un pò sconvolti, a sono felice di aver fatto anche questa esperienza. Arriviamo al cospetto di A. e Silvia nel suo cinglish perfetto spiega del progetto di Laboratorio Mondo, racconta con passione dei viaggi di turismo responsabile che lei stessa segue, si fa portavoce della nostra associazione.
Abbiamo seminato, ora attendiamo i frutti della chiaccherata di stamattina. Conosco i bimbi del centro, parlano inglese e giocano a pallavolo. Mi smuove vedere l’amore che lega ancora Silvia a quei bambini e viceversa. La ricordano, le fanno feste, sono felici di vederla. E’ ora ormai di andare.
Cambiamo guesthouse e per nostra fortuna ci troviamo in un posto piacevole e pulito, assistite da persone molto cordiali. Veloce sistemazione, poi alla nostra porta bussa Synan..ma non quello che pensava Silvia..si tratta di un ex monaco di un villaggio in campagna che vuole un eventuale supporto da Laboratorio Mondo. Facciamo un pranzo veloce assieme a lui e sua cognata e cerchiamo di capire di cosa si tratta, dall’Italia poi approfondiremo via email e vedremo se proporre all’Assemblea di Laboratorio Mondo anche questa collaborazione o meno. Sono le 13:15, dobbiamo scappare via di corsa all’ufficio di Youth for Peace, dove abbiamo un meeting importante e riusciamo ad ottenere informazioni importantissime.
Dopodichè ci fiondiamo (sempre con un triciclo cambogiano) al mercato russo (non so perchè questo nome vista la presenza di prodotti tipici cambogiani). Shopping per la campagna natalizia di Laboratorio Mondo e poi torniamo alla nostra stanzetta. Sono stanca, ma tanto arricchita dentro.
La sera Silvia ed io camminiamo per il RiverSide e dal di lì torniamo a piedi verso casa. Una bella passeggiata serale con tante chiacchere piacevoli. Ma a letto presto. Domani alle 5:45 sveglia per andare a Krang Tachan…”

next stop: Phnom Penh.

2 Dec

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“Questa mattina ce la prendiamo con calma, colazione, si ragiona sul piano per i prossimi giorni, si controllano le email.
Mentre stiamo preparando la valigia e già pensando a dove mangeremo per pranzo, Mr Mao ci chiama annunciandoci che il pullmino per la bus station è già arrivato! Con un’abbondante ora di anticipo…evviva!
Ci portano alla stazione girando per stradine improbabili e alle 12:30 (ora di partenza prevista) arriviamo. Qui è pieno di bambini che vendono frutta appena tagliata, baguettes, formaggini, acqua.
Non ci lasciamo tentare e saliamo sull’autobus..che non si sa quando partirà davvero e di conseguenza a che ora arriverà!
Durante il viaggio non dormo per nulla. Il percorso che facciamo mi tiene incollata al finestrino. La Cambogia affascina anche quando, per motivi di tempo, non puoi esserne che uno spettatore.”

“Ciao ciao Siem Reap…Impreparate alla partenza delle 11:30 stiamo al tavolino colazioni prendendoci il tempo per sistemare le ultime cose…ma Bip-Bip!!! Suonano un clacson, è il nostro pullmino che ci porterà alla stazione degli autobus da dove partiremo per Phnom Penh.
Scesa dal pullmino tante bimbe ci corrono incontro offrendoci frutta..NO, NO, NO, grazie.. saliamo sul pullman e partiamo (con mezz’ora di ritardo). Scomodità è l’unica parola che mi viene in mente. Dormo con la testa penzolante, che dondola alla musica da karaoke cambogiana che scorre sullo schermo del bus. Un bus coi sedili rotti ma con un LCD e un lettore DVD. Strani accoppiamenti. Viaggio difficile e arriviamo a destinazione. Ma non è ancora finita qui, il peggio deve arrivare. Alla nostra guesthouse MINI BANANA ci accoglie la nenia di un funerale, oltre a una fresca e puzzolente cacchetta di cane nella stanza dove io e Silvia dovremo soggiornare stanotte…VOGLIO TORNARE DA MR.MAO!!!
Questo ometto grasso dalla faccia paffuta è antipatico davvero. Oltre al fatto che il suo inglese è INCOMPRENSIBILE. Usciamo, fuggiamo per cena. La cucina, però è in parte chiusa e su quattro cose che provo ad ordinare, mi viene detta la stessa cosa “we do not it now, the cooker is gone now” se n’è andato..e che diamine! sbotto, Silvia, con voce dolce, dice di non arrabbiarmi. Mi calmo, vado alla toilette ed incontro il cameriere con il quale sono stata scorbutica. Mi sento una cacchetta quando mi chiede scusa. Accetto e la cosa degenera perchè mi chiede il nome e – tutto sorridente – si fa scrivere il mio indirizzo email su un foglietto. Cose bizzarre succedono a Phnom Penh…ma domani è un altro giorno!”

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