IL DIARIO DI BORDO DEI NOSTRI VOLONTARI – CAMBODIA NOVEMBRE 2016

Nota al lettore.

Non siamo soliti omettere i pensieri dei viaggiatori, un’esperienza di questo tipo è senza dubbio un concentrato di emozioni, impressioni e sentimenti che vengono vissuti in gruppo, ma le parole che vengono riportate sul diario nascono da riflessioni individuali. La scrittura del diario è un momento molto importante durante il quale il volontario non riporta solo la cronaca di quanto accaduto durante la giornata trascorsa, ma condivide le proprie sensazioni, le impressioni, regalando a chi leggerà il proprio punto di vista. Questa è la ragione per la quale negli anni, la nostra organizzazione non ha mai modificato/omesso/censurato alcuna parola. Ecco perché in questo diario, come in quelli precedenti, troverete anche osservazioni critiche nei confronti di quanto accaduto durante il Campo: riportarli perché possano essere letti dai più è una questione di correttezza verso chi ha scritto questi pensieri.

Per questo diario, a differenza degli altri, però, è sorta la necessità di fare alcune precisazioni, non tanto nei confronti delle critiche avanzate, quanto nella descrizione errata di alcuni eventi. Ciascun pensiero è stato trascritto in modo puntuale, nonostante alcuni concetti fossero errati. Di seguito le precisazioni:

1. Il referente del Workcamp di novembre 2016 è Nicholas Nanni, nessun Nicola è partito con il gruppo.

2. a Kraing Tachan non esiste alcun Miniclub, è a discrezione di chi ha scritto scegliere di utilizzare questo termine per riferirsi, probabilmente, alla scuola dell’infanzia,  Kindergarten Building Future for Children.

3. durante l’incontro con l’ong Youth For Peace, avvenuto in data 11.11.2016, alcuni volontari hanno evidenziato le carenze nella progettualità stupendosi del fatto che ancora non ci fosse un programma da proporre. Questa osservazione, senza dubbio fatta in buona fede, è frutto di una incomprensione linguistica. Oggetto dell’incontro con l’ong era la progettazione della nuova programmazione anno 2017/2018, ragione per cui, ancora non vi era un programma specifico da proporre.

4. In Cambogia ci sono esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio. L’arrivo al villaggio è stato ritardato da alcuni imprevisti, principalmente il traffico e le numerose soste lungo la strada hanno fatto sì che l’arrivo dei volontari avvenisse dopo il calar del sole. Durante il tragitto in Minivan più volte si è cercato di calcolare l’orario di arrivo, ma puntualmente l’orario veniva spostato in avanti per le ragioni sopraccitate. Al nostro arrivo le famiglie hanno tardato 10 minuti a presentarsi, perché erano nelle case a tenere al caldo la cena, visti i ripetuti ritardi.

5. prima della partenza, in Italia, i volontari partecipano ad una formazione specifica durante la quale acquisiscono informazioni propedeutiche al workcamp, alla tradizione e ai diversi modi di vivere in Cambogia. Le riflessioni che nascono in seguito a questa formazione sono personali del volontario, il quale, giustamente, una volta in loco si trova a contatto con una realtà fino a quel momento solo immaginata. Intento della formazione è, quindi, quella di evidenziare le differenze tra le due culture, per poi scaturire una riflessione mirata ad individuare i molteplici punti di contatto tra due Popoli solo in apparenza opposti. Purtroppo non sempre queste riflessioni confluiscono; le regioni sono le più disparate, partendo da una formazioni eseguita male, fino ad arrivare ad una mancanza totale di interesse nell’osservare la realtà che ci si presenta di fronte, scegliendo di rimanere ancorati ad una millantata superiorità intellettuale e culturale, che può arrivare a definire certe persone come dei “poverini”, usando toni bonari, o come dei cricetini, usando metafore animali.

6. La gestione del tempo in Cambogia è diametralmente opposta a quella Italiana, nonostante nel mondo gli italiani abbiano la nomea di essere fannulloni… Questa condizione spesso lascia nei volontari la sensazione di sprecare opportunità oltre che tempo. Per questo, sempre in fase di formazione, si parla molto della caratteristica gestione dei tempi cambogiani.

È responsabilità del gruppo condividere anche i diversi momenti di lentezza durante la giornata, la lentezza è una parte fondamentale dell’esperienza, per quanto ostica e pericolosa possa apparire, per quanto possa essere, sempre in buona fede, scambiata con disorganizzazione.  Al contrario, può essere la scusa per conoscersi meglio e condividere pensieri e riflessioni tra il gruppo e tra noi stranieri e i locali.

7. nel villaggio gli adulti parlano quasi unicamente la lingua Khmer, a parte i ragazzi, in pochi parlano in inglese. Per questa ragione la barriera linguistica è reale, e si alimenta anche da modalità di comunicazioni diverse tra italiani e cambogiani. Cosa possiamo fare per sfruttare a pieno un’esperienza di questo tipo? Abbiamo due scelte: crogiolarci nel fatto che la barriera linguistica non esista, e farci carico, in quanto occidentali, di istruire un popolo a comunicare con noi, oppure accettare la difficoltà di comunicazione, a volte subendole, a volte ingegnandoci per riuscire a trovare alternative allatradizionale comunicazione verbale.

 

8/11/2016

 

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“Sono Arrivata a Phnom Penh  piena di entusiasmo per questa nuova avventura. Durante il viaggio col Tuk Tuk osservare questa nuova terra è stata una scoperta ad ogni occhiata!”

“Arrivati a Phnom Penh, il viaggio è stato lungo, ma discretamente comodo, sull’aereo abbiamo iniziato a conoscerci meglio. La mia vicina è stata Anna, mi piace molto è una persona aperta e positiva. Una volta arrivati ci ha accolto il solito caos. Forse questa volta ancora di più, la strada che costeggia l’aeroporto  è un cantiere a cielo aperto. Poi siamo arrivati in Guest House. Quest’anno finalmente cambiamo quartiere e anche se non c’è la finestra in camera, si sta molto meglio!Retroy Sursday Phnom Penh!”

“Già all’aeroporto di Phnom Penh, dopo 15 ore di volo, ho capito che questa capitale mi avrebbe “sconvolto”: il caos è totale!!! Per raggiungere il nostro resort è il delirio saliamo su 2 Tuk Tuk, mezzo motorino e mezza gabbietta…il traffico per il centro è veramente incredibile e penso “è mattino, sarà ora di punta!” Sbagliavo… a Phnom Phen è sempre così! La cosa che più mi colpisce in questa prima giornata è il caos, il traffico, gli odori, i rumori, i colori, gente che ovunque chiama, chiede, offre, propone…e anche ammicca un sorriso”

“La giornata comincia presto, prestissimo. Ci attendono tante ore di viaggio, tra treni, voli aerei e Tuk Tuk. I tanto adorati Tuk Tuk che fin dal nostro arrivo ci hanno portato in giro per la capitale. Arriviamo stanchi all’aeroporto di Phnom Penh.

Tutto è nuovo, caotico, in movimento. Saliamo su un Tuk Tuk diretti verso la nostra Guest House.”

“Arrivati a Phnom Penh, dopo un viaggio stancante, il caldo torrido e il casino del traffico mi hanno destabilizzato. La sporcizia e il caos sono le cose che ricordo meglio di quel primo giorno. Il Tuk Tuk  è stata una botta di fresco ogni volta che lo prendevamo. Finalmente lasciamo il pesantissimo zaino in ostello e ripartiamo subito alla scoperta della capitale. Giriamo sotto un caldo torrido, intorno alle vie dell’ostello… Aspettando che Marco arrivasse a Phnom Penh. La giornata finalmente termina perché la stanchezza si è fatta sentire parecchio durante questa giornata.”

“Sono Arrivata a P.P. piena di entusiasmo per questa nuova avventura. Durante il viaggio col Tuk Tuk osservare questa nuova terra è stata una scoperta ad ogni occhiata! Ho avuto l’impressione di cogliere con lo sguardo tutta la diversità in cui sono immersa!! Il massaggio kmer tradizionale: BELLISSIMO!”

“Arrivo a Phnom Penh, in serata, dato che  ho preso un volo diverso dagli altri. Il caldo, l’umido e il caos mi accolgono. Breve tragitto in Tuk Tuk dall’aeroporto alla Guest House, che sono costretto a fare con la krama sul muso per proteggere le vie respiratorie dallo smog. Il tempo di una veloce cena di cucina cambogiana ed è già l’ora di andare a letto.”

“Dopo un lungo viaggio e tanti film americani, eccoci arrivati a Phnom Penh. Appena uscita dall’aeroporto ho subito respirato aria di casa, sarà che sono venuta l’anno scorso, quindi tutto mi è sembrato molto familiare, anche se……… dopo qualche Km in Tuk Tuk ho capito che Phnom Penh è cambiata completamente, è una città in continuo cambiamento e sono pronta ad immergermi nel cambiamento questo mese!”

9/11/2016

“Io sono qui, noi siamo qui e il nostro compito da volontari, da uomini è quello di essere persone consapevoli, pronte al cambiamento e al rispetto dei diritti umani.”

 

“Oggi abbiamo visitato i Killing Fields e Toul Sleng, è una tappa obbligatoria, fondamentale per comprendere il passato del paese e l’attualità di questo popolo. La mia attenzione è stata attirata ancora una volta dalla città che cambia, il cemento e la polvere avanzano portando con loro il rumore dei motorini, della trivelle e delle auto. Solo una domanda: “Ma dove andranno tutti così di fretta?”.

La sera Riverside, mi si sono contorte le budella per lo schifo a cui ho assistito, abbiamo fatto delle foto, il fermento era ovunque, ma ancora di più lo squallore. In Cambogia c’è la prostituzione, in Cambogia c’è la pedofilia, anzi no in Cambogia ci sono puttanieri e pedofili e sapete chi sono?! Persone impensabili, occidentali, settantenni che comprano un rapporto con un bambino di pochi anni, e queste scene sono ovunque in ogni angolo della città. Alla luce del sole, senza vergogna, come se fosse normale, finalmente normale. Spero che il lavoro fatto questa sera porti a qualche risultato”

 

“Giornata molto impegnativa, per  me, emotivamente intendo. Oggi siamo partiti presto, sempre in Tuk Tuk per raggiungere in pochi km, ma rumorosissimi e frastornanti, il sito dedicato alla memoria della tragedia che i Khmer Rouge hanno inflitto al paese negli anni 70. La sensazione è stata un po’ di rammarico, oltre ovviamente di tristezza, perché mi pare che questi luoghi siano ora un po’ sfruttati per attrarre i turisti che non so quanto riescono a sentire la tragedia, perché durante le visite che abbiamo  fatto ho notato che si facevano dei selfie!!                                                                                             Anche la serata è stata molto shoccante! Siamo stati sul lungo fiume per fotografare un fenomeno orrendo che purtroppo pare passi indifferente a tutti. Abbiamo infatti visto numerose ragazzine proporsi come passatempo per i turisti. Ma non solo!!! Molti anziani turisti adescano bimbi e bimbe molto piccoli, e li gratificano con dolcetti e popcorn per poi fare il loro sudicio sporco e inammissibile sfogo sessuale. Abbiamo fatto del nostro meglio avvisando un organo preposto che ha mandato due persone per fare le dovute segnalazioni comunque è evidente ovunque che qui il sesso a pagamento è lecito a ogni età e per ogni sesso! Inaccettabile, inammissibile, doloroso!!”

 

“Siamo a Phnom Penh. Anche oggi ci alziamo presto ma con il corpo e lo spirito risollevati da una buona dormita. Nonostante il caldo, il materasso duro e i miei incubi notturni! Partiamo a bordo dei Tuk Tuk diretti verso i Killing Fields. Motorini. Tanti tantissimi. Donne. Uomini. Tutti guidano un mezzo di locomozione. Anche le auto sono tante, molte sono macchine americane di seconda mano mi spiega Nicholas. E tutti tutti sono impegnati a fare qualcosa. Cucinare, aggiustare, vendere. Ma c’è anche chi è fermo a non fare nulla e seduto sulle ginocchia osserva quello che accade intorno. Dopo i Killing Fields ci aspetta la visita al liceo trasformato durante il regime dei Khmer Rossi in un prigione. Quello che doveva essere un luogo di studio e di amicizie venne trasformato in un luogo di terrore. Difficile rimanere impassibili di fronte alle facce di decine e decine di uomini e donne. I loro volti si accumulano nella mia testa. Volti di esseri umani come me, privati di tutto, uccisi in maniera violenta e dolorosa.

A pranzo i miei primi noodles. Non c’è molto da dire su questa mia esperienza di cucina cambogiana. Sapori e consistenze completamente nuovi per me che in quanto a cibo sono solitamente molto limitata nelle mie scelte! Ciononostante l’intero piatto di noodles è finito nella mia pancia! Siamo passati davanti al palazzo reale, ma non lo abbiamo visitato. Dicono che abbia dei bellissimi giardini, spero che avremo modo di tornarci durante gli ultimi giorni. Ora siamo fermi al blue pampkin. Pausa caffè e gelato. Claudia ha mangiato i pancake con le banane. Qualcuno beve un succo rigorosamente senza ghiaccio. A noi si è unito Tokla, insieme stiamo definendo la vista delle cose da comprare per il villaggio. Lihai caro diario, torno in mezzo agli altri.

PS. Ho visto i bagarozzi.”

 

“Sveglia prestissimo ancora stanca andiamo a farci una colazione super che mi da l’energia per affrontare la giornata. Andiamo a visitare Choueng Ek, è stata una visita molto interessante,  Nicholas ci ha spiegato la storia dei Khmer Rouge, il posto era molto bello, si respirava un’aria un po’  inquietante, pensare che il genocidio di quelle povere persone è accaduto non tanto tempo fa negli anni settanta.

La seconda visita e’ stata all’interno dell’ex liceo della capitale oggi trasformato in prigioni. È stato più dura visitare veri posti macchiati ancora dal sangue.

Il pranzo mi è piaciuto moltissimo, siamo andati a mangiare i tipici noodles cambogiani all’interno di un posto super tipico, i noodles erano buonissimi, ho sentito per la prima volta il latte di cocco!!

Nel pomeriggio siamo andati a visitare il riverside lungo il fiume si vedeva di tutto. Un caos di persone, bambini abbandonati a se stessi per terra a chiedere l’elemosina. Li vedevi mangiare da per terra in mezzo a una tale sporcizia inoltre abbiamo potuto constatare ciò che Elena ci aveva già anticipato alla formazione. Il discorso della prostituzione minorile, è stato molto forte per me vedere quelle scene. Anziani occidentali insieme a bambini, così davanti agli occhi di tutti. Seduti in un locale e poi a salire di sopra. Agghiacciante vedere ciò ma ancora di più che nessuno fa niente per fermare questa situazione, tutti sono consapevoli tanto che i pedofili lo fanno alla luce del sole.

Siamo stati noi che abbiamo dovuto chiamare un’associazione che si occupa di questo problema. Ma mi è sembrato che quello che abbiamo fatto sia valso a poco. La situazione continuerà ad esserci sempre. La serata è terminata ma con un senso di amarezza.”

 

“Giornata impegnativa emotivamente nei luoghi della memoria. L’energia in questi campi è malinconica per ciò che è stato. Qui è pieno di libellule in volo. Il tragitto per arrivarci è stato interessante e vivace, la periferia è meno rumorosa di Phnom Penh, si inizia a sentire calma ed è  semplice cogliere momenti di vita quotidiana. Sembra tutto così autentico!!

Nel pomeriggio tornati a Phnom Penh è stato pesante osservare come la prostituzione minorile da parte degli stranieri sia così ben tollerata in città. Ho fatto fatica a prendere sonno perché alcune immagini continuavano a tornarmi alla mente.

Ogni angolo della città è ricco di diversità, e come se sono diverse le emozioni che nascono. Sono molto felice di essere qui.”

 

“Mattinata iniziata presto, dedicata alla visita dei siti storici riguardanti il recente passato di questa controversa nazione. Tuol Sleng e Choeung Ek: La prima era una scuola, trasformata in prigione dai Khmer Rouge, il secondo, chiamato anche Killing Fields, furono dei campi di sterminio veri e propri.  Sono posti molto forti con foto, disegni e racconti nudi e crudi che ti fanno riflettere su quanto queste persone abbiano spinto al limite il loro lato peggiore.                                                                     Questo è un popolo che non credo abbia affrontato e superato il passato, credo lo abbiano solo sotterrato.”

 

“Tornare a Tuol Sleng e Choung Ek (ho sbagliato a scriverlo lo so) lascia sempre l’amaro in bocca, fa riflettere su come la storia non sia servita a nulla. Cosa sta succedendo oggi nel mondo ad Aleppo in Siria ,in Grecia, nei Mari? Quante vite ancora oggi vengono sacrificate dal potere, dall’interesse e dall’individualismo. Io sono qui, noi siamo qui e il nostro compito da volontari, da uomini è quello di essere persone consapevoli, pronte al cambiamento e al rispetto dei diritti umani.”

 

“The time passes so fast. Finally we have another time to meet each other. It i san hard work to help Kraing Tachan Community. It was very happy, comfortable, warm and good time to meet each other at Phnom Penh, Blue Pumpkine. I was very happy to reserve a call and sms from Nicholas that we are going to meet each other. Slowly walked to the dated place nearly the riverside, Phnom Penh. It was a wonderful time to meet each other and talked about the project at Kraing Tachan. It was very grateful to meet new italian friends coming to Cambodia. It was also the unforgettable and memorable time to see all of you. It is the second time of this year that Italian came to Cambodia in order to support Kraing Tachan Kindergarten, Computer Class and soon. It is the important and indispensible project that can help childreen in Kraing Tachan Community. I would like to pay my profund gratitude to Lab Mondo, that always pay attention and leave a strong commitment to help us.”

 

10/11/2016

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Stamattina ci siamo diretti al Russian Market, tipico mercato locale dove si trova davvero di tutto, è stato il mio primo vero contatto con la Cambogia. Adoro i market di questo tipo, dove i profumi , il fumo dei pentoloni e le voci dei venditori si mescolano.”

 

“Oggi abbiamo fatto un giro per la capitale, abbiamo camminato parecchio e visitato diversi quartieri, la cosa strabiliante sono le diverse facce che mostra la città, i quartieri sono lo specchio di quello che è la capitale oggi, ricchi di contraddizione, una facciata a volte bella, a volte meno. Mi piace chiacchierare con i ragazzi, nel gruppo sto trovando dei buoni compagni di viaggio.”

 

“Questa terza giornata a Phnom Penh è stata dedicata alla visita dei vari quartieri lo splendore è offuscato! La città è purtroppo invasa da troppa gente, troppi motorini, troppo tutto, troppa sporcizia.   I quartieri sono veramente vari. I palazzi reali, le pagode, le banche, le bottiglie di benzina vendute dai fruttivendoli, il cibo appeso e proposto ovunque senza nessun rispetto delle norme igieniche. Troppo di tutto, tenuto male, e invaso dalle miriadi di motorini che girano continuamente come criceti impazziti nelle loro ruote. Abbiamo visitato anche i mercati, frenetici ma affascinanti. Ho apprezzato la laboriosità di questi criceti e lo sforzo che stanno facendo.”

 

“Scimmiette a Wat Phnom. Fiori di loto e preghiera. Visitiamo il parco e la pagoda. Il viaggio procede. Nel pomeriggio ci avventuriamo spensierati all’interno del mercato russo. Quanti colori, quante stoffe, oggettistica varia statuette ma anche tantissime cose da mangiare: frutta, pesce, carne. Non ci sono angoli vuoti è incredibile quante cose ci siano qui dentro.”

 

“La mattina ci siamo diretti verso il Russian Market il tipico mercato cambogiano mi è piaciuto moltissimo. Ci siamo immersi in questo mercato gigantesco, dal vestiario, all’oggettistica fino a passare alla parte dedicata al cibo, profumi di spezie, puzza incredibile di carne e pesce, ma super caratteristico. Nel pomeriggio ci siamo spinti verso il Central Market a comprare il materiale per il villaggio, mi sarebbe piaciuto di più essere più coinvolta nella scelta degli articoli per le attività da svolgere al villaggio. La sera siamo andati a cenare indiano. Una cucina che non avevo mai provato che ho apprezzato davvero tanto.”

 

“Giornata dedicata ai mercati. Il mercato russo mi è piaciuto moltissimo, così tipico e tradizionale. È stato divertente entrare nella vita delle persone locali. Vedere cosa mangiano, come trascorrono il tempo, che tradizioni hanno sentire i profumi e assaggiare il cibo di  strada. Fare delle foto e celebrare quel momento presente. Sono qui.

Il pomeriggio siamo andati alla ricerca di materiali per il centro educativo, penso che con la divisione dei compiti sulle cose da acquistare mi sarei sentito più utile.”

 

“Stamattina ci siamo diretti al Russian Market, tipico mercato locale dove si trova davvero di tutto, è stato il mio primo vero contatto con la Cambogia. Adoro i market di questo tipo, dove i profumi , il fumo dei pentoloni e le voci dei venditori si mescolano, ipnotizzandomi completamente, le foto e i video girati li non renderanno mai l’idea di come mi sono sentito là in mezzo”

 

“Oggi giornata di acquisti per il gruppo di LM! O meglio per me, l’Elena e Nicholas. C’è chi si lamenta dicendo di non essere stato coinvolto nella scelta e acquisto dei materiali. Mi chiedo c’è bisogno di essere coinvolti? Questa è un’attività che era stata programmata, discussa in formazione e ieri con Tokla. Nessuno mi ha chiesto “Hei Sara vieni a comprare?” mi sono semplicemente unita in un negozio dentro il Central Market dove non c’era spazio vitale e faceva un gran caldo per partecipare ad un’attività, pur non sapendo nulla in materia di asilo, avevo semplicemente piacere di stare lì! Spero che le persone di questo gruppo, che mi sembrano molto distanti da me, possano in qualche modo aprirsi. Aprirsi nei momenti comuni come le cene o le merende, dove invece che guardare il telefono si potrebbe conversare. Ieri è successa una cosa molto brutta, è arrivato Tokla il big brother di Kraing Tachan, e la situazione che si è presentata è stata questa: due persone stese sui divanetti del locale, stranamente con il telefono in mano, che di Tokla (pur sapendo chi fosse) non se ne sono fregate. Rivederlo per me è invece stato bellissimo, non lo è stato fino in fondo grazie al comportamento dei membri del gruppo. Membri che si lamentano di non aver partecipato alla scelta dei materiali, quei materiali sono stati discussi e scelti in mezzo ad un tavolo tutti insieme con Tokla, Nicholas, Anna, Margherita, Elena e Marco, Sveglia!”

 

11/11/2016

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11.11.2016

“La strada si fa di terra rossa polverosa. Ci sono stagni con ninfee e fiori di loto ogni tanto una palafitta. Finalmente un po’ di natura. Sono molto felice.”

“Incontro con Youth For Peace, come al solito le idee sono molte, ci metteremo a lavorare a testa bassa. Poi il villaggio e dunque la Cambogia che amo! Rivedere la Maday è stato bellissimo, stasera vado a letto con pensieri felici.”

“I preparativi per raggiungere il nostro villaggio si stanno concretizzando. Questa mattina, infatti, abbiamo incontrato i responsabili di Youth For Peace che, insieme alla comunità ci affiancano per i progetti. L’incontro è stato piuttosto frettoloso e mi sono un po’ meravigliata di apprendere che bisogna ancora preparare il programma da proporre. Servirà un altro incontro subito dopo le nostre giornate al villaggio, per capire come muoversi. Si è parlato di cercare i fondi per portare a K.T. una persona professionalmente pronta che a sua volta aiuti nella formazione gli insegnanti locali. Speriamo bene! Poi ci siamo dedicati agli acquisti dei materiali didattici da portare al villaggio. E finalmente siamo partiti!!! Felici di lasciare la caotica capitale e pieni di entusiasmo per la nostra volontà di portare competenze e amore nelle risaie di questo popolo semplice. In realtà l’arrivo al centro di Kharan Tachan è stato piuttosto deludente perché non c’era nessuno ad attenderci, come invece avevamo pensato.”

“Dell’incontro con Youth For Peace mi sembra di capire che c’è molto da lavorare per scrivere e realizzare un progetto educativo efficace e una comunità che ponga il bambino al centro.

Dopo pranzo si parte per il villaggio, che bello! Non vedevo l’ora! Il viaggio mi piace moltissimo per i paesaggi che si attraversano, i villaggi, la gente è tutta una scoperta!

Sono arrivata al villaggio piena di emozione e un po’ di imbarazzo, ma in pochi minuti una bambina mi ha presa per mano fino a casa.

L’incontro con la famiglia è stato bellissimo è un posto fuori dal mondo, questa palafitta di legno, sono gioia.”

“Ultimo risveglio in capitale prima di partire per il villaggio però finiamo di acquistare gli ultimi materiali didattici che serviranno ai bambini del nostro villaggio. Prima di pranzo, facciamo l’incontro con Youth For Peace, della chiacchierata con Sokkoeun emerge il problema di creare un vero e proprio progetto educativo all’interno del villaggio e il discorso dell’importanza dell’aggiornamento degli insegnanti per me fondamentale.

Terminato l’incontro, saliamo sul minivan e dopo circa 4 ore arriviamo al villaggio, un posto sperduto e isolato, arriviamo col buio quindi è stato difficile farmi un’idea del posto in cui mi trovavo, le persone ci hanno accolto timidamente con dei sorrisi. Finalmente ci dividiamo e conosciamo la famiglia, mi hanno fatto subito una bellissima impressione, una famiglia di donne di varie generazioni tutte sorridenti, gentili e disponibili al massimo per farci sentire a nostro agio. Per me è stato tutto nuovo, non avevo aspettative di come potesse essere KT. Cibo nuovo tradizionale, abituarsi alle loro abitudini. Dormire in una palafitta, tutto così diverso ma così bello, mi è sembrato di essere tornata indietro con il tempo, a dormire dentro un sacco a pelo, usare la torcia e avere il bagno fuori proprio come facevo agli scout. Inizia l’avventura!!”

“Siamo arrivati al villaggio. A bordo di un piccolo minivan abbiamo percorso una lunga strada asfaltata circondata, sia a destra che a sinistra di risaie e risaie a perdita d’occhio. ogni tanto un villaggio, un mercato. Lungo il camino incontriamo di tutto. Poi finalmente una svolta a destra segna un deciso cambio di paesaggio. Non ci sono più baracche e motorini che corrono in tutte le direzioni. La strada si fa di terra rossa polverosa. Ci sono stagni con ninfee e fiori di loto ogni tanto una palafitta. Questo mutamento mi solleva. Finalmente un po’ di natura. Sono molto felice.

Conosciamo la nostra famiglia che è quasi buio. All’inizio ero spaventata, temevo di non riuscire a legare con nessuno. Solo il tempo e la volontà di creare anche sola un piccolo legame lo avrebbe potuto dire. Ma l’accoglienza è stata calorosa, soprattutto da parte della nonna che ci ha passati tutti al setaccio controllando lo stato delle nostre braccia. Sulle mie non ha trovato molta ciccia, ma non sembrava essere un problema.

Prima cena al villaggio al lume di una sola luce attorno alla quale volteggiano i moscerini. E poi nanna nella nostra reggia. Il pavimento non è così duro col materassino e la zanzariera con i fiori fa apparire la nostra parte di stanza un po’ più  magica.”

 

“Strade trafficate, smog, caos, puzza di rifiuti io vi saluto e me ne torno a casa mia, a Kraing Tachan! Come posso descrivere il ritorno al villaggio? Semplicemente non posso farlo. È stato come abbracciare la mamma dopo un mese che non la vedi, spaziale! Ho anche conosciuto una nuova famiglia e ho un letto su cui dormire! Quindi dopo questa posso volare sulla luna. Buonanotte io qui sono io e quando sono io sono felice! Retroi-Sursday!”

 

“Il minivan ci aspetta di primo mattino sotto casa. Carichiamo gli zaini e si parte, andiamo ad incontrare due responsabili di Youth For Peace, un’associazione locale che collabora con Laboratorio Mondo. Si parla del fatto che serve portare una persona professionalmente preparata, che possa portare costanza e competenza al villaggio.

Si parte per K.T, arriviamo dopo circa 4 ore di viaggio, al buio. Ci accoglie il sindaco con Tokla e alcuni locali, sono abbastanza stanco, conosciamo le famiglie che ci ospiteranno, ceniamo, sistemiamo gli zaini, e solo quando chiudo gli i occhi per dormire che realizzo dove mi trovo. Fantastico.”

 

“As scheduled, we worked to come to Kraing Tachan. I went to take the exam, and italian volunteers went to Youth for Peace. After took the exam, I arrived in Kraing Tachan at three in order to check everything in families.

We selected three families in the village to the italian. When I reached Kraing Tachan at three o’clock.  I saw many children and families come to wait italian. I asked them “How long did you wait?” They said “we wait since  12.00 p.m”. Then I called to the minivan driver, and he said now I’m still in Phnom Penh.

Around 6.00, I saw a slow, oldish and white minivan went straigh to Kraing Tachan. Some people said “Hello” and some called my name “Tolla Tolla”. I quickly ran behind the minivan with few children and my sister, and italian did greeting to each other, and talked. We were waiting few minute sto open the meeting room for putting the new materials that we bought, from Phnom Penh. After we leave things in the meeting room, we went to the host families.”

 

12/11/2016

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“Kraing Tachan è invasa dai bambini che ti coinvolgono con la loro vitalità e i loro sorrisi!È bello vedere come ognuno di noi cerchi un modo per comunicare con lingue diverse. Si leggono le espressioni e i volti che dicono molto di più.”

 

“Sono felice la casa che ci ospita è bellissima, pulita in mezzo al verde e si respira aria di serenità e la famiglia è veramente dolcissima e ospitale. Si sono velocemente abbassate tutte le paure. La mamma, la nonna e le ragazze di questa famiglia, composta di sole donne, mi fanno sentire molto bene. Mi hanno accolto con le mie differenze. Niente a che vedere con tutte le regole e le difficoltà che ci erano state presentate durante la formazione e che mi hanno tenuto in ansia per i primi momenti. Sono donne semplici serene laboriose dolci accomodanti. Hanno subito provveduto anche ad accettare le mie preferenze alimentari. Un po’ più difficile è il nostro inserimento nella comunità, di adulti ne vediamo pochissimi, pensavo ci saremmo subito relazionati con loro per procedere meglio nei nostri intenti. Il caldo della città è ormai dimenticato. Qui il clima è più clemente e il paesaggio che mi ospita è magnifico, splendidi i colori e i riflessi. Dormiamo in terra, pranziamo in ginocchio, ci laviamo con poca acqua fredda, ma mi sento bene! Spero solo che presto i responsabili di Laboratorio Mondo si fideranno di me, per essere più libera di parlare e di muovermi, ovviamente nel rispetto della comunità e del nostro gruppo.”

 

“ Primo giorno a Kraing Tachan! Tutto ritorna alla normalità, tutto è dove è sempre stato, gli oggetti, la vegetazione, tornare in Cambogia a Novembre significa rivedere il verde ovunque, pace, verde e vegetazione. Il gruppo è scomposto, non molto compatto, dovremo lavorarci su, è difficile capire i tempi, trovare un’occupazione al villaggio, non tutti ci stanno riuscendo, credo che tutti si stiano impegnando, ma sicuramente il nostro lavoro dovrà essere costante! Baci da Kraing Tachan!”

 

“Dopo una notte insonne a causa della nuova sistemazione. Inoltre gli animali ci hanno tenuto compagnia tutta la notte ci svegliamo alle 6:00 e dopo la colazione con la famiglia con la luce del mattino mi rendo conto della bellezza del paesaggio in cui mi trovo, la palafitta è meravigliosa. Di fianco ad essa uno stagno con mille ninfee. Siamo circondate da verdissime risaie, ci sono dei colori meravigliosi, c’è una gran pace e tranquillità.

Arriviamo al villaggio e i bambini ci assalgono con gioia e felicità, ci mettiamo subito a giocare con loro a calcio poi inventiamo giochi per intrattenerli e si divertono tantissimo si vede proprio che la nostra presenza ha portato felicità in loro. Mi danno una gran gioia. Dopo pranzo torniamo al villaggio e io e Marco iniziamo la nostra prima lezione di inglese, è stata davvero dura, i bambini sono molto indietro, alcuni non sanno leggere in pochissimi ci capiscono quando parliamo in inglese, inoltre sono molto timidi, quindi sono uscita dalla prima lezione sudata e affaticata però spero che nei prossimi giorni e durante la mia permanenza di insegnargli qualcosa di utile e che mi diano soddisfazioni, io ci credo!”

 

“Oggi iniziamo le attività, alle 14:30 inizieremo a fare inglese con i bambini, purtroppo molti non sanno scrivere, leggere o pronunciare alcune lettere. Facciamo molta fatica, ne esco sudato e stanco!”

 

“Abbiamo visitato con il sindaco i luoghi della memoria, vedere i suoi occhi vivi e lucidi ricordare e trasmettere la sua testimonianza. Credo che lo scambio di conoscenza sia un punto di unione per chi dona e per chi riceve.

K.T. è invasa dai bambini che ti coinvolgono con la loro vitalità e i loro sorrisi!

È bello vedere come ognuno di noi cerchi un modo per comunicare con lingue diverse. Si leggono le espressioni e i volti che dicono molto di più!!”

 

“Inizio delle  attività a Kraing Tachan, ma prima di tutto risveglio a Kraing Tachan in una Cambogia, la cui bellezza di Novembre è indescrivibile, verde e ancora verde ovunque. Cammino in mezzo alle risaie, guardo Nicholas e penso a quanto sono fortunata ad essere qui e ad essere riuscita a tornare, ancora non sono riuscita a salutare lei, la  mia seconda mamma, Tate, la mamma di Tokla, quindi inizio le attività e volo da lei!”

 

13/11/2016

 DCIM100GOPROGOPR3213.

“K.T. è invasa dai bambini che ti coinvolgono con la loro vitalità e i loro sorrisi! È bello vedere come ognuno di noi cerchi un modo per comunicare con lingue diverse. Si leggono le espressioni e i volti che dicono molto di più.”

 

“Secondo giorno a Kraing Tachan, le giornate scorrono lente e chi sa apprezzare i momenti è in grado di cogliere ogni singolo attimo. Questo è quello che amo di questo posto. C’è chi ha la sensazione di “strisciare” il tempo, chi invece comprende che questa lentezza facilita la condivisione e l’osservazione: io adoro ogni singolo istante di questo tempo. Stasera siamo andati ad una festa nella Pagoda vicino alle montagne. Le nostre famiglie hanno affittato un minivan e insieme siamo stati ad un grande spettacolo, il posto era affollatissimo e tante persone erano in attesa dell’esibizione dei ballerini. Nell’ordine abbiamo visto persone, persone, un cane che reggeva un barattolo per l’elemosina ed indossava occhiali da sole, poi persone e persone ed infine i ballerini.. che dire Cambodian Style, è stata una gran bella serata, anche se credo che non tutti l’abbiano saputa apprezzare!”

 

“I nostri programmi sono molto rallentati. Capisco che qui i tempi non sono come da noi in Occidente ma penso che noi del gruppo un po’ meglio potremmo agire. Cerco di adattarmi, ma sto patendo, siamo un po’ allo sbando perché nei giorni di festa la comunità non partecipa e il centro è chiuso.

Abbiamo a che fare con tanti bambini, sono energici, vorrebbero tutto; noi siamo ancora disorganizzati non riesco a parlare con i miei responsabili, potremmo comunque fare tante cose. Così mi ritiro, osservo, respiro, cerco di capire, cerco di imparare, cerco di ascoltare, conoscermi e farmi le mie idee. Cerco di pazientare, poi mi faccio coraggio e così mi relaziono con Elena e Nicola: anche se domenica i bambini hanno portato i quaderni; Anche se domenica le donne dell’artigianato tessile ci seguono con i punti interrogativi negli occhi.. Sono venuta fino a qui per cercare di trasmettere un po’ di sostegno all’insegnante e alle artigiane e così farò.”

 

“Il sole sta calando sulle risaie di Kraing Tachan seduta accanto ai miei compagni di viaggio osservo i bambini che continuano a giocare. Loro sono instancabili, sempre pieni di energia! Sono appena due giorni che siamo qui, in questo villaggio in cui il tempo sembra scorrere più lentamente. Oggi Khmer Lesson. All’inizio non ci capivo un bel niente, dopo due ore di lezione almeno due parole sono riuscita a memorizzarle: Knhom chom (io voglio), un po’ pochino, lo so ma non è per niente facile questa lingua. Alle ore 12:00 puntuale come un orologio svizzero è arrivato il momento del pranzo.

Nel cortile di casa, una ventina di uomini o forse più erano intenti a guardare due galli nel pieno di un combattimento. Sembra essere una pratica diffusa. Anche la nostra famiglia ne sta allevando due.

Nel pomeriggio invece io ed Anna abbiamo fatto la nostra prima lezione di inglese è stato faticoso devo ammetterlo, ma quanta soddisfazione!

I bambini riescono a donare una gioia incredibile”

 

“ Secondo giorno al villaggio”

“La giornata inizia con l’addestramento dei galli della famiglia. Oggi ci sarà la lotta dei galli qui, davanti alla palafitta. Provo un misto tra dispiacere per gli animali e curiosità di vedere come le persone del posto si divertono”

 

“Oggi combattimento tra galli. Risveglio con un cerchio di persone sotto casa, mi faccio largo e cerco di capire cosa succede, incitano dei galli a combattere, un gioco che non capirò neanche mettendomi di impegno. Ho comunque visto come passano qualche domenica qui, molto alternativa”

 

“È domenica e per me la domenica è famiglia e qui la mia è super! Oggi a pranzo noodles, frittata, pesce, verdure, zuppe, caffè, acqua fresca e.. Brindisi “cin cin” con la birra! Insomma non ci siamo fatti mancare nulla. Al villaggio sembra andare tutto benissimo non ho mai visto così tanti bambini partecipare alle attività. Sono felice di stare qui non sono felice di essere qui con queste persone Claudia saluta le persone dicendo Hakuna Matata (peccato che siamo in Cambogia e non in Tanzania a Zanzibar) guardandole dall’alto in basso con la superiorità che solo gli occidentali possono avere. La cosa che però non sopporto è questo bisogno da parte di due soggetti in particolare di fotografarsi con i bambini. Le foto con i bambini o con le persone penso siano legittime, le faccio io come le fanno tutti però quello che cambia è il presupposto e l’atteggiamento.

Ieri ho assistito ad una scena che mi ha fatto particolarmente ridere e vergognare allo stesso tempo. Chouyi è una delle bambine più estroverse del villaggio, fa morire dal ridere e le piace stare in braccio, tanto da aggrapparsi alle persone senza voler scendere, chi non lo fa?

Lo fa il mio nipote di tre anni che abita in centro e gli scoccia fare due passi per raggiungere la piazza!

Bene arriva Chouyi piena di entusiasmo (anche perché ci conosceva già) e la prima frase che sento dire è “che carina che sei, hai proprio bisogno di amore tu si vede, siamo la sua seconda famiglia”, da questo punto in poi la seconda famiglia occidentale fa quello che tutte le famiglie occidentali fanno all’estero e cioè degenera. Chouyi viene così presa sulle spalle dall’occidentale della seconda famiglia che nel tempo di un singolo scatto (da caricare sui social) la mette poi a terra. Peccato che Chouyi la foto la fa, ma come tutti i bambini del mondo le spalle le piacciono e decide di stare lì guardando Kraing Tachan da lassù. Dopo neanche un minuto che osservo la scena allibita sento “Cavamela”.

A me dispiace, anzi mi fanno imbestialire scene come questa perché mi ricordano i turisti allo zoo, i turisti dentro i musei che oggi pur di dare un segno al mondo della bontà d’animo che hanno o della cultura hanno il bisogno di fotografarsi di fare vedere al mondo social cosa sono. Tu la tua postata su facebook con i tuoi 200 likes l’hai fatta e sei a posto, però il mondo e i rapporti con le persone non vanno proprio così! Cerco anche io di “cavarmi” questa immagine dalla mente sperando di riuscire a togliermi di dosso queste cose se no come già prevedo avrò difficoltà a relazionarmi con alcune persone!”

 

14/11/2016

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“L’aria in casa è pesante il gruppo è strano, penso che ancora non si possa parlare di vero gruppo. Ognuno è impegnato in questa esperienza nelle attività, ma il clima non è sereno, non c’è condivisione dei pensieri, delle idee, ma più semplicemente c’è una esecuzione delle attività.”

 

“Che bello! Ieri sera grazie ai nostri amici locali siamo stati con un minivan ad una festa! Verso le colline, molto tipico, cibo di strada, monaci, musica. In 25 con 9 posti …proprio una bella serata! Al mattino vorrei fare il mondo ma siamo ancora a rilento, ci sono dinamiche nel gruppo che devo capire; i ragazzi volontari sono squisiti, uno meglio dell’altro, disponibili, non si tirano mai indietro! Bravi! Un po’ più complicato con i responsabili. Per fortuna Nicola mi ha ascoltato e stiamo un po’ muovendoci per la realizzazione delle borse. Non vedo l’ora che sia domani per dedicarmi a quello per cui sono venuta. Vedo incoerenza, vedo cose e sento cose che non vorrei ne’ vedere ne’ sentire. Mi viene da piangere, sono delusa. Ma sono anche molto forte e determinata e qui con tutto l’amore che ho vado avanti per la mia strada, facendo il meglio che posso. Per fortuna abbiamo fatto una bella passeggiata nei villaggi, fino ad un’altra bella festa con mercato e una grande pagoda dove abbiamo anche ascoltato l’oracolo per noi.

Così vado a letto presto per alzarmi presto, con la mia famiglia cambogiana. La luna piena risplende del cielo e mi guida nella notte!!”

 

“Oggi ci siamo svegliati stanchi, almeno io lo ero, l’aria in casa è pesante il gruppo è strano, penso che ancora non si possa parlare di vero gruppo. Ognuno è impegnato in questa esperienza nelle attività, ma il clima non è sereno, non c’è condivisione dei pensieri, delle idee, ma più semplicemente c’è una esecuzione delle attività. Porto nella mia casa questo clima e oggi finalmente ho raccolto i pensieri di questi primi giorni di convivenza.

Sono stata letteralmente infamata, non mi era mai capitata una cosa del genere, mi sono state dette parole molto offensive e più volte mi è stato ricordato che non avevo diritto di replica.

Sono rimasta basita, basita per la completa mancanza di collaborazione, scioccata dalla reazione che ho subito e scioccata ancora di più perché pensavo che una persona adulta, con 20 anni di vita in più che puntualmente si fregia delle sue esperienze, mai potesse arrivare ad avere un atteggiamento del genere. Le difficoltà sono evidenti, sicuramente c’è un nuovo equilibrio che deve essere costruito all’inizio di ogni nuova convivenza, anche se breve, come questa, anche se lontano dalla nostra quotidianità, ma mi chiedo come sia possibile crearla con tanta aggressività, maleducazione e chiusura! Vado a letto offesa stasera, dispiaciuta per quello che mi è stato detto e ferita per come sono stata trattata.”

 

“Un’altra magnifica giornata a Krang Tachan. Oggi abbiamo fatto una passeggiata lungo alcune stradine che non avevamo ancora visto. Case che non avevamo visto prima ed altre famiglie. Lungo il tragitto ci siamo fermati in una pagoda. In questi due giorni c’è il Water Festival, tutti sono in festa la piazza era piena di gente. Ad un certo punto ci sono venute incontro le bimbe che abbiamo conosciuto in questi giorni. Ci hanno riempito di fiori ed abbracci.. Abbiamo visitato la loro scuola anche se oggi non facevano lezione. Pomeriggio denso e caldo. Mentre Chiara e Marco facevano inglese con i bimbi più grandi, io, Anna e Sara abbiamo disegnato con le bimbe al Kinder Garten.

Argomento del giorno: ritratto del proprio compagno di banco e autoritratto. Sono venuti fuori dei piccoli capolavori. La stanchezza fisica oggi è tanta nel tardo pomeriggio mi fermo ad osservare gli altri che giocano a ruba bandiera. Infine cena…nel cielo c’è la luna piena, un minivan ha portato i miei compagni di viaggio insieme ad alcuni componenti delle nostre famiglie ad una festa in pagoda. Decido di rimanere qui a scrivere questa pagina di diario…Buonanotte…”

 

“Stamattina siamo andati a fare una passeggiata in un vicino villaggio, dove ci siamo fatti leggere il futuro da uno strano signore che fumava seduto all’interno del tempio, sono abbastanza scettico su queste cose ma la curiosità mi ha spinto a provare.

Ho anche mangiato alcuni insetti fritti e conditi con una salsa piccante, provo a non pensare a quello che sto facendo e faccio quello che farebbe un locale, non sono neanche male.”

 

“ Mi sveglio per partire con il piede giusto in questa giornata già così calda e luminosa. Oggi per la prima volta ho visto il Kinder Garten attivo (perché è stato costruito a Maggio 2016 e non ero presente). È stato bellissimo i bambini sono carichissimi e bellissimi quanto lo è la Madai che insegna. Sono stata molto felice di aver condiviso nel pomeriggio con Anna e Margherita il laboratorio di arte dove abbiamo chiesto ai bambini di disegnare/ fare un ritratto del loro vicino di banco. Diverse vicine di banco dai disegni si sono rivelate essere delle principesse bellissime con vestito e corona.”

 

15/11/2016

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“La casa è una palafitta, ma ha una sua propria organizzazione ed ogni oggetto ha una sua destinazione d’uso. Si può girare il mondo o star sempre a casa, aver due anni o mille ma se non si hanno occhi per osservare questo ogni esperienza sarà uguale ad un’altra.”

 

“Bellissimo alzarsi all’alba, sentirsi parte di questi ritmi. Le donne della famiglia sono meravigliose. La nonna mi ha preparato un suo magico energetico. Con le ragazze sono andata al market e a passeggio in mezzo alle risaie, ridendo serenamente a volte senza neanche capirci. E poi finalmente la prima presenza al Kinder Garden. La cosa ancora più bella è che la mamma di casa nostra è anche la maestra del villaggio e una delle responsabili del laboratorio tessile. È già una parte di me vado avanti”

 

“Oggi se possibile l’aria è ancora più pesante a casa. Siamo al paradosso non mi viene rivolta la parola, non mi si guarda negli occhi. In più si sono innescate delle dinamiche di chiacchiericcio per costruire delle fazioni, questo è quello che mi è stato detto ma ci rendiamo conto? Cerco di vivermi la famiglia che è disorientata, negli anni precedenti non hanno mai assistito a questo distacco tra noi. Il fatto è che qui non siamo in vacanza non ci sono orari dettati dalla cucina o dai vari servizi. La casa è una palafitta, ma ha una sua propria organizzazione ed ogni oggetto ha una sua destinazione d’uso. Si può girare il mondo o star sempre a casa, aver due anni o mille ma se non si hanno occhi per osservare questo ogni esperienza sarà uguale ad un’altra. Nota positiva della giornata: è tornata Pech, ora lavora a 40 Km da Phnom Penh ed è tornata apposta per salutarci. Stasera siamo andati insieme ad una grande festa nella pagoda vicina, ci siamo divertiti e abbiamo ballato in perfetto Cambodian Style.”

 

“Oggi abbiamo finalmente incontrato i capi dei villaggi vicini a K.T., con due traduzioni linguistiche i contenuti della discussione arrivano ad essere a volte meno chiari. Il succo del discorso sta nella differenza di condivisione delle donazioni e finanziamenti tra la comunità e i monaci, si trova comunque un punto di incontro, maggiore comunicazione e riscrivere il progetto coinvolgendo di più tutte le parti.”

 

“Mi ricordo che l’anno scorso giorno dopo giorno scrivevo con gioia questo diario facendo un report delle attività fatte in giornata. Ho deciso che quest’anno farò delle riflessioni, parlerò di come mi sento perché purtroppo sento che il gruppo di quest’anno non sia adatto, posso spendere solo belle parole per alcuni componenti. Ma ci sono membri che non mi danno questa carica e forza. Sono stanca di vedere Elena abbattuta perché il suo ruolo cerca di essere costantemente scavalcato da persone che di metodi di adattamento e approccio non hanno capito  nulla. Io non capisco una cosa, chi ha firmato il contratto del Workcamp sapeva quali attività avrebbe dovuto fare e con quale ruolo? Non siamo in vacanza, stiamo lavorando con delle PERSONE non è il villaggio turistico della Francorosso. Siamo in un villaggio nella provincia di Takeo dove le persone parlano Khmer e sono cambogiane, che hanno una loro cultura, loro abitudini e modi di vivere esattamente come ogni persona della terra.

Oggi mi si è gelato il sangue quando ho sentito dire a posto di “okun” grazie in Khmer, “Hakuna Matata” per l’ennesima volta da una settimana a questa parte, nonostante alla persona in questione sia gi stato ripetuto più volte che grazie si dice “Okun”. Spesso però si fa di tutta l’erba un fascio ora Africa (Tanzania) e Cambogia parlano la stessa lingua perché tanto sono paesi definiti “poveri”.  Ripeto che la Cambogia si trova nel sud-est asiatico non in Tanzania, Zanzibar.. Lì c’è il villaggio della Bravo Club 1500€ due settimane tutto compreso, volo escluso.”

 

“Rispetto ad ieri, oggi, la giornata è cominciata alla grande. Rimanere a casa a riposare invece di unirmi agli altri nella gita in Pagoda è stata la scelta giusta.

Così oggi è andato tutto meglio. Questa mattina abbiamo disegnato. Il tema era il cibo cambogiano. Abbiamo chiesto ai bimbi di disegnare il loro cibo preferito. Per alcuni si tratta della frutta, per altri dei noodles, una bambina ha perfino disegnato una torta a tre piani, incredibile! In ogni caso è molto bello osservarli, si impegnano tantissimo hanno tanta voglia di fare e sono sempre sorridenti.

Come ogni giorno, da quando siamo qui, ci hanno riempito di fiori!

Una bambina in particolare con un gran sorrisone ha imparato a dire il mio nome, nonostante sia abbastanza lungo da pronunciare… Abbiamo disegnato, giocato a palla, riso insieme, bei momenti.

Dopo pranzo l’incontro con gli anziani del villaggio. Per me è stato molto emozionante. Mentre eravamo seduti di fronte a loro pensavo a quando è diversa la nostra organizzazione sociale rispetto alla loro. Noi non abbiamo più il consiglio degli anziani e di questo mi dispiace… Guardavo i loro occhi e alla mente mi tornava il volto di mio nonno, lui si che è un uomo saggio.

Anche i momenti in famiglia mi fanno pensare alle routine che ritrovo quando vado a trovare i miei nonni. Si pranza tutti insieme e c’è sempre la possibilità  che si aggiunga un parente che abita vicino.

Mi piace stare qui anche senza dire niente. È bello vedere Mday che cucina, la nonna che spolvera o dorme sulle assi di legno. Mi fa sentire parte di una famiglia e mi riporta alla mia infanzia.

Nel pomeriggio attività nel Kinder Garten. Insieme ad Anna abbiamo deciso di realizzare  un bellissimo Mandala. Una volta disegnato un grande cerchio e diviso in 4 parti, abbiamo creato 4 gruppi. Ognuno ha lavorato alla sua parte colorando, attaccando foglie. Domani uniremo il tutto e i bambini vedranno completato il loro cerchio.

Mi piace lavorare a contatto con i bambini.

Poi cena: riso, pollo, insalata di pomodori con carne di maiale e  infine frutta.

Dopo qualche giorno mi sto abituando a questa alimentazione.

Anche il riso a colazione non è più un problema, forse la carne al posto dei cereali si, ma ci sto lavorando. A volte mi manca il caffè ma poi passa… a volte mi manca il mio gatto ma so che sta bene. Oggi sono felice perchè recuperata un pò di energia fisica la mente ha ricominciato a funzionare. E riesco a trovare il tempo e la voglia per soffermarmi su quello che mi circonda  il paesaggio, i rumori, i componenti della mia famiglia. Ringrazio di essere qua. Di poter imparare da queste persone che trovo gentili, disponibili, generose anche quando hanno poco.

Qui al villaggio ho trovato quella sensazione di comunità di famiglia di calore, affetto la calma, la lentezza, i ritmi scanditi dai pasti… tutto quello che in capitale sembrava non esistere in questa Cambogia.

Buonanotte caro diario, ci vediamo domani.”

 

16/11/2016

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“Ora ci impegneremo tutti anche nella costruzione di questo gruppo e spero che da domani le cose migliorino”

“Giornata di riflessioni per il gruppo, ci siamo confrontati su quanto successo, anche sul fatto che nel gruppo si stava spargendo del chiacchiericcio, mai avrei pensato potesse accadere una cosa simile. Ora ci impegneremo tutti anche nella costruzione di questo gruppo e spero che da domani le cose migliorino.”

 

“Strana giornata quella di oggi. La mattina è cominciata che avevo le energie sotto le suole delle scarpe. Stanchezza infinita. I Rooster (galli) avevano cantato tutta la notte, disturbando il mio e il sonno dei miei compagni. Il centro educativo nelle prime ore del mattino era vuoto. Dopo alcuni giorni di vacanza per il Water Festival i bambini sono tornati a scuola. Serviva un attimo di respiro. Ne abbiamo approfittato per fare una riunione di gruppo, chiarire alcune cose, aggiustare quei piccoli fraintendimenti che è normale possano esserci quando si parte con persone diverse tra di loro e che non si conoscevano prima. Il viaggio è anche questo, relazione tra di noi così come con la famiglia, i bimbi del villaggio o chiunque abbiamo incontrato o che incontreremo qui sul nostro cammino. Dopo pranzo dormiamo poco: all’una e mezza le bimbe vengono a svegliarci direttamente a casa portandoci in dono quintali di fiori, come al solito. Non andiamo subito con loro prima pausa caffè nella famiglia di Nicholas e Sara. Non so se ci sia un briciolo di caffeina in quella bevanda marroncina che ci danno ma mi piace, assomiglia un po’ al caffelatte, senza latte dolcissimo. Dopo il caffè siamo finalmente pronti per i nostri bimbi. Lezione di inglese e poi tutti al lavoro con le maschere. Torniamo a casa felici e soddisfatti per alcuni nodi che si sono sciolti e per quello che abbiamo realizzato con i bambini.”

 

“Altra giornata al villaggio, tra le attività l’apice lo raggiungo osservando le donne del villaggio mentre lavorano al telaio a mano, ho anche provato io ma con risultati rivedibili. Gli accesi e vivaci colori che utilizzano, con l’esperienza accumulata negli anni danno vita a semplici borsette e krame davvero belle, farò la scorta da portarmi in Italia.”

 

“Sento che quest’anno Kraing Tachan, questa esperienza mi stia dando davvero tanto, sento anche però di non godermi al massimo l’esperienza grazie al team. Oggi c’è stato un confronto dato dall’incapacità a parer mio di far parte del Workcamp. Non c’è età nella vita, puoi avere 60, 30 anni e non saper affrontare le situazioni le esperienze tanto da sparlare alle spalle delle persone come quando avevo 15 anni, ora ne ho 23 e preferisco dire le cose in faccia. Quello che dovevo dire al gruppo l’ho già esposto oggi. Chi credeva di essere in un villaggio turistico ha sbagliato meta come lavoro. Vado a letto con amarezza e speranza che le cose possano andare meglio.”

 

17/11/2016

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“I giorni a KTC scorrono in fretta! E attimo dopo attimo sto imparando tante cose in particolar modo la bellezza della semplicità della vita.”

 

“Arriviamo a Kep piccola cittadina che si sviluppa lungo la costa e che vive principalmente di pesca. Qui è tutto molto tranquillo. Le strade sono quasi deserte e si vedono molti più turisti. Il nostro autista ci lascia proprio davanti alla Guest House bellissima! Tanti fiori, divani accoglienti e cuscini morbidi.

Ci separiamo in due gruppi, ognuno avrà il suo bungalow, bella sorpresa trovare al suo interno due letti matrimoniali con materasso! Acqua calda nel bagno! Pranziamo direttamente in Guest House e poi scendiamo verso il mare. Ci accoglie il Crab Market, il solito brulicare di gente anche se è un mercato piccolino. Al crab market si vende principalmente pesce. Facciamo una passeggiata sul lungo mare. Ci sono amache e persone che mangiano sulle stuoie di fronte al mare. Mentre guardiamo l’orizzonte arriva la pioggia. Torniamo in Tuk Tuk verso il Crab Market, ceniamo tutti insieme. Piatti deliziosi, soprattutto il granchio con il latte di cocco.”

 

“I giorni a KTC scorrono in fretta! E attimo dopo attimo sto imparando tante cose in particolar modo la bellezza della semplicità della vita. L’altra sera ad esempio sono riuscita ad essere parte di un piccolo momento bellissimo. La mia Madai, tornata stanca dal lavoro, dopo essersi fatta la doccia si è avvicinata nell’ombra a Saran (suo marito) e lo ha abbracciato pensando di non essere vista. Madai ha 32 anni lavora dal lunedì al sabato a Hantasaom in un’industria di cucitura di scarpe. Gli orari di lavoro sono molto rigidi e duri dalle 7:00 di mattina con partenza dal villaggio alle 6.00 in minivan fino alla sera alle 19:00. Anche Saran lavora, oltre a destreggiarsi tra qualche lavoro casalingo in qua e in là. Ecco io in quell’abbraccio ci ho visto il mondo, come la bellezza delle cose semplici, di una vita tranquilla. Spesso pensando al futuro cerco di studiarmi le strade più complicate senza mai capire in realtà quale sia il vero senso della vita. La bellezza sta proprio lì secondo me in quell’abbraccio. Nell’amore di ritrovarsi dopo essere stati lontani, nella felicità di crearsi un momento, dove per quell’istante si è in due, si è famiglia ci si dà forza, quel momento è l’essenza, è un dirsi ci siamo anche oggi, è andata non arrendiamoci, lavoriamo per vivere per essere qui e per concederci questo momento. Ecco voglio vivere per questo, per riuscire a sentire questo. Grazie Madai e Saran.”

 

18/11/2016

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“Il viaggio è davvero piacevole, si alternano risaie e piccoli villaggi rurali, la musica mi aiuta ad isolarmi e trovo il tempo di realizzare la bellezza e semplicità di queste zone un po’ remote.”

 

“La mia giornata inizia prestissimo, i galli hanno cantato in continuazione per tutta la notte, unica nota stonata del vivere qui per chi è abituato al silenzio notturno. Oggi si va a Kep una località marittima a sud di Kraing Tachan. Vediamo anche un enorme elefante durante il tragitto. Il viaggio è davvero piacevole, si alternano risaie e piccoli villaggi rurali, la musica mi aiuta ad isolarmi e trovo il tempo di realizzare la bellezza e semplicità di queste zone un po’ remote.”

 

“Oggi partiamo per Kep, salutare la famiglia è stato un po’ triste anche perché per come è strutturato il gruppo non sono molto carica, però chi lo sa mai dire mai…potrebbe andare benissimo! Ci provo! Anche se ormai penso che il mio rapporto con le persone del gruppo sarà di convivenza, perché le chiacchiere che fanno alle spalle le persone le sento sempre più addosso.”

 

19/11/2016

 

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“Mi sembra di essere in gita con le medie, dove i professori aspettano che gli alunni rincasino, tanta amarezza e tanta perplessità”

 

“Kep è un piccolo paesino che si affaccia sul mare , dove trova il punto più interessante nel mercato dei granchi, dove con pochi dollari si può mangiare in quantità il pesce e i crostacei. Sebbene sia una località turistica, il mare si mostra molto sporco, rifiuti ovunque, purtroppo c’è poco rispetto per la natura da parte dei locali. La giornata scorre veloce, troviamo anche il tempo di fare un rilassante massaggio di un’ora, a pochi metri dal mare alla modica cifra di 6 dollari.”

 

“Sono in Cambogia, sono in un gruppo e quindi è giusto dedicare tempo alla risoluzione delle controversie/ incomprensioni questo è il presupposto che mi ha svegliato questa mattina, cosa che si è rivelata inefficace subito in giornata. Perché? Perché non c’è stato un gruppo, ogni membro accompagnato dal suo individualismo è partito facendo quello che voleva fare, senza chiedere nulla a nessuno. Qualcuno mi ha chiesto di andare a Kampot? O di fare un giro in motore? No, sono le 23:30 e in camera siamo solo io l’Elena e Nicholas. Mi sembra di essere in gita con le medie, dove i professori aspettano che gli alunni rincasino, tanta amarezza e tanta perplessità.”

 

20/11/2016

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“…..di Kep rimarrà una certa amarezza dentro…”

 

“Decido di riportare quanto accaduto ieri, quanto accade in questi giorni. Succede che a Luglio/Agosto è iniziata la promozione del Workcamp e ad Ottobre la formazione dei campisti. In queste due occasioni insieme ad una ricerca di informazioni che poteva essere fatta lo scopo e lo svolgimento di questa esperienza erano ovvi e chiari.

Scopi: partecipare ad un campo di volontariato per lo svolgimento di attività nel rapporto e nel rispetto della comunità.

Svolgimento: un’esperienza da vivere in gruppo seguendo un itinerario stabilito dal gruppo per quanto riguarda le gite, mentre nella pratica al campo e al villaggio seguendo le direttive dei responsabili. Quello che è successo durante questo campo è questo: la consapevolezza da parte dei campisti di partecipare ad un campo di volontariato non c’è stata, chi conosce “i responsabili” in arte Elena e Nicholas sa benissimo che non sono oppressori, pesanti, assillanti anzi sono persone che danno fiducia e hanno piacere di ascoltare l’opinione altrui. I campisti pensano di essere in gita dove sentono di non avere libertà perché ci sono professori che guidano e hanno piacere di continuare questa esperienza e NON VIAGGIO tutti insieme. Quindi cosa succede? Al prof ci si ribella, anche se si hanno 20 o 30 anni in più (del professore) il prof deve essere contraddetto, ci si deve opporre fare resistenza nonostante questo operi per il loro interesse e per quello dell’esperienza. Ecco il mio accostamento con le medie calza a pennello, per l’età che i campisti hanno dimostrato… però peccato che nella realtà questo è un campo di volontariato internazionale dove chi dovrebbe avere una coscienza e una maturità in realtà non ce l’ha. Ieri sera alle tre di notte due campisti non sono rincasati, il professore e oppressore Nicholas preoccupato e senza aver chiuso occhio decide di andare alla ricerca dei campisti che non avevano più dato notizie. Dopo: che i due campisti in questione avevano noleggiato un motorino lasciando il proprio passaporto al noleggiatore (In Cambogia?!?!). Preoccupato in quanto responsabile Nicholas decide di ricercare i due campisti e di bussare preoccupato nella stanza delle ragazze alle ore 03.00 di notte, anche in questo caso non capiscono la gravità della questione e si dicono offese per essere state svegliate. La conclusione è che i due campisti si erano infrattati in piscina e si sono sentiti spiati dal professore quindi offesi. La cosa bella è che nel 2017 esistono i telefoni cellulari, con questo mezzo possono essere inviati messaggi in cui si comunica dove si è e come. La mattina seguente il gruppo di ragazze dice di essere profondamente offeso per la violazione della Privacy fatta da Nanni, Orlati e Bardi. Ripeto invece che essere lusingati perché c’è un interesse a preoccuparsi per le altre persone se ne sono andate offese. Sono sempre più perplessa, sulla immaturità di queste persone. La gita delle medie continua peccato che io a 23 anni ancora non posso essere professore. Ma chi è venuto in Cambogia?”

 

“Oggi decido di andare a Kampot a vedere le bellissime piantagioni di pepe verde. Finiamo anche in mezzo a un diluvio e andiamo a trovare riparo in una bella pagoda in una zona un po’remota fuori Kampot. Con il motorino si ha un senso di libertà immenso e si riesce si ha un senso di libertà immenso e si riesce a vedere moltissimi posti in poco tempo. Non è comunque il modo più sicuro visto il modo di guidare dei cambogiani e l’anarchia totale che ne viene fuori.”

 

“(Parte di diario unica scritta da un volntario/a che comprende i giorni 18/11, 19/11, 20/11). I giorni a Kep sono passati abbastanza velocemente, ma è difficile descriverli ora a posteriori, ora che siamo tornati al villaggio. Sono giorni non facili per quanto riguarda i rapporti all’interno del gruppo.

Le divisioni, le discussioni per quanto mi riguarda hanno ridotto al minimo la voglia di scoprire. Di certo è stato un bel momento il bagno nell’oceano. Così come Kampot e il suo cielo penso di rondini. Il tramonto sul fiume con i suoi riflessi rossastri che tingevano l’aria, ma di Kep rimarrà una certa amarezza dentro.”

 

21/11/2016

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“È inutile: Inutile parlare perché la gente fa finta di non capire, è inutile provare a farlo e sperare che succeda”

 

“Torniamo al villaggio e ciliegina sulla torta mi viene la febbre. Il morale è a terra, il corpo anche. Sento di aver esaurito tutte le risorse fisiche e mentali. Ho solo voglia di fermarmi, riposare, riposare e riposare.”

 

“Più resto con questo gruppo più perdo energie e tempo. È inutile: Inutile parlare perché la gente fa finta di non capire, è inutile provare a farlo e sperare che succeda perché non c’è né umiltà né consapevolezza ma solo presunzione. Grazie al cielo ritorno a KTC ho bisogno di tornare e di staccare un minimo dagli altri.”

 

22/11/2016

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22.11.2016

“Giornata di cambiamenti quella di oggi a Kraing Tachan”

 

“Ho ancora la febbre. Non vado a Kraing Tachan. Resto a casa tutto il giorno. Dormo, Dormo, Dormo.”

 

“Giornata di cambiamenti quella di oggi a KTC. Io Elena e Marco ci siamo cimentati nella pulizia e riassetto del museo, topi e ragnatele incluse! Il risultato però è stato grande siamo riusciti a creare un museo ad hoc e bellissimo. Nel pomeriggio io e Nicholas siamo andati con il nostro nonno ad Hantasaom, per comprare due taniche di gasolio da vendere al Market, un po’ di frutta al mercato. Siamo poi andati a prendere la nostra Madai all’uscita da lavoro. Inizialmente dovevamo star fuori due ore che sono poi diventate quattro. Purtroppo abbiamo saltato la Cooking Class, io l’ho presa sul ridere perché sono ben consapevole di come le tempistiche possano variare, c’è chi invece ha ben pensato di dare giudizi. Che tristezza!”

 

 

23/11/2016

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“Mi piace essere qui e non posso farmi abbattere da chi invece sperava di essere altrove.”

“Tornati a Kraing Tachan, andiamo ad incontrare i monaci del villaggio, purtroppo in questo viaggio ho avuto un’idea sbagliata riguardo a quello che pensavo dei monaci, o almeno di quelli che ho conosciuto io. Mi faccio anche leggere la mano, ma anche in questo caso non ci faccio il minimo affidamento. Ho anche iniziato ad immaginare la partenza dal villaggio, purtroppo.”

 

“Anche oggi il Team LM ha deciso di mettersi all’opera per la pulizia della Library. Ho notato con piacere la partecipazione da parte di quasi tutto il Team alle attività, chi con il sorriso, chi con il broncio in volto ma come ormai da un mese a questa parte non me ne curo, mi piace essere qui e non posso farmi abbattere da chi invece sperava di essere altrove.”

 

24/11/2016

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“Questo è un lavoro per noi, forse in uno dei posti più belli sulla terra, con la possibilità di stringere legami che in pochi potranno capire.

 

“Il/la  volontario/a ha deciso di riassumere i giorni fino alla fine del campo in un’unica pagina di diario… Un diario serve a raccontare l’esperienza. Fino ad ora ho descritto solo in parte quanto accadeva nelle giornate. Io amo questo posto, sono veramente affezionata al villaggio. Come spesso rimarcato in questi giorni con Sara e Nicholas, questo è un lavoro per noi, forse in uno dei posti più belli sulla terra, con la possibilità di stringere legami che in pochi potranno capire. Arriviamo qui colmi di aspettative con sei mesi o un anno di lavoro costante sulle spalle. Ma nonostante le aspettative, nonostante il lavoro, nonostante i propositi, spesso ci si può sbagliare. Abbiamo sbagliato. Sono allibita, sembra la gita delle medie. È difficile a posteriori (oggi è il 24) descrivere tutti gli atteggiamenti che hanno e che stanno impedendo la creazione del gruppo, gli aneddoti si sprecano, il fatto è che manca proprio la cognizione di causa. I volontari non hanno la benché minima idea della ragione per la quale sono qui. C’è ipocrisia, in ogni momento una frase o un pettegolezzo detto alle spalle è presente. La frase più giusta che possa riassumere il tutto credo sia quella detta il 21 “siamo grati perché senza di voi non saremmo mai potuti stare così a stretto contatto con la comunità, vivere un’esperienza così intensa.” Queste parole mi hanno fatto riflettere molto, soprattutto su quanto individualismo e parzialità ci sia nella visione di queste persone. Pensare che debbano essere grati a noi perché offriamo questa opportunità  ad un gruppo e non prendere minimamente in considerazione il fatto che il loro atteggiamento sia alla base dell’esperienza mi sembra molto stupido ed infantile. In questi giorni ho mangiato con persone che storcevano il naso per qualsiasi pietanza, spesso prima di assaggiarla, facevano a gara per farsi foto con i bambini da caricare sui vari social, per poi allontanarsi subito per la paura dei pidocchi. Ho visto persone riempirsi di integratori ripetendo che questo posto è fantastico e che ne sentiranno la mancanza. Tutti i consigli, le osservazioni, i suggerimenti dati per facilitare la convivenza sono stati puntualmente ignorati a favore di una millantata libertà che ha portato ulteriormente a divisioni. Queste divisioni sono state alimentate dal chiacchiericcio costante. Credo fossero secoli che non mi capitasse di notare scene infantili come quelle a cui ho assistito questi giorni. C’è tanta presunzione nelle mie parole, che nasce soprattutto dalla consapevolezza di aver sbagliato a scegliere il gruppo, non una persona come mi è stato suggerito a più voci ma tutto il gruppo, dal primo all’ultimo volontario. Le attività si sono svolte regolarmente, ognuno ha dato il meglio di sé, questo, però, non riesco a leggerlo come positivo, perché so che ogni comportamento è stato dettato da un sentimento di individualismo, non certo di gruppo. A Kep abbiamo più volte cercato di far riflettere le persone su questi punti e più volte, alla luce di quello che accadeva il giorno dopo, è stata l’ipocrisia a parlare per prima. Siamo arrivati a proporre l’idea di suddividere il budget e di terminare qui l’esperienza perché se entriamo in una comunità, per prima dobbiamo esserlo noi, l’ipotesi è stata rifiutata da tutti. Tutti volevano proseguire. Oggi mentre scrivo, so che avremo dovuto imporre questa decisione ai volontari, non semplicemente proporla. Mi vergogno profondamente ogni santo giorno che rientro a casa, è davvero imbarazzante il clima che si è instaurato. Non riesco a scindere la mia esperienza personale da quella che si è creata. Non riesco a soffermarmi sulle cose positive, mille volte su 10 vorrei non comprendere l’italiano e ritrovare i volontari degli scorsi anni, ai quali, forse, non è stato detto abbastanza grazie per l’impegno che ci hanno messo. Se oggi c’è questo clima al villaggio è solo perché chi prima di noi è stato capace di relazionarsi, senza pietà, ipocrisia o maleducazione e se oggi noi godiamo di questo clima è solo grazie a questo. Mi auguro che il prossimo ritorno di LM sia sempre positivo. Portiamo a casa tanto lavoro e una nuova programmazione, ci sono state molte proposte positive dalla comunità e questo basta per far tornare un sorriso. Sono stata contenta di aver partecipato anche questa volta, ma rientro esterrefatta da quanta ipocrisia abbiamo portato questa volta in dono a Kraing Tachan. Come si può giudicare un popolo a 360 gradi se si è troppo impegnati a farsi i selfie o per trovare escamotage per avere “libertà”? Cosa avranno visto i loro occhi? Ascoltato le loro orecchie? (di domande non ne sono state fatte praticamente) Cosa avranno compreso le loro menti? Quanta ipocrisia ci sarà nei dolci racconti del rientro? Temo troppa. Abbiamo fatto campi con persone di tutte le età e diverse esperienze di viaggio, persone intraprendenti, indipendenti ed autonome. Ma mai era capitato che nessuno si volesse sentire parte del progetto, nessuno di loro è mai stato maleducato nei modi e nelle modalità di relazione. Dopo la formazione si è detto che “un team che collabora è un team che comunica”. Oggi ho chiesto ai ragazzi se potevano condividere sul gruppo le attività della mattina e mi è stato risposto che le foto erano loro. Questa è la comunicazione.”

 

“Nella giornata di oggi abbiamo festeggiato il nostro rientro con un grande pasta party, condito di tanto peperoncino.  I miei malcontenti sul team si sono palesanti per la millesima volta nella giornata di oggi. Dove a cucinare per la pasta c’erano le solite quattro persone io, Nicholas, l’Elena e la Marghe. Gli altri?

Vorrei consigliare ai “responsabili” di inserire una nuova attività nei prossimi campi, “il selfie making” e magari di portare qualche bastone per fare i selfie e magari qualche trucco e qualche hashtag per riuscire a prendere più like. Questo facevano gli altri “volontari” o meglio gli altri occidentali in “vacanza” in Cambogia.  Io per lasciare spazio agli altri nella preparazione delle pietanze mi sono assentata per prendere l’olio a casa mia, al mio ritorno ai fornelli c’era una persona. Elena. Tutti gli altri o erano seduti, guardavano il telefono o giocavano con qualche bimbo. Un altro bel momento di condivisione e gruppo per la miliardesima volta non è stato capito anzi è stato sofferto. Ho sempre le stesse domande che mi ronzano per la testa.. Ma chi è partito perché lo ha fatto, che progetti aveva in testa?. L’amarezza costante per il comportamento del team accompagna ormai da 20 giorni la mia esperienza, mi scoraggia, mi fa arrabbiare. Io sono qui per un motivo e indipendentemente dalla falsità, dalle chiacchiere fatte da persone che dimostrano 14 anni, dagli individualismi, dai selfie su facebook, dall’ignoranza di sentirsi superiori. Io cerco di non farmi toccare da queste cose, questa esperienza che sono riuscita a rendere mia è e deve essere positiva. Domani partirò dal villaggio, so che sarà dura ma KTC tornerò. Qui c’è una casa che è anche un po’ mia e che mi fa dire questo è il mio posto.”

 

25/11/2016

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È incredibile il legame che si è creato con comunità, famiglia e bambini.”

 

“La partenza è più tosta di quanto mi aspettassi, è incredibile il legame che si è creato con comunità, famiglia e bambini. Andiamo a salutarli nella vicina scuola, arriviamo al centro del cortile e in pochi secondi veniamo circondati da bambini entusiasti che ci portano a fare l’ultima passeggiata con loro. Difficile non farsi emozionare, ciao KTC”

 

26/11/2016

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la semplicità, una vita tranquilla, un sorriso alle volte possono renderci migliori e più attaccati a noi stessi. Non avete capito niente. Io vi auguro davvero di provarci un giorno e di farvi meno turbe mentali perché fuori dai telefoni e dai social c’è la vita.”

 

“Forse non mi sono sentita parte di un gruppo, ma di una comunità. Un villaggio remoto, primordiale che mi resterà nel cuore.. In cui i bambini sono felici di giocare scalzi con una corda con i loro amici. Vorrei nella vita assaporare la gioia degli attimi come loro, puri e con gli occhi grandi. Per fortuna il tempo lascerà spazio ai tantissimi ricordi che ho vissuto in questi giorni. Tra cui la gioia di sentirmi a casa in un posto nuovo, con persone meravigliose, forse più indifese e forse per molti aspetti più ricche. In molti momenti ho avuto la sensazione di essere fortunata nell’osservare che esiste nel mondo un modo di vivere che funziona e che mi piace alternativo e lontano anni luce dal mio.  Privilegiata. Sì perché vivere uno spaccato di vita grazie alla disponibilità delle persone a conoscersi senza confini. Ricorderò KTC con grandi sorrisi, forse un po’ timidi come quelli dei bambini e degli adulti incontrati, ma potenti. Se chiudo gli occhi li sento risuonare. I momenti in famiglia in cui si parlavano tante lingue, quella del vento, quella Kmay, l’inglese misto all’italiano, quella degli occhi, dei sorrisi e dei gusti. Ricorderò a lungo i miei piccoli momenti di silenzio ad ascoltare i grilli di notte sulle scale della palafitta di legno sotto un cielo meraviglioso. I campi sconfinati di risaie, i pasti condivisi, gli abbracci sinceri.

Questa sera, la mia ultima a PP ho già espresso al gruppo cosa penso dell’esperienza per questo lascio qui delle suggestioni per tutta la bellezza che ho avuto modo di vivere e apprezzare e per cui sento una profonda gratitudine. Inutile dire che no non dimenticherò KTC e un giorno mi piacerebbe tornare. Un vero abbraccio. Anna”

 

“È molto doloroso, e mi porta anche molta rabbia sentirmi dare dell’ipocrita, della persona interessata a farsi solo dei selfie e che sta lontano dai bambini e che mostra una faccia e che dietro è tutt’altro.

Mi dispiace, ma io in queste definizioni non posso e non voglio starci. Nel giudizio di chi fa di tutta l’erba un fascio. In questo momento è difficile rimanere calma e serena. Sono state dette parole dure, che non mi lasceranno indifferente. Non farò racconti pieni di ipocrisia perché non ne ho bisogno.

Parlerò semmai delle difficoltà che ho avuto, di tutte le possibilità di crescere e migliorare quelle parti di me che non mi fanno stare bene con me e con gli altri, che non mi fanno aprire.

È vero alcune cose di questo viaggio, dello stare in famiglia non le ho colte profondamente. Ma non sono una che resta in superficie, semplicemente è un processo e non tutti nascono imparati. E che ci crediate o no, per me le discussioni che ci sono state, nonostante tutto, sono sempre stati momenti per ripensare un mio modo di vedere, per mettermi in discussione e per cambiare la mia Forma Mentis.

Vi stupirà ma di questo io dico grazie. Grazie per i momenti difficili e per il confronto. Io li ho accolti sempre con il cuore e la mente aperti.

È per questo che mi scoccia leggere certe cose. Fino ad ora non ho detto nulla, perché per come sono fatta so che al di là del primo impulso, della prima reazione, ho bisogno di tempo per scavare fino in fondo delle cose. Di questo campo di lavoro non butto via nulla, mi dispiace non sia stato capito e di essere stata bollata come una scelta sbagliata. In ogni caso il mio era uno sfogo e non ho rancore per nessuno, mi spiace anzi per tutto quello che è successo. Mi spiace per limiti che ho avuto e che non sono riuscita a superare. Anche se almeno fino a quando non mi sono ammalata ho cercato di portare avanti la mia posizione, che non era quella di appartenere ad una fazione piuttosto che all’altra, ma di collaborare e stare con tutti.

Mi piacerebbe parlare anche delle sensazioni che mi ha dato il saluto finale, le lacrime della Madai. In quel momento ho davvero realizzato cosa è stato costruito in questi anni da Lab Mondo. In quel momento ho sentito tutta l’umanità e il cuore di queste persone.

Comunque tornerò a casa interrogandomi su cosa ho perso di vista rispetto al progetto e perché. Perché comunque in questo gruppo c’ero anche io, per cui anche la mia energia ha contribuito a creare il tutto.”

 

“The time flies very fast, the workcamp was finished with many memorable things. I have done many works at Kraing Tachan. It was a very wonderful time with italian volunteers. We apart each other from oneday to oneday. This is the last day that we can meet each other. It is really hard to say goodbye because we had spent many days in the village together. They doing many activities in the center including clearing the sourounding, library, museum, and soon. The workcamp finished successfully and smoothy, even thug we met some problems, but we are open minded and tolerent. We live under the sky with the same world. Every year, there are one or two times that we spend together in order to make something happen. There are many thing that I have to write, but it is the summery of my feeling from my heart.

On behalf of Community and myself. I would like to thank to Laboratorio Mondo that made it happened, it was a great time that we have spent together at the village. I really like this work and I really like helping in the project. This is the only way that I cn contribute. My physical force to help community. It is very wonderful time that we are from different part of the world but we can work, live and enjoy wonderful day together.

Big Thank to Italian!!

Italy= I trust and love you

Be tolerent

Tokla Chhuon.

 

“ Il/la volontario/a ha riassunto i giorni 25 e 26/11. Oggi siamo partiti da KTC, oggi ho lasciato i miei amici, la mia famiglia e il mio piccolo posto nel mondo dove sono felice ogni secondo e istante. Nella notte di questo giorno decido di pensare, pensare a come questo paese sia energico, caotico, incasinato, strano, meraviglioso, forte, debole, fragile e controverso. Guardo le macchine circolare, le luci gialle dei palazzi e penso.. Perché sto già partendo? Avrei potuto fare di più, avrei potuto approfondire di più certe situazioni, avrei potuto pensare di più. Ho permesso che l’ipocrisia occidentale spesso mi facesse dubitare anche per un solo istante della felicità e passione con cui viaggio, lavoro e studio. Ho deciso così di riflettere su come oggi l’occidente si rapporti con quei paesi che nel mondo vengono definiti in “via di sviluppo” o meglio “poveri” come spesso detto dai campisti di questo viaggio. L’occidente può rovinare la purezza di una cultura, della natura e dei ritmi di un paese. Occidente che ho pienamente visto nelle facce delle persone con cui ho condiviso questa esperienza.

L’occidente è arrivato al villaggio fra chi pensava di andare alla Milano Fashion Week 017 con vestiti inadeguati, nonostante, anche qui, alla formazione si sia parlato esplicitamente dell’abbigliamento da tenere in quanto forma di rispetto verso la cultura. Chi pensava di andare a Calcutta e di essere accolto e adulato come Maria Teresa. Chi è partito con un team dicendosi capace di lavorare con questo, senza avere la minima idea di come si faccia a stare in un gruppo.  L’occidente è arrivato con il suo individualismo e la sua ignoranza nel rapportarsi con le persone del villaggio. L’occidente è arrivato  sapendo di essere occidente senza volersi neanche mettere in gioco per un secondo. L’occidente è arrivato con Facebook e Instagram, dove dopo 20 giorni che non ho ancora capito il nome di mia sorella la pubblico su Facebook e dopo 20 giorni che non ho ancora capito cosa sia un sarong (forse perché non ho mai fatto domande e non mi sono mai informata sulla cultura) definisco su Instagram la Cambogia come “my place” dopo 20 giorni che conosco a malapena il nome di 2 bambini, però io li posto, però io acchiappo like perché aiuto i poveri, perché fa figo. Sono 20 giorni che dico che voglio portare i bambini in Italia e sono 10 giorni buoni che definisco la nonna della mia bambina preferita “stronza” però anche qui la carico sui social e scrivo “my family here”.

Ma poi dopo questi 20 giorni di Occidente cosa posso dire?

Che ragazzi mi dispiace ma non avete capito proprio niente, e che nessuno di voi ha avuto l’umanità e l’umiltà di farlo. Questa esperienza vi avrebbe potuto portare un fulmine dentro, vi avrebbe potuto mettere alla prova, avreste potuto capire come i nostri schemi mentali il nostro modo di vivere possa alle volte essere sbagliato. Che la semplicità, una vita tranquilla, un sorriso alle volte possono renderci migliori e più attaccati a noi stessi. Non avete capito niente. Io vi auguro davvero di provarci un giorno e di farvi meno turbe mentali perché fuori dai telefoni e dai social c’è la vita.”

 

 

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IL DIARIO DI BORDO DEI NOSTRI VOLONTARI – CAMBODIA MAGGIO 2016

6 maggio 2016

6 maggio 2016

Workcamp ti ho cercato, ti ho sentito ed ora sei diventato tangibile! Buona Cambogia a noi!

Eccoci qua, esattamente a distanza di un anno siamo a Phnom Penh, siamo al Mamaveary’s. Riconosco alcune facce ed altre riconoscono me, ritrovo anche il caos, gli odori, i movimenti frenetici e a tratti lo squallore. Phnom Penh continua a cambiare in fretta, nuove costruzioni, nuove strade, ma tante, troppe cose non sono nuove.

Questo primo giorno in Cambogia è stato un misto di sensazioni caratterizzate da tanto entusiasmo e allo stesso tempo stanchezza. Dopo aver fatto scalo a Bangkok, siamo finalmente giunti a Phnom Penh, abbiamo contrattato per il tuk tuk, aspetto caratteristico di questa città che apparentemente pare così caotica, ma piena di sorrisi che ti riempiono. Giunti in guesthouse, una doccia veloce e poi subito in giro per la città a cercare associazioni con cui elaborare nuovi progetti. La serata si è conclusa con una bella cenetta, chiacchiere e sorrisi e d un massaggio estremamente piacevole.

Tante sono le considerazioni da fare a partire da quel velo triste che racchiude situazioni di pedofilia, prostituzione, m tanti sono anche gli aspetti positivi, quali la tradizione, la gentilezza e la solidarietà che emerge da questo popolo.

Arrivati! Tante ore di “non sonno” non ci hanno comunque fermato…giornata piena, un ingresso in cambogia forte, energico e ricco di aspettative. Non sono mancati avvistamenti strazianti, caos e caldo.. ma nemmeno i sorrisi e la gentilezza di una parte di mondo che tanto amo. Siamo qui da stamattina, ma sembra sia passato già un sacco di tempo, e i ritmi, a volte lenti, altri veloci, fanno da sfondo a questo posto. Le aspettative sono alte l’impegno che ci voglio mettere non è da meno. Workcamp ti ho cercato, ti ho sentito ed ora sei diventato tangibile! Buona Cambogia a noi!

Di nuovo partenza, è passato un anno ma il tempo a Phnom Penh non sembra essere passato. Immutata nel suo caos, nella sua malinconica rassegnazione. Di nuovo ho visto cantieri e palazzi, nuove strade in costruzione e ancora cantieri. Una città che sembra in piena esplosione, ma che da l’impressione di avviarsi verso una inesorabile implosione. E poi turisti occidentali sempre più numerosi e sempre più contraddistinguibili sono le loro ragioni di viaggio…nonostante tutto siamo qui per lavorare, per piantare nuovi semi a partire dai sorrisi di un popolo stupefacente. Penso già a Kraing Tachan.

7 maggio 2016

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Mi piacerebbe che quello che stiamo facendo, insieme a Youth for Peace a Kraing Tachan serva a scavare a fondo e portare con forza alla luce questi germogli.

Anche questa seconda giornata è stata ricca di sensazioni. Sveglia alle 6 e dopo una splendida colazione ci siamo messi in viaggio con il tuk tuk verso Choeung Ek, luogo di commemorazione dove vennero deportati durante il genocidio quasi 3 milioni di cambogiani.

Tappa, quindi, fondamentale che dona un maggior significato e una maggiore comprensione anche alla realtà attuale, oltre ad una serie di riflessioni sulla sull’assurdità e sullo sgomento che evocarono il racconto di quegli anni. Il percorso è stato completato con un’altra tappa, sempre in mattinata verso Tuol Sleng, luogo in cui venivano imprigionate le vittime del regime.

Dopo aver pranzato siamo tornati nella nostra guesthouse in cui ci siamo scambiati le considerazioni, nonostante l’amarezza derivante da aspetti riguardanti pedofilia e prostituzione, riesco e cerco di cogliere l’altra faccia faccia della medaglia, di una Cambogia fatta anche da una molteplicità di aspetti positivi che fanno capire anche molti dei limiti della nostra società. La mia speranza è quella di non perderla.

Giornata impegnativa  a livello emotivo. La vita nei Killing Fields è stata molto forte, ma importante per conoscere questo momento cambogiano di una violenza assurda…e comunque la domanda che mi rimbalza costante mente nella testa è “ma come è potuta succedere una cosa simile? Come si fa ad essere così terribilmente atroci?” nessuna risposta al momento…boh! Non ho altro da dichiarare.

Secondo giorno dell’esperienza, entriamo a pieno nel passato della Cambogia. Visita a Tuol Sleng e Choeung Ek. Soprattutto l’ultimo, nel giro di una anno è cambiato molto. Molti più visitatori, molto più organizzato, molto più sensazionalistico. Viene venduto quasi come se fosse un’attrazione turistica più che un sito di memoria e riflessione. Ma la storia raccontata è la tragedia di un popolo che oggi porta cicatrici, bende e stampelle. Lo vedo dappertutto a Phon Penh quello che è stato distrutto in questi quattro anni ha condannato il futuro di tutte le generazioni a venire. A Choueng Ek l’audio guida ricordava uno dei folli motti di Pol Pot “per estirpare l’erbaccia devi strappare anche le radici” quello che vedo oggi mi da l’impressione che non solo le radici siano state sradicate, ma la terra è stata vangata con acqua bollente e ricoperta con la sabbia. Chissà quando i germogli torneranno a spuntare. Mi piacerebbe che quello che stiamo facendo, insieme a Youth for Peace a Kraing Tachan serva a scavare a fondo e portare con forza alla luce questi germogli.

Secondo giorno a Phnom Penh, non vedo l’ora di andare al villaggio.

8 maggio 2016

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Sono orgogliosa del lavoro che si è fatto, orgogliosa di vedere un progetto che si concretizza sempre più. Sono felice dei passi che abbiamo fatto.

Anche oggi sveglia presto, dopo una vasta colazione, abbiamo fatto giri per la città a piedi, per  scoprire le differenze che offrono i vari quartieri. Dopo il pranzo abbiamo fatto la spesa necessaria per i bimbi del villaggio poi un giro veloce al Russian market e tornati da mercato una doccia, la cena e per finire un bel massaggio rilassante. Aspetto con entusiasmo che arrivi domani per vedere il villaggio e salutare famiglie e bimbi che ci aspettano.

Oggi siamo andati ad acquistare i materiali per il kindergarten! È stato molto divertente scegliere tutte quelle cose. Sono orgogliosa del lavoro che si è fatto, orgogliosa di vedere un progetto che si concretizza sempre più. Sono felice dei passi che abbiamo fatto, in questi giorni ho pensato a Silvia sempre più, mi manca come sempre, sono felice che abbia trovato una sua strada, felice che anche Lm ne abbia una, ma più di tutto sono felice di sapere che in un modo o nell’altro il nostro cammino è ancora insieme. Oggi va così, sono felice, a parte i topi, i vecchi laudi e viscidi, ala rassegnazione e Olivia che mi manca come l’aria. P.s. domani andiamo a Kraing Tachan! Anche per questo son felice.

Giornata calda, ma piena di tutto. l’incontro con mister Man, la spesa per il kindergarten, la visita al mercato russo..un caldo assurdo..E’ bello vedere come Nicholas ed Elena si impegnino mettendo il cuore in quello che fanno, pensando ad ogni singola cosa, ogni singolo particolare, li stimo tantissimo…e poi hanno tanto, tanto da insegnare.

Domani comincia l’avventura nel villaggio e personalmente non vedo l’ora. Voglio capire, sapere e vedere. Mi aspetto tanto e sarà anche di più! Lo so!

Ultima giornata intera a Phom Penh prima di Kraing Tachan- tante emozioni contrastanti su tutte i senso di essere disarmato ed inerme nei confronti dei problemi delle contraddizioni, del baratro in cui questa città sembra essere buttata. Non mi rimane che proiettarmi gia con il pensiero al villaggio, al kindergarten per il quale abbiamo preso tantissime cose, per il futuro dei bimbi e dei giovani di Kraing Tachan, per dieci giorno sarò lontano da Phnom Penh. Ci siamo!

9 maggio 2016

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L’abbraccio delle famiglie, i sorrisi delle sorelle, delle mamme e delle nonne, siamo di nuovo a casa!

Questa mattina ultimi giri per acquisti destinati a Kraing Tachan. L’emozione che ho sentito per le macchine da cucire ..che bello. Immagino già le donne del villaggio, ora potranno anche cucire, una bella possibilità questa.

Arrivati nel villaggio..è stato molto bello, tanti bimbi, tante persone di tutte le età, mai visti, ma ci hanno regalato dei gran sorrisi. E agli abbracci talmente forti ed unici da toglierti il respiro… cominciamo questa nuova avventura, sono pronta, siamo pronti. Welcome in Kraing Tachan!!!

Dopo una bella colazione abbiamo iniziato i vari giri per terminare gli acquisti per il villaggio. Comprate anche le macchine da cucire! Pranzo veloce e ci avviamo finalmente verso Kraing Tachan. Il nostro arrivo è stato accolto con abbracci e sorrisi, nonostante un iniziale disagio, o forse un po’ di imbarazzo. Infine, dopo aver conosciuto i vari componenti della famiglia , un’ottima cena a base di riso e carne. Il villaggio al contrario della caotica città evoca pace e spensieratezza.

Siamo arrivati al villaggio! Siamo a Kraing Tachan! Oggi prima di partire abbiamo comprato le macchine da cucire le ultime cose per il kindergarten, poi siamo partiti. Il driver è stato molto gentile e il viaggio divertente, questa volta nessuno è dovuto scendere a spingere! Poi siamo finalmente arrivati..Kraing Tachan è sempre più bella, sono contenta di essere qui! Appena è arrivata la Mday, le sorelle e la nonna ci siamo abbracciati…è stato come tornare…nulla sembra essere cambiato. l’ospitalità è stata molto calorosa. Il babbo non c’è più, mi dispiace, spero riusciremo a portare un po’ di allegre novità alla famiglia. Comunque questa giornata non poteva essere migliore!

Eccoci a Kraing Tachan! La giornata è stata lunga, ed è iniziata  con un bell’incontro con Youth for Peace, nel quale abbiamo gettato le basi per i progetti futuri. Poi via di corsa a comprare le ultime cose per il kindergarten e le macchine da cucire, il fair trade si arricchisce di un tassello fondamentale! E poi in viaggio per Kraing Tachan e poi finalmente l’arrivo e l’incontro con questi luoghi un anno dopo. L’abbraccio delle famiglie, i sorrisi delle sorelle, delle mamme e delle nonne, siamo di nuovo a casa!

10 maggio 2016

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La mia famiglia è fantastica e mi fa sentire davvero a casa. Cani e pappagalli compresi. Nessuno escluso, pure i galli e le vacche!

Benissimo, siamo qua al villaggio di Kraing Tachan. È stata una giornata davvero intensa, creativa e suggestiva! Finalmente ho visto come si muove questi popolo, come gestisce la propria giornata, e soprattutto ho notato , anzi, ho sentito, la loro felicità nel fare le piccole cose. I bimbi sono stupendi, gli adulti e gli anziani sono altrettanto fantastici. La mia famiglia è fantastica e mi fa sentire davvero a casa. Cani e pappagalli compresi. Nessuno escluso, pure i galli e le vacche! È bellissimo, qua, è un momento di crescita davvero grande! I ragazzi, Nicholas ed Elena sono fortissimi, tanta ammirazione. Domani ci aspetta un’altra fantastica avventura!

Le giornate al villaggio passano veloci, dopo colazione abbiamo iniziato le preparazioni per il kindergarten, i bambini erano entusiasti e hanno contribuito con piacere dipingendo e disegnando le loro mani. Dopo il pranzo in famiglia di nuovo al kindergarten fino alle sei. Domani ci aspetta un’altra giornata ricca di attività!

Prima giornata intera a Kraing Tachan! Tanti incontri nuovi e vecchi, tante risate e tanto lavoro per il kindergarten. I bambini sono già stati messi all’opera per disegnare il loro nuovo spazio. Con Youth for Peace abbiamo discusso a lungo sulla sistemazione della struttura, dovremmo essere riusciti a trovare il giusto equilibrio. Che possa soddisfare i bisogni della comunità e dei suoi più piccoli rappresentati. Domani ci mettiamo al lavoro, anche per il progetto fair trade e per le grow.bag. Oggi è arrivato anche Sinath, manca ormai solo Tonkla, poi siamo al completo, go Kraing Tachan!

Oggi abbiamo iniziato ad allestire il kindergarten ancora non terminato… i prblemi di comunicazione oggi sono emersi, per fortuna tutto si dovrebbe risolvere con la vicinanza. È importante capire in che modo vengono prese le decisioni e gestire le diverse situazioni. Ci si consce e si impara a modulare la programmazione. Nulla che non si possa risolvere! Quindi we will go on!

11 maggio 2016

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un’azione semplice, forse troppo per noi… adoro questa Cambogia! Ti mostra quante strade possano essere percorse prima che le preoccupazioni arrivino…

Si sta concludendo una giornata ludica e super divertente. I bimbi di Kraing Tachan si sono divertiti un mondo, inizialmente erano un po’ timidi ma poi si sono lanciati. I giochi sono stati gestiti con un mix di inglese, khmer, italiano e abruzzese, romagnolo…bellissimo. Le donne del villaggio, invece hanno incominciato a conoscere la macchina da cucire, che sapevano usare più di me..ammetto! Pure il sindaco si è messo a cucire! Che storia! Bella questa avventura!

Oggi è stata una giornata piena. Abbiamo iniziato presto la giornata, ci siamo divisi: Nicholas è andato con mr Man e un constractor ad acquistare gli ultimi materiali ( speriamo!) per chiuder al meglio il kindergarten (speriamo anche questo!). Noi abbiamo mostrato le macchine da cucire alle donne e sono state entusiaste, sapevano già usarle e il momento epico è stato quando dovevano riavvolgere il rocchetto: puro ingegno, noi come sassi siamo rimasti a guardare la mday che infilava un pennello nel rocchetto e lo appoggiava alla manopola azionata dalla macchina da cucire che lo riavvolgeva senza alcun sforzo! un’azione semplice, forse troppo per noi… adoro questa Cambogia! Ti mostra quante strade possano essere percorse prima che le preoccupazioni arrivino… Poi a pranzo , Nicholas è arrivato tardi, quindi ho mangiato solo con la famiglia, è stato divertente tentare ancora una volta la comunicazione. Nel pomeriggio si è creata un’atmosfera fantastica con i bambini di Kraing Tachan. Alda è stata bravissima nel coinvolgerli nelle attività. Abbiamo giocato molto e senz’altro Alda è stata un’intrattenitrice molto brava. Si è impegnata tantissimo e come accade in questi casi, i bimbi l’hanno capito e da subito sono entrati in sintonia con lei ed hanno iniziato a seguirla. Sono molto contenta dei miei compagni di viaggio, vecchi e nuovi. Dialogo, confronto e voglia di conscersi non mancano. È bello condividere questa esperienza con loro…grazieasantantonio! :D!

Sono tante le cose da dire, oggi è stata una di quelle giornate che ti portano alla sera ad addormentarti con un sorriso enorme. Dopo il corso di cucito, tante sono state le attività che abbiamo fatto con i bambini a parteire dai disegni nei cartelloni, per poi passare a ruba bandiera, ed 1, 2 , 3, setlla. Tutti eravamo sfrenati ed entusiasti, è stata una giornata fantastica. Le persone del villaggio riescono a darti tanto con piccoli gesti, anche solo con un sorriso.

Giornata lunga. Sotto un sole cocente che mi ha lasciato poco scampo, una mattina dedicata a trovare i modi migliori per completare il kindergarten. Insieme a Youth for Peace e la comunità siamo finalmente riusciti a trovare la quadratura. Contemporaneamente le ragazze hanno iniziato a lavorare con le mamme al laboratorio tessile, Grow.bag starts here! Nel pomeriggio le attività con i bimbi e sistemazione kindergarten, tanto lavoro nel rendere lo spazio il più accogliente pssibile.stiamo davvero correndo tutti insieme per questo obiettivo. Prepariamo il terreno per il futuro del centro di Kraing Tachan. Adesso il sole illumina altri posti nel mondo, e il pensiero viaggia verso casa, a chi mi sta aspettando. Qui il lavoro è tanto, ma ci penso spesso…e domani si torna all’opera!

12 maggio 2016

 

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Il gruppo è unito e fisso sugli obiettivi, siamo tutti insieme dietro a tre mani blu che ne cercano altre

One year has been passed. I very appreciate to meet all brothers and sisters. Especially Nicholas and Elena. i’m very happy that italian always support our community,  Kraing Tachan. That’s a wonderfgul time that i can meet all of you one again. I really want to join with yours work in order to help our community. I want to say you thank you for kindergarten, because it can help many children can access to school earlier.

Education is very important for children because it can change childrens mind to think about their future. Education can change their lifes. Before they cannot go to school, so when they became adult they will work in germent factory.

I’m very shck that when i asked them one day a question that  “what do you want to be in the future?” ancd they said that they want to work in germent factory.

Today is very different, because italians help us. The project is very good. I really want to invole with your work. This afternoon we did many activities such as drawing a pictures on papers, painting and so on. Grazie!!!

Oggi è arrivato Tonkla! E anche il monsone… la mattina è trascorsa in fretta e abbiamo finito di decorare il kindergarten. È venuto un ottimo risultato, siamo molto soddisfatti. A pomeriggio i lavorai sarebbero dovuti proseguire, ma il monsone ci ha colti di sorpresa e quindi abbiamo concluso i disegni per gli studenti di Faenza e poi la sorpresa più bella…è arrivato il monsone e con lui lo spettacolo dei bambini, movimenti e giochi sotto l’acqua, la disinvoltura e la gioia nel muoversi in ambiente tanto familiare quanto può essere la terra…

Giorno di pioggia battente. La terra si è fatta rossa come non mai, i tetti battuti dalle gocce, i bimbi che hanno improvvisato scivoli qua e là in tutto il centro! Abbiamo continuato a sistemare il kindergarten. Questo workcamp ha una componente carpentiera e decorativa inaspettata. Il gruppo è unito e fisso sugli obiettivi, siamo tutti insieme dietro a tre mani blu che ne cercano altre. Altre come quelle di Tonkla che è tornato al villaggio , è stato bello riabbracciarlo e vederlo cresciuto e maturato . Si è reso subito disponibile ad aiutarci, o anche solo a fare due chiacchiere come vecchi amici. Ora siamo al completo, ci aspettano 3 giorni di Festa nazionale in cui il centro di Kraing Tachan si riempirà di studenti e di attività, il workcamp continua e siamo pronti a tutto!

Oggi colazione insieme alla famiglia, poi caffè con gli altri compagni di viaggio. Giunti al kindergarten proseguiamo le attività.

Dopo il pranzo il corso di inglese salta, convinciamo i bambini a fare i disegni da portare in Italia e anche se all’inizio si mostrano titubanti, poi si sono impegnati nel lavoro. Poi tutti a correre sotto la pioggia, scene bellissime! Altri giochi con i bimbi, poi a casa per la cena.

p.s siamo proprio un bel gruppo!

Rain season is coming!!! giornata piovosa, molto piovosa! Nonostante l’arrivo del monsone siamo riusciti a mandare avanti i lavori di decorazione al kindergarten, ottenendo buoni risultati! La lezione di inglese è saltata, forse a causa dei tempi cambogiani, forse per i monsoni..i bambini sono carichissimi, anche sotto la pioggia e nel pomeriggio hanno disegnato, giocato e non scommesso (solo oggi!) sono forti questi bimbi e , se stimolati, ancora di più! Proprio come accade a tutti i bambini del mondo!

Sempre nel pomeriggio è arrivato Tonkla, filgio della mday che ci ospita, è fantastico è molto disponibile. Grande Tonkla!!! adesso mangiamo noccioline e ci prepariamo per domani. Sono felice di far parte di questo momento che non è un viaggio come tanti pensano, ma un piccolo atto di amore verso gli altri, verso sé stessi…è condivisione, è unire le teste, è imparare. Per me me è importante.

13 maggio 2016

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We have done a very great job. We worked with smile. I really enjoyed working with all of guy

Questa mattina gli amici galli&co mi hanno fatto alzare alle 5:30 e li ringrazio di cuore, perché ho assistito ad un’alba fantastica. Sempre in mattinata abbiamo sistemato la biblioteca e le cose acquistate per le attività al kindergarten che, nonostante i suoi problemi è stato reso funzionale. Nel pomeriggio prima lezione di inglese con i ragazzi tra i 12 e i 17 anni. Alcuni erano timidi, altri molto tranquilli e socievoli… la mia spalla è stato Tonkla che faceva da mediatore e mi aiutava nelle mancanze linguistiche. Altro esempio di cooperazione!!! A seguire momento trucca bimbi!! il delirio!!!…domani è un altro giorno!! Thanks Cambodia!

Oggi dopo la sveglia con il canto dei galli e la colazione ci siamo subito attivati pulendo la biblioteca e organizzando il lavoro del kindergarten. Nel pomeriggio dopo il pranzo ed il caffè con i miei compagni di viaggio e dopo qualche risata con la famiglia abbiamo ripreso l’attività dipingendo. Abbiamo aggiustato le ultime cose per il kindergarten. Lavoro quasi terminato! Con i bambini ci siamo divertiti un sacco colorando le loro tenere facce, erano felicissimi, tra un sorriso ed un altro ci siamo poi diretti verso casa per la cena. Questo posto trasmette pace e serenità.

Le giornate piene di impegni si susseguono senza sosta. A Kraing Tachan oggi è finita festa nazionale e sono arrivati gli studenti per inglese e sono iniziati i primi giochi al kindergarten. Ho potuto visitare anche il mercato di Tramkok a qualche km di distanza da Kraing Tachan. Qua con le famiglie, gli amici nuovi e vecchi, il gruppo di LM, la comunità va tutto alla grande. Insieme a Youth for Peace abbiamo approfondito un po’ il continuo del progetto per Kraing Tachan, vediamo nel breve periodo e nel lungo periodo cosa riusciremo a fare con questa splendida comunità. I giorni scorrono, Phnom Penh incombe. Per ora mi godo la pace e la serenità del villaggio. Il cicaleccio notturno degli animali è il suono di questa Cambogia che si avvia alla stagione delle piogge. Qua sto bene!

Today we have done many activities at Kraing Tachan community. In the morning we pepared inside the library. We cleaned, prepared book, and decorated kindergarten. Nicholas and i went to the Tramkok, local market, in order to buy some materials. Then we had lunch. After we ate noondinner, we went to teach english to children. It was very intersting class. All student were  very happy to learn english. We also prepared the wall for kindergarten. We have done a very great job. We worked with smile. I really enjoyed working with all of guy. At the end of the day we have draw pictures an chidren?s faces. For example we drow like monkey, batterfly, dragon, cat and so on. I love it so mauch! Grazie!

My name is Boun Srey Pich. I am 18 years old. I study in grand 12-c at Angroncab hight school. I live in Prey Takab village Kas Commune Tramkok district Takeo province. In may family have 5 members.

14 maggio 2016

 

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Alla festa siamo stati accolti nel migliore dei modi, tante risate, balli e poi a casa con la moto sotto un cielo stellato da ricordare. Bei momenti.

Questa mattina i canti dei galli ci svegliano presto, ci aspetta una giornata impegnativa. Giunti a Kraing Tachan iniziamo il percorso spiegato da Mr Sun e da Tonkla sul campo che negli anni 70 vide la deportazione e uccisione di circa 10.000 individui.

Successivamente completiamo le attività per il kindergarten che abbiamo inaugurato nel primo pomeriggio., con molti ringraziamenti da parte dei rappresentanti della comunità. Qualche gioco con i bambini e poi subito a casa per prepararci per una festa per l’inaugurazione di una casa. Alla festa siamo stati accolti nel migliore dei modi, tante risate, balli e poi a casa con la moto sotto un cielo stellato da ricordare. Bei momenti.

Giornatone quello di oggi! I galli &co fanno da sveglia e la cosa di mattina è piacevolissima, soprattutto per gustarsi i colori e i suoni del primo mattino. Abbiamo cominciato subito a darci da fare, il sindaco ci ha fatto da guida all’interno della comunità per illustrarci tutto quello che è accaduto durante il regime, agghiacciante!!!

non riesco a capacitarmi, tutto questo non ha senso. Dopo aver tentato di digerire i fatti, per quanto possibile.. abbiamo ripreso le attività del villaggio: inglese ultimi ritocchi al kindergarten, inaugurazione dello stesso  e poi, party cambogiano! l’inaugurazione del kindergarten è stata bellissima, partecipazione ed interesse da parte di tutti. Stanchi ma felici decidiamo di andare al party. Fiumi di birra, che nemmeno il Mekong!!balli scatenati, concentrati soprattutto sugli arti superiori. Cibo a volontà! Sono carichi questi cambogiani! Buona notte ragazzi! Sokk-Sabbay -GnamBay!

In the morning we looked around Kraing Tachan. We discussedand talked about Khmer Rouge Regime. I translated about the history of Kraing Tachan with ta Sueon. We talked about the places during PolPot regime, such as cheek point, kitchens, pits, prisons and so on. I also helped to write the Khmer letter of kindergarten. And the wall. Then we had timed togher. After lunch times we went to teach english and play children at kindergarten. We also had a meeting point with Commitees of Kraing Tachan and we talked about  the process of the program with elders and monk. One more think, we introduced all materials to the Committees and monks. Italian provided many materials that can be used in kindergarten, such as  pens, colors, english books, and some games that all kids can play in order to improve their mind to be flexible and smart. Thank for everithing!! After meeting has finished, we took photos togher. It is very amazing that’s we went to join and dance at housewarming party as last year. Bravo!!! 😀

la giornata inizia come sempre all’alba, con uno scambio di canti di galli che accompagnano il nostro alzarci. Dopo una sostanziosa colazione prendiamo posizione a Kraing Tachan per ultimare il kindergarten. Tra una pittura e una decorazione ci prendiamo il tempo per ripercorre le tappe  della vecchia prigione e dei luoghi detentivi di Kraing Tachan. Mr Sueon riesce a calarci competentemente nel ricordo di quei momenti vissuti da lui in prima persona, le celle, le fosse, le atrocità. Il susseguirsi degli venti tragici prima e dopo il ‘79. un racconto lucido e vivido, pieno di tragedia. Dopo il giro conoscitivo ci rimettiamo inall’opera al kindergarten alle tre avevamo l’incontro con la comunià e i capi villaggio.. dopo pranzo ci prepariamo, quindi, ad incontrare gli anziani e i capi comunità per presentare il kindergarten e tutta la nuova progettazione. Parola di stima e rispetto da entrambe le parti, segni di intesa e collaborazione. Dopo l’incontro finiamo le attività e i giochi con i bimbi e la sera ci troviamo catapultati ad una festa di inaugurazione di una nuova casa, vicino alla casa di Mr Savorn, il nostro nuovo amico ed aiutante. Balli, caldo, cibo, sorrisi, festa. I cambogiani sanno come divertirsi!! chiudo gli occhi con un sorriso per questa giornata. Pronto per le prossime che arriveranno. Siamo tutti pronti, Workcamp Cambodia Crew 2016!

Oggi è stata una giornata piena. Abbiamo fin dalla mattina iniziato a sistemare il kindergarten. Pitturare i muri, terminare le scritte fuori. È venuto un gran bel lavoro. Ci siamo impegnati tantissimo e la soddisfazione più grande è stato vedere i bambini, uno spettacolo! Si sono impadroniti immediatamente dello spazio, hanno iniziato a viverlo, consapevoli che fosse il loro, che fosse stato allestito per loro. l’incontro con i capi villaggio nel pomeriggio è stato interessante, ci siamo scambiati le reciproche impressioni e poi abbiamo ufficialmente presentato il kindergarten, sono sembrati soddisfatti! Hanno riconosciuto il lavoro e lo hanno considerato positivo per la comunità. È stato bello vedere i bambini durante la cerimonia, sono stati fermi ad ascoltare, poi hanno iniziato a giocare.. spero che il progetto prosegua e diventi sempre più solido nella sua crescita, ma sicuramente i passi fatti fino ad ora mi rendono orgogliosa del lavoro fatto!

Ora dedico due parole a quello che è successo ieri, e alla ragione per cui non ho scritto. Vorrei chiedere scusa alla mia mday e alla famiglia che mi ha vista alzarmi da tavola di scatto, alzando la voce, con il piatto ancora pieno, mi spiace per il mio comportamento, non ho saputo gestire la rabbia, per questo mi sono dovuta allontanare.

15 maggio 2016

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Mi sorprende la grande capacità dei bambini di aiutarsi a vicenda, e soprattutto la spensieratezza con cui si affrontano le giornate. Piccoli gesti e sorrisi.

Anche questa mattina sveglia presto, poi caffè con gli altri e subito al kindergarten, i bambini hanno partecipato a tutte le attività facendo disegni, colorando e creando  casette con colla e foglie. Dopo pranzo riprendiamo con il kindergarten, anche io mi diverto un sacco giocando con i bimbi e dopo il twist e della campana si torna a casa per la cena. Mi sorprende la grande capacità dei bambini di aiutarsi a vicenda, e soprattutto la spensieratezza con cui si affrontano le giornate. Piccoli gesti e sorrisi. Bien Vivre! Dopo cena con gli altri a chiacchierare e a scrivere il diario.

Today we went to Kraing Tachan and we also did many activities at the kindergarten. I was very happy that i saw all children with smiling faces. The children enjoyed the materials and games. Today is such a great day that we can meet  with all kids  and play with kids. We painted the wall of the Kraing Tachan kindergarten with beautiful colors. I think that the program is going smoothly and effectivly. We worked, we learned and we shared. So really enjoyed working at the kindergarten today 😀 :D!! we keep working on 18 may 2016. See you!

My name Buon Srey Pich. I am 18 years old. I am very happy to know all of you. Thank for commiting cambodia also Kraing Tachan community. I also can get experience from all of you. Thank!

Giornata lanciata su due binari paralleli. Kindergarten e textile workshop. Alda e Elena a supporto della nostra mday con i bambini, Federica con le altre mday alle macchine da cucire. Io a fare la spola tra i due luoghi. Più vive ed attivi che mai a Kraing Tachan!fulcro della progettazione 2015 e 2016 e spero motore di un cambiamento e di una spinta per tutta la comunità. I bimbi al kindergarten sono ogni giorno di più, arrivano genitori accompagnati da piccoli che, appena varcata la soglia del kindergarten, si lanciano in ore di giochi, salti, ritaglio, colori e divertimenti vari. Ci sono circa 30 bambini al momento, amano questo luogo e qui possono iniziare il loro percorso scolastico. E come loro anche noi lo amiamo e ce la stiamo mettendo tutta per renderlo il loro luogo di crescita e di divertimento. Finiamo la giornata in casa, a scrivere come sempre il diario, per fissare i nostri ricordi e le nostre emozioni. Da qualche giorno si aggiunto anche Tonkla, degno compagno di viaggio e ormai membro a tutti gli effetti del team di volontari e ogni tanto fa capolino anche nostra sorella Pich che migliora sempre il suo inglese. Domani partiamo per Kep, a presto Kraing Tachan!

Oggi giornata tranquilla in Kraing Tachan. Questa mattina workshop tessile con le mday del villaggio. Sono brave sanno usare le macchine da cucire, è stato un acquisto utili! Successivamente abbiamo fatto altre attività ludiche con i bambini che sembrano apprezzare un sacco il kindergarten, lo vivono intensamente, che soddisfazione!!

il pranzo è stato molto piacevole, piano piano impariamo a conoscerci e io mi sto affezionando un sacco. Pure con i bimbi, li adoro e mi riempiono il cuore! Oggi pensavo che fa bene stare qua più di quanto si possa immaginare! Nessuna comodità, niente sfronzoli, solo beni di prima necessità.. a parte il cellulare… che forse se ne potrebbe fare anche a meno… eppure non ci manca nulla! Si mangia 3 volte al giorno, e tanto, tantissimo! La famiglia è super mega gentile, il posto è stupendo, è un momento vero!

Hello! Oggi abbiamo preso colla, foglie e abbiamo creato un collage di case, uccelli, bambini e abbiamo decorato la prima parte del kindergarten. Fede ha ha insegnato all mday ad usare la macchina da cucire elettrica. Mi è dispiaciuto non esserci per sentire il “woooow” una volta accesa la macchina! A pomeriggio abbiamo ripreso le attività.  Appena arrivati a Kraing Tachan, i bambini ci aspettavano già al kindergarten con i colori e lo costruzioni ovunque! Sono sempre più contenta di questo lavoro e delle persone con cui sto vivendo questi momenti. Olivia mi manca, Bicio anche, vorrei mostrargli tutto questo, vorrei condividerlo anche con loro. Oggi penso a casa ai progetti che ci aspettano al rientro.. credo ci potrebbero essere dei cambiamenti al ritorno, ma questa volta sono serena, per il momento grazie Cambogia.

16 maggio 2016

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Arriviamo fino al grande Granchio passando anche per le ville coloniali francesi.

Oggi sveglia alle 4, si parte per Kep! Quello che ci vuole per un po’ di riposo. Giriamo a piedi e con qualche tuk tuk per Kep, che appare una bella località di mare, tranquilla, bello anche il paesaggio… Dopo il giro anche al crab market torniamo a casa per i pranzo, un tuffo in piscina e siamo pronti a ricominciare il giro. Arriviamo fino al grande Granchio passando anche per le ville coloniali francesi. Con il calar del sole Kep appare ancora più bella. Per finire cena in un locale a due passi dal mare e massaggio.

Sveglia ore 4 per Kep! Nonostante l’orario siamo andati con un filo di gas! Kep è strana.. si avverte subito che siamo in bassa stagione, non c’è nessuno e la cosa non ci dispiace. Le attrazioni di Kep sono: il mercato dei granchi, le ville coloniali francesi, di una decadenza davvero affascinante (davvero fighe!) la vista dell’isola dei conigli, un bel tramonto, compreso i pochi tuk tuk disponibili, quindi occhio!

Kep! Kep! Ripeto Kep! quest’anno ce l’abbiamo fatta! Ci siamo svegliati prestissimo, gnambay e poi siamo partiti per Kep. La mday ci ha preparato delle gelatine e delle banane per il viaggio…se non è casa questa…

Ci prendiamo due giorni di respiro e relax dalle giornate piene di impegni a  Kraing Tachan, direzione Kep! Sono felice di vedere un altro volto della Cambogia, in tutte le sue sfaccettature! Il lungo mare, il mercato, le ville francesi in decadenza, i grandi resort internazionali, le scimmie(!!!) e un altro modo di porsi della popolazione cambogiana.

17 maggio 2016

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Però, Kep nel suo essere strano, è un posto affascinante per riposarsi, l’equivalente di Castrocaro Terme..

Oggi è stata una bella giornata sotto vari punti di vista, a partire dalla bella compagnia, dalle risate, Kep, il mare, e tanta tranquillità! Pranzo al mercatino..i granchi sono buonissimi! Pomeriggio un attimo di relax in piscina, poi un massaggio rigenerante dalla testa i piedi. Ceniamo in un posto meraviglioso, posso dire sia stato il migliore dei compleanni, ed il primo in Cambogia, un’esperienza che difficilmente potrò dimenticare , dai sorrisi delle persone, alla pioggia, ai paesaggi meravigliosi, e la serenità di questi giorni. E quindi mi auguro altri 100, se non di più di questi giorni!

A Kep è stata vacanza, è stato bello rivedere questa cittadina. È come entrare in un’alra dimensione, più lenta, leggera, è stoto piacevole staccare per questi due giorni, riposarsi e farsi coccolare in un posto così. Ho rivisto il Crab Market e abbiamo girovagato per la città. Insomma, relax e tanti momenti per chiacchierare, conoscersi, condividere idee e sensazioni tra noi compagni di viaggio. Domani si torna a Kraing Tachan, pronti per ricominciare! Tanti auguri ad Alda!!!!!

Il mare non può essere menzionato tra le attrazioni, passatemi il termine…fa schifo! Le foto su internet ingannano parecchio! Come dice Elena, però, Kep nel suo essere strano, è un posto affascinante per riposarsi, l’equivalente di Castrocaro Terme.. ideale dopo un po’ di workcamp. Concludo dicendo che è vero quello che dice Elena, la regione di Kampot è molto diversa da quella che abbiamo visto fino ad ora, ma non per questo meno interessante…Aukun!

Kep è una lunga strada che costeggia il mare, con qualche diramazione verso l’interno e le colline, siamo in bassa stagione e c’è poca gente in giro. Così come nel nostro Kep Lodge, pace e relax, due giorni per rigenerarsi, ricaricare le batterie e tornare al villaggio più carichi, due giorni di pace, sole, pioggia, nuvola, sole e ancora pioggia. Il passato coloniale da un’altra decadenza a tutta la zona, in contrasto con tutte le zone nuove in costruzione. Anche qui il turismo è in crescita, vediamo come si metterà negli anni a venire…domattina ripartiamo per Kraing Tachan , per gli ultimi quattro giorni insieme alla comunità. Kraing Tachan arriviamo!!!

18 maggio 2016

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Pomeriggio di ripresa dei ritmi scandito da una pioggia battente, per arrivare di volata alla cena e a questo bel momento di gruppo in cui ci troviamo a scrivere il diario.

See you again! I am very happy to meet all of you guys again. We will start to work together, after relaxing. I came back from Phnom Penh to help your work at Kraing Tachan. There are many activities that we will do together. i’m ready to work for 3 days more. I really enjoy to partecipate with your work in my community. Although we had a short time in the afternoon, but we went to meet and play with children at kindergarten. Really nice!

Questa mattina abbiamo lasciato Kep per tornare a Kraing Tachan. Arrivati a casa la famiglia ci ha fatto una gran festa, che bello!!! nel pomeriggio abbiamo dato i regali, felici come una Pasqua!nel pomeriggio attività al kindergarten con i bimbi, poi monsone!

Giornata uggiosa a Kep, alle 9:00 siamo ripartiti. Il ritorno in famiglia è stato bello e abbiamo consegnato loro i regali comprati a Kep e li hanno accolti con meraviglia e gioia! Nel pomeriggio abbiamo passato del tempo con i bambini al kindergarten. Dopo cena siamo venuti da Elena e Nicholas a scrivere come al solito il diario, chiacchiere e risate come sempre!

Oggi siamo ripartiti da Kep per tornare a Kraing Tachan. Ci siamo fermati lungo la strada per acquistare il bamboo per il kindergarten. Appena arrivati le famiglie  ci hanno accolti e Tonkla è arrivato poco dopo da Phnom Penh e insieme siamo andati a Kraing Tachan.

È davvero una persona gentile e disponibile. Ci sta aiutando un sacco in questa esperienza…insomma oggi siamo tornati in famiglia!

Mattina di viaggio da Kep a Kraing Tachan. Siamo arrivati al villaggio, per pranzo accolti dagli abbracci delle famiglie che hanno apprezzato i regali che avevamo portato da Kep. Pomeriggio di ripresa dei ritmi scandito da una pioggia battente, per arrivare di volata alla cena e a questo bel momento di gruppo in cui ci troviamo a scrivere il diario. Ahh è tornato anche Tonkla, siamo di nuovo in formazione!

19 maggio 2016

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Il monaco ci ha predetto la nostra fortuna e ci ha inquadrato come persone. Io ora so che sono come gli Dei che cavalcano cavalli selvaggi in Paradiso!

Dire che questa sia un’esperienza sembra un frase fatta, ma in realtà è così. Sento che pian piano stiamo arrivando alla fine e già mi manca. I sorrisi dati dalle piccole cose… sembriamo tutti una grande famiglia, dalle persone che fino ad una ventina di giorni fa non si conoscevano e che finiscono con il condividere il cibo, la casa, la gioia…

penso che la parola chiave per descrivere questi giorni, ciascuno differente dall’altro, sia la serenità, mi sento lontana dall’ansia, dalla rabbia e da quei veleni che non fanno vivere bene. Riesci a metterti in gioco e, pensandoci, senza paura di sbagliare, perché sembra tutto troppo bello per temere anche un eventuale fallimento o un momento d’imbarazzo. Anche oggi è stata una giornata movimentata., fatta di giochi, risate, corse, è un momento che merita di essere ricordato e la preparazione della cena insieme agli altri compagni di viaggio e le rispettive famiglie, tutto buonissimo!

Questa mattina siamo andati con Tonkla  e il tuk tuk a far visita ad un laboratorio tessile che lavora in stile contemporaneo, pur mantenendo comunque la tradizione. È stato molto interessante, il fondatore di questa impresa è stato molto disponibile, spiegandoci  come lavora e come rendere possibile il suo business. I prodotti finiti sono molto, molto belli ed è davvero stupefacente portare un’idea in un paese molto differente, da quello di provenienza (Canada) altra cosa importante è che crea occupazione , infatti lavorano molte donne del posto. La giornata si è conclusa con una formidabile cooking class. Le nostre mday ci hanno insegnato a cucinare alcuni dei loro piatti, figo!!! poi ce li siamo mangiati!!!! bbbuono!!!!

Giornata scandita da tre momenti ben distinti tra loro, ma in qualche modo intrecciati. Alla mattina, dopo la solita colazione sostanziosa, siamo andati in visita al cambodian Weaving Village , un laboratorio tessile poco distante dal villaggio di Kraing Tachan. Paul, creatore dell’idea e curatore nei dettagli della parte business e marketing ci ha lungamente illustrato il progetto, il suo punto di forza è la sua poca fiducia nella solidarietà dei lavori delle ong, che lo ha portato a pensare a cosa potesse rendere solido un progetto di questo tipo, ad esempio radicando ogni azione nella comunità. Da tre anni Paul, indiano di nascita e naturalizzato canadese, vive insieme alle famiglie del villaggio, potendo contare su una presenza fisica e fissa per meglio controllare nei minimi particolari tutti i dettagli del progetto.

Nel pomeriggio abbiamo reso Tonkla parte ufficiale del progetto! Questo è il secondo momento cardine della giornata. Sarà il nostro referente in loco, faciliterà tutte le comunicazioni e potrà meglio controllare  tutti gli sviluppi e le necessità della comunità. Tonkla uno di noi! Lui è entusiasta dal 2010 conosce l’associaizone e in questi 6 anni ha sempre partecipato, non vedo l’ora di vedere i frutti di questa collabrazione! Chiudiamo la giornata con il terzo momento , la cooking class insieme alle famiglie. Tutti insieme a cucinare e cenare. We are a happy family!

This morning we went to family home stay by tuk tuk. We went to visit the place where they produce krama. I met such a businessman because he got many ideas in business. I have learned a lesson for my life and also my community, Kraing Tachan. He told us about the marketing working condition and the way to run a project successfully. When we came back we have lunch, and we went to  Kraing Tachan. We have discussed about our project at  Kraing Tachan. I am very appreciate to cooperate and also to be a parto f the projectant  Kraing Tachan. My perspective is that our school will run and grow. I am really happy to work with Laboratorio Mondo.

Oggi è stata una giornata piena. Il tempo qui al villaggio passa velocemnte, forse troppo, sono tante le cose da fare e ancora di più quelle da capire. Cerco di acscoltare ogni parola, incrociare tutti gli sguardi ed osservare attentamente quello che mi circonda, mi piace e mi rilassa trascorrere qui il mio tempo, perché, anche se ormai c’è una certa routine, ho sempre tempo per accorgermi di qualcosa di diverso, di nuovo e la mia curiosità si riaccende. Questa mattina siamo stati ospiti del Cambodian Weaving Center, un centro rurale che si occupa della tessitura di krame e tessuti vicino alla città di Antasaom. Abbiamo conosciuto Paul, manager del Centro e la conversazione che abbiamo avuto insieme è stata molto interessante. Ci ha raccontato la sua esperienza, quella delle donne del centro e del lavoro che stanno facendo, e soprattutto dell’impatto che il progetto sta avendo sulle persone. Ho riportato con me un sacco di spunti  per riflettere. Il pomeriggio sono stata con Nicholas mentre Alda e Federica portavano avanti le attività. Abbiamo deciso di inserire Tonkla nel progetto dandogli un ruolo più continuativo, in modo da avere un referente presente nel villaggio e direttamente in contatto con noi. È stato molto contento Tonkla e credo che questo sia il mattoncino che lasceremo qui al villaggio, dopo il campo.

20 maggio 2016

Questa mattina i galli and friens ci hanno deliziato con le loro melodie, ma questo non è poi uno svantaggio… anzi alzarci alle 5:30/6:00 aiuta un sacco… bucato, passeggiate nelle risaie, toilette tranquilla, colazione tranquilla, e più tempo con la famiglia, che è adorabile!

Niente attività quasta mattina, perché si festeggia il memoriale per le vittime dei killings fields (finalmente si ha un data per ricordarli…!)

A  Kraing Tachan c’è stata un sacco di gente, molta partecipazione, molta polizia. In tarda mattinata abbiamo avuto l’incontro con il monaco, tradotto gentilmente da Tonkla. Ci è stato spiegato il percorso fatto per diventare monaco, le rinunce, le conquiste e la devozione.

Nel pomeriggio, dopo pranzo, i monsoni ci hanno bloccato per un po’, poi, finita la “doccia” siamo tornati a  Kraing Tachan e abbiamo scelto un po’ di krame da portare in Italia. Per cena ci siamo ritrovati tutti da Pich house, per stare insieme e gustare nuovamente tutti i piatti che le nostre mday avevano preparato! Buonissimi!! domani ultimo giorno… non so cosa pensare… Aukun!

Sveglia presto anche questa mattina, e dopo aver lavato i panni ci siamo diretti a  Kraing Tachan, per la cerimonia destinata alle vittime del genocidio. Dopo il pranzo è un improvviso diluvio di nuovo in centro, giochi con i bambini con al palla, il gioco della corsa e poi riunione con il sindaco e Tonkla per parlare di alcune questioni riguardanti il villaggio. Si finisce in bellezza con una cena tutti insieme.

Oggi è successa una cosa bellissima.la giornata è partita presto, come sempre. Abbiamo svolto le diverse attività ed assistito alla prima cerimonia a  Kraing Tachan di Commemorazione delle vittime del genocidio. Poi a pomeriggio Mr Tasoeun è venuto a parlarci a proposito del kindergarten e del nostro lavoro in comunità. Ho apprezzato tantissimo la sua disponibilità nei nostri confronti, sono state sollevate diverse questioni, sicuramente spiacevoli, ma sono state sollevate, sono state fatte domande e sono state date risposte, sono state avanzate ipotesi. Si è creata una buona sinergia tra noi presenti e la comunità. l’interesse di rimanere in contatto e continuare a lavorare insieme sta crescendo. Non ho avuto la sensazione che fosse una questione meramente economica, è tanta la consapevolezza che la nostra presenza qui porti con sé dei dollari, ma, la sensazione che ho avuto è che fosse stato realmente apprezzato e riconosciuto l’impegno di Laboratorio Mondo. La modalità di lavoro, il nostro desiderio di condividere e di vivere le giornate insieme. Oggi ho avuto davvero la sensazione che una portcina si aprisse…domani vedremo!!!

This morning we went to  Kraing Tachan. We played with children and talked about karma and the way to live paceafully. We asked the monk about fortune and discussed about the  Kraing Tachan community. In the afternoon, we have talked with one of the community, ta Soeun, about the process of the project. Then we went home and have dinner together. It was very interesting that we can eat together for two times.

Giornata densa di momenti importanti, per noi e per la comunità. Alla mattina abbiamo assistito alla prima cerimonia ufficiale in ricordo delle vittime dei Khmer Rouge. Il 20 maggio in Cambogia è il Memorial Day e da quest’anno a Kraing Tachan si farà una cerimoniaufficiale alla presenza dei rappresentanti del Distretto. È stato molto bello partecipare ad un momento molto importante. Nel pomeriggio, è invece successo un momento cardine del workcamp di quest’anno e del rapporto instaurato con la comunità. Mr Tasoeun ha voluto parlarci direttamente del progetto e di qualche problematica che aveva parecepito esserci da parte nostra, relativamente al kindergarten e alla nuova idea di nominare Tonkla come nostro referente sul campo. Youth for Peace ha chiesto di ridiscutere questa nostra decisione, che noi crediamo essere la scelta migliore per la crescita del progetto e della comunità in sé. Ta Seouen ha confermato la nostra intuizione, ha mostrato il grande interesse che la comunità ha per il progetto e il grande appoggio che vogliono dare per continuare questa collaborazione che permetterà a tutti di crescere. Domani ci incontreremo con Mr Man per discutere di questo e del kindergarten e sarà anche l’ultimo giorno al villaggio… speriamo di concludere l’incontro con un accordo che sappia andare nella direzione unica che ci siamo sempre dati, cioè coltivare e crescere le potenzialità di questa magnifica comunità!

p.s prima di pranzo abbiamo incontrato il monaco, che ci ha spiegato i 5 passi della pace e il suo ruolo qui. Il monaco ci ha predetto la nostra fortuna e ci ha inquadrato come persone. Io ora so che sono come gli Dei che cavalcano cavalli selvaggi in Paradiso!

 

21 maggio 2016

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La comunità ha respirato questa nostra armonia e so che la prossima volta che torneremo raccoglieremo buoni frutti, perché l’impegno e la sincerità fanno crescere frutti straordinari… Sokh Sabbay!

Questa mattina sveglia alle 5:00, colazione poi gita tra le risaie di Kraing Tachan. Cocchi raccolti sul momento, fiori di loto , paesaggio bellissimo e tanta gente sorridente. Un inizio stupendo. In seguito caffè cambogiano (top) e mango.

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Nel pomeriggio abbiamo cucinato in occasione del pasta party. Tutti felici hanno mangiato la pasta, si sono fatti anche le scorte, grandi! I bimbi scatenati, ci hanno assalito e trascinato nei loro balli, uno spettacolo. Oggi è anche l’ultimo giorno qui al campo..non so che dire… penso che tutto questo mi mancherà, qui si impara la semplicità, qui si impara tanto. Mi mancheranno quelle piccole pesti, da morire, lo so. Mi mancherà la famiglia che ci ha ospitato, divina! Mi mancheranno i paesaggi e questo modo di vivere la giornata. Ciao, Kraing Tachan spero non sia un addio.

Ultimo giorno nel villaggio..sale un po’ di tristezza.. in mattinata giro per il villaggio, insieme agli altri compagni di viaggio ma anche con Tonkla e il sindaco, una sosta a casa di “Walter” dove abbiamo bevuto il cocco fresco e buonissimo. Tornati a casa, dopo il pranzo abbiamo iniziato i preparativi per il pasta party. La pasta è stata apprezzata tanto che molte persone se la sono portata a casa. Il tutto è stato accompagnato dalla musica e dai balli dei bimbi che ci hanno trascinato con loro. Finito il party a casa, in attesa di Mr Man e della cena.

Oggi è l’ultimo giorno al villaggio, oggi ci salutiamo. Mi spiace che anche questo campo sia terminato, mi spiace tornare… vorrei rimanere di più avere la possibilità di condividere altri momenti qui in comunità. A casa mi aspettano tante persone, è giusto tornare per loro. Vorrei dire grazie ai miei compagni di viaggio. Per tutto l’impegno che ci hanno messo. Si sono messi in gioco dal primo istante, hanno vissuto questo periodo con disponibilità e attenzione. Verso il gruppo hanno rivolto tante energie e questo è stato favoloso, ha permesso che si creassero tanti momenti felici, che ci fossero condivisione e complicità. Non è da tutti tirare fuori così tanto, mettendosi a volte da parte, per dare spazio al lavoro di gruppo, per collaborare… sono felice di aver fatto parte di questo team, sono felice di aver conosciuto Alda e Federica, sono stata bene con Nicholas, il tempo trascorso insieme è volato, ma so che mi rimarrà dentro. Grazie.

La comunità ha respirato questa nostra armonia e so che la prossima volta che torneremo raccoglieremo buoni frutti, perché l’impegno e la sincerità fanno crescere frutti straordinari… Sokh Sabbay!

 

22 maggio 2016

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Le persone che ho conosciuto nel villaggio le porterò sempre con me, farò tesoro di questa esperienza

Ultima mattina a Kraing Tachan.. ultima colazione, ultimo risveglio, saluti e forti abbracci con la famiglia..che tristezza. I giorni trascorsi sono stati intensi, sudati (fa caldo), pieni di tanta roba.. una famiglia bellissima, che da amore, serenità e gioia. Mi hanno riempito il cuore, abbiamo comunicato spesso senza parlare le nostre lingue…lo abbiamo fatto con il cuore aperto. I saluti, le raccomandazioni, gli abbracci ci hanno portato ad un bagno di lacrime. È stato doloroso, ma allo stesso tempo ricco di sensazioni  bellissime, magiche… Mday, Pa, Tonkla, sister, Yey, i bambini…c’erano tutti! Il mio personale saluto con Mday è stato speciale…ci siamo scambiate un sacco di cose con semplici gesti e guardandoci negli occhi. Nonostante non ci conoscessimo, abbiamo imparato a farlo, mi mancherete, il pulmino è partito, per me è un arrivederci, spero… arrivati a Phnom Penh io e Alda siamo ripartire alla volta di Siem Reap, per andare a visitare Angkor. 5/6 ore di viaggio tranquille, sistemazione in guesthouse, night market e poi letto. “tanto” in questa giornata… fatiche emozionali…

Tanta tristezza vaga nel cuore per questo ultimo giorno a  Kraing Tachan. Dopo la colazione una foto con la nostra famiglia e tanti abbracci e lacrime. Le persone che ho conosciuto nel villaggio le porterò sempre con me, farò tesoro di questa esperienza, non dimenticherò quel miscuglio di sensazioni e gli occhi gonfi di lacrime che avevo nel minivan mentre guardavo tutta la famiglia che si allontanava. Dopo i saluti, arrivate a Phnom Penh io e Federica abbiamo preso il minivan e ci siamo dirette verso Siem Reap.

Siem Reap appare come una località molto turistica, è piena di occidentali, io e Fede terminiamo la giornata facendo qualche compera al night market.

23 maggio 2016

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Ho cercato di acchiappare la magia della luce dell’alba, davanti a me avevo proprio Angkor Wat, maestoso, bellissimo.

Sveglia ore 4:00 partenza per i templi di Angkor. Ho cercato di acchiappare la magia della luce dell’alba, davanti a me avevo proprio Angkor Wat, maestoso, bellissimo. Era da tanto che desideravo vedere queste meraviglie. Ondate di turisti, però…uffa!

Poi Bayon e Ta Phrom. Stupendi anche questi, seppur meno imponenti. Rientro nel pomeriggio…riposo e poi night market.

La seconda e ultima giornata a Siem Reap inizia presto, il tentativo è di vedere l’alba. I templi sono indescrivibili, camminavamo guardandoci attorno con grande stupore. Purtroppo, però gli effetti del caldo e la sveglia alle 4si sono fatti sentire, e subito dopo la visita torniamo in guesthouse a pranzare e a riposarci zzzz…mentre fuori diluvia. La sera di nuovo al night market a comprare gli ultimi souvenirs, nel complesso giornata da ricordareeee!!

24 maggio 2016

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In this moment, i’m writing the word that came from my heart

I want to pay my gratitude to Laboratorio Mondo that help a lot more for may community.. the days that i was with all of you were great days, times and moments. That was a very short time, but i really appreciate to work with all of you. In order to improve my community. This evening we went out and have dinner together. We tried different kind of indian foods. I was very happy to see each other and talk with each other. It was an intetresting  wonderful and great time ever. In this moment, i’m writing the word that came from my heart. I really, really love all of you :D. it is a wonderful day in my life. I hope that i can have this moment with all of you for years. I wish all of you have good luck when you came back to Italy.

Partenza presto da Siem Reap dopo vari disguidi relativi al minivan che doveva venirci a prendere in guesthouse. Arrivate da Elena e Nicholas per ora di pranzo ci siamo subito avviati al Russian market, per gli ultimi acquisti. Tornati in hotel abbiamo incontrato Tonkla e abbiamo cenato insieme. Questo è l’ultimo giorno e inizia già a mancarmi un po’ tutto, la pace del villaggio, il caos di Phnom Penh e Siem Reap. Un viaggio che sarà difficile da dimenticare, è passato tutto troppo in fretta.

Questa mattina partenza per Phon Penh, un po’ drammatica, visto il pacco che il minivan ci ha tirato…comunque va bè…siamo arrivate comunque. Nel pomeriggio Russian Market per acquistare le ultime cose. Questi posti (mercati) su di me hanno un effetto strano…belli, interessanti, giusti per comprare…ma dopo 1 o 2 ore basta!!! comunque sono riuscita ad acquistare tutto ciò che volevo e che va bene per il mio lavoro, più tardi ci siamo visti con Tonkla.. mi ha fatto un gran piacere!! Ci siamo poi diretti al ristorante indiano, buono… ci stava! Ora terrazzo panoramico e poi letto. Sono cotta! Domani si riparte per casa…ciao Cambogia! Grazie immensamente..Aukun!

Ultimo giorno completo a Phnom Penh, ultimi giri al mercato russo e al centrale, accompagnati d un caldo soffocante che tra qualche ora sarà un ricordo. Alle due ci hanno raggiunto le ragazze in arrivo da Siem Reap e alle 17:30 ci siamo anche riuniti con Tonkla per un’ultima rimpatriata  prima della partenza! Abbiamo definito i termini della nostra nuova collaborazione prima davanti ad ottimi manicaretti indiani, poi con Phon Penh ad incorniciare gli ultimi momenti insieme dal tetto del nostro hotel. Una bella serata in compagnia che chiude questi 21 giorni di workcamp. Domattina un ultimo appuntamento con una onlus italiana poi aeroporto, 14 ore di volo, Milano, Bologna, Forlì.

A presto Cambogia! Long live and Prospere!

25 maggio 2016

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Ora recupero le informazioni, le emozioni ed i pensieri riguardo a ciò che è stato rispetto al viaggio. Per adesso dico solo “immensamente Aukun”

Ultimo giorno a Phnom Penh, appuntamento con una associazione gestita da un veneto.. è stato interessante farsi un’idea di come vengono gestite certe situazioni in Cambogia. A seguito pranzo con Mr Man, saluti e ringraziamenti. La parte più bella di questa giornata è stata al caffè dell’aeroporto, in attesa del volo…riflessioni e analisi psicologiche sul viaggio. Bello, davvero. Ora recupero le informazioni, le emozioni ed i pensieri riguardo a ciò che è stato rispetto al viaggio. Per adesso dico solo “immensamente Aukun”

Ultimo giorno in Cambogia, mi piacerebbe rimanere un altro po’, come ho già detto il tempo sembra essere passato troppo in fretta. Appuntamento con il referente di un’associazione italiana e poi di corsa a preparare le valige per poi andare con Mr Man a pranzare. Dopo il pranzo e i saluti ci siamo recati in aeroporto con largo anticipo. Abbiamo sfruttato il tempo con le varie considerazioni ed osservazioni riguardo l’esperienza vissuta. Alle 20:00 partenza con scalo a Bangkok. Adesso stanchezza e scarsa voglia di tornare a casa…

Ultime ore qua… la Fede riflette, riflette, riflette, rimugina, rimugina…io e Alda a correre dietro ai suoi pensieri! Sono stata davvero bene! Una bacio ragazze!

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Il Diario di Bordo dei nostri volontari – Cambodia Maggio 2015

Ecco il diario di bordo dei nostri volontari impegnati nel villaggio di Kraing Tachan. In questo unico post troverete tutti i giorni del campo e alcune foto che vi aiuteranno a comprendere meglio l’esperienza di Laboratorio Mondo.

09/05/ 2015 – Pronti, partenza, via: Kraing Tachan

I nostri volontari, a bordo di un minivan, carico di zaini ed emozioni, raggiungono il villaggio di Kraing Tachan. Comincia ufficialmente il Work Camp 2015.

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Una lunga strada di terra rossa costeggiata da risaie, da mucche e dalle nostre palafitte. Conosciamo i bambini e la nostra famiglia. Ciò che mi ha colpito subito sono stati i sorrisi dolci e le facce, segnate dal sole e dall’età, capaci di trasmettere emozioni”

“ Dopo uova e pancetta, siamo partiti per Kraing Tachan a bordo di un minivan così pieno che per farlo partire i ragazzi lo hanno dovuto spingere. Appena abbiamo lasciato alle nostre spalle la città, ci siamo battuti in un panorama fantastico, la vera Cambogia. Neanche il tempo di partire e già eravamo qui, a Kraing Tachan. Appena sono scesa dal minivan, ho subito respirato aria di pace e tranquillità. Questo posto è bellissimo, le persone sono meravigliose. Mi sono subito sentita a casa”

“Pronti via, colazione nella “civiltà” e partenza per il villaggio. La partenza, come nei migliori film, è avvenuta a spinta, le batterie del minivan erano morte. Dopo qualche ora di viaggio e una pausa per l’acquisto dell’acqua, siamo arrivati al villaggio. Polvere, condizioni igieniche non delle migliori, ma persone splendide e accoglienti. In poche ore mi sono già ambientato, come se fossi sempre stato qua”

“Dopo due giorni di rumori, odori forti, colori e folle infinite, siamo stati catapultati a Kraing Tachan. Il villaggio mi ha subito colpito per la sua atmosfera e per i volti dei bimbi, timidi ma vogliosi di fare amicizia”

“Curiosità – tensione- ansia sono le parole chiave dell’arrivo a Kraing Tachan. Il villaggio è meraviglioso, tanto verde, colori e sorrisi. La voglia di integrarmi al più presto è la mia priorità. Voglio abbandonare il più possibile i miei retaggi culturali e immergermi in questa nuova dimensione tutta da scoprire … fa caldissimo!!!!!!!”

“Finalmente Kraing Tachan. Primo impatto molto buono. Una lunga strada di terra rossa costeggiata da risaie, da mucche e dalle nostre palafitte. Conosciamo i bambini e la nostra famiglia. Ciò che mi ha colpito subito sono stati i sorrisi dolci e le facce, segnate dal sole e dall’età, capaci di trasmettere emozioni”

“Si parte alla volta di Kraing Tachan. La curiosità è tanta, dopo averne sentito parlare per molto tempo. All’arrivo al villaggio siamo accolti timidamente dai bambini e dalla comunità. Siamo in fase di studio ed io mi sento un po’ spaesato. Subito dopo il pranzo ci siamo presentati ai bambini e abbiamo conosciuto le nostre rispettive famiglie. La casa è accogliente e cercano di non farci mancare niente. L’ospitalità è delle migliori. E’ ufficialmente iniziata l’avventura”

“Oggi siamo partiti per il villaggio, lasciamo la città coi suoi rumori e il caos dei motorini per andare a Kran Ta Chan. Sono molto curiosa di vedere il villaggio, mi sembra di completare un puzzle cominciato tre anni fa, La strada dalla città alla campagna cambia in fretta, e se non fosse per i grandi stabili tessili che si incontrano, il paesaggio sembrerebbe essere incontaminato. Una volta arrivati percepiamo in maniera inconfondibile la curiosità delle persone. La curiosità è reciproca, per cui iniziamo ad osservarci … lì esperienza è iniziata!”

“Dopo due giorni intensi nella capitale insieme a tutti i volontari, iniziamo il viaggio che ci separa da Kraing Tachan. Tutte le aspettative, le emozioni, le curiosità si concentrano nelle 3 ore di minivan che ci portano al villaggio. E poi eccolo, il museo, la stupa, la pagoda e la biblioteca. Tutto l’impegno degli ultimi due anni incontra finalmente gli sguardi di una comunità fantastica, che ci ha accolto come vecchi amici. Siamo finalmente a Kraing Tachan”

10/05/ 2015: Buongiorno Kraing Tachan

Oggi i volontari incontrano i membri della comunità, visitano il villaggio ed effettuano la donazione di Laboratorio Mondo.

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Ci stiamo studiando a vicenda, occhi curiosi e grandi sorrisi sono il miglior mezzo di comunicazione. Sapere che questo luogo è macchiato dal sangue di tanti innocenti richiama a riflettere su un passato che non deve essere dimenticato

“Prima notte a Kraing Tachan passata, anche se un po’ insonne. I suon della notte, galli, mucche, cani hanno fatto compagnia ai miei pensieri. Ed è subito mattina. Colazione con noodles e verdure. Il primo giorno al campo è stato molto emozionante perché abbiamo incontrato la comunità del villaggio insieme ai monaci. Sono sempre più convinta di essere a casa, mi sento a casa. Purtroppo a causa del caldo e della stanchezza, non sono stata molto bene. A metà del tour del villaggio sono tornata a casa sono tornata a casa con Elena che mi ha assistito insieme ad Ale fino al mio risveglio. Sarà stata la dormita, sarà stata la compagnia, sarà stata la famiglia, appena sveglia mi sono sentita bene. La mia mamma ha dormito vicino a me, mio fratello (Sinar) mi ha portato un super ventilatore. E’ sempre bello vedere come in gruppo si stia davvero bene. A Kraing Tachan non ho solo una mamma e un fratello, ho un’altra super famiglia, quella di Laboratorio Mondo”

“Giornata dedicata alla comunità e alla memoria. Persone timide, semplici, umili, accoglienti e generose. Toccante la presentazione e il ricordo di ciò che è accaduto”

“ L’incontro con la comunità è stato un momento molto emozionante. Ci hanno accolto con entusiasmo e grande calore. Anche se era un momento formale, la sensazione è stata quella di essere già stati completamente accettati e riconosciuti. Ci stiamo studiando a vicenda, occhi curiosi e grandi sorrisi sono il miglior mezzo di comunicazione. Sapere che questo luogo è macchiato dal sangue di tanti innocenti richiama a riflettere su un passato che non deve essere dimenticato. Sentire dai protagonisti la storia di questo luogo è stato un privilegio … e vedere la gioia di vivere degli abitanti è la conferma che sono fortunata ad essere qui (a fare questa esperienza assieme ai miei compagni di viaggio che sono fantastici) perché posso solo crescere e migliorarmi”

“Ci immergiamo in Kraing Tachan. L’incontro con la comunità è veramente bello. Gli anziani sono affascinanti. C’è rispetto e gestualità. Ci ringraziano ma dobbiamo essere noi a ringraziarli per l’ospitalità. Un altro mondo. Un altro bel momento è stato il chiacchierare ( per mezzo del ragazzo traduttore e membro del villaggio) con i bambini e il monaco ( anch’esso ragazzino). Ci siamo scambiati domande, pensieri e foto. Si sono entusiasmati alla vista dell’Italia via foto. Molto bello come momento”

“L’esperienza della prima notte è stata un po’ traumatica, la schiena ne ha risentito. Allo stesso tempo la considero un’avventura irripetibile. Assolutamente il modo migliore per avvicinarsi ai costumi di questo popolo. In mattina c’è stato l’incontro ufficiale con gli anziani della comunità per effettuare la donazione e per presentarci. Anche qui l’accoglienza è stata molto buna, il monaco del villaggio è un simpaticone! Nel pomeriggio abbiamo fatto il giro del villaggio. Ci è stato illustrato come e dove si svolgevano e attività ddei Khmer Rossi. Rimango sempre allibito quando mi viene spiegato. Non posso ch soffrire per quella povera gente. Parlando di rapporti umani con la comunità, c’è ancora un po’ di timidezza reciproca. Questione di tempo”

“ Primo giorno a Kraing Tachan passato. Il tempo è scivolato in fretta, la curiosità è rimasta. Questo mattina abbiamo incontrato i capi della comunità e gli anziani. Abbiamo consegnato ufficialmente i computer e i materiali didattici e ci siamo conosciuti in modo più “ufficiale”. E’ stato un bel momento durante il quale abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare direttamente dai suoi protagonisti la storia della comunità di Kraing Tachan. La famiglia che ci ospita è molto gentile, disponibile, generosa e premurosa nel non farci mancare nulla. E’ una bella famiglia composta da babbo, mamma, tre figlie e la nonna. Nel pomeriggio abbiamo fatto la visita al villaggio, è stato molto interessante e ci ha riportato a quanto visto e appreso a Phnom Penh. Credo che il percorso costruito prima d arrivare a Kraign Tachan sia stato ben pensato e ci abbia permesso di comprendere maggiormente quanto visitato oggi. Vorrei vivere questa esperienza con mia figlia, vorrei che lei stessa possa vedere quanto sto vedendo io, le persone, la natura, il contatto. Siamo un gran bel gruppo! “

“ La prima notte è andata! Oggi siamo stati a fare il giro del villaggio, accompagnati dagli anziani. Le giornate sono lunghe, intense, ogni cosa è una novità, qualcosa o qualcuno da scoprire! I bambini sono splendidi, ognuno col suo soprannome e col suo sorriso smagliante”

“ Il sacco a pelo è finito presto nello zaino, la prima notte è passata insonne per vari motivi, ma nella giornata la stanchezza non si è fatta sentire. C’era molto in gioco, soprattutto nella mattina. Abbiamo incontrato la comunità, i suoi rappresentanti, gli anziani, il monaco. Un incontro per conoscerci, conoscere quello che facciamo in Italia e durante queste due settimane. Un incontro emozionante che ha ripagato ampiamente la notte insonne. Abbiamo donato in maniera ufficiale tutto il materiale e posto le firme basi per il nuovo progetto per la costruzione di un kindergarten. Dopo la presentazione e la donazione, mi hanno raccontato la storia del villaggio e dato informazioni più precise sulla conformazione del villaggio. Nel pomeriggio abbiamo finalmente conosciuto meglio tutte le parti del centro, soffermandoci sui vari punti distintivi delle prigioni dei Khmer Rossi. Un’altra esperienza forte, dopo la visita dei Killing Fields e di Toul Sieng. E’ tutto come mi immaginavo. La famiglie, i sorrisi, la vita della comunità. E il gruppo è fantastico, siamo riusciti a trovare un equilibrio che ci permette di massimizzare tutte le esperienze, le emozioni, i momenti irripetibili di queste tre settimane “

11/5 – Khmer, computer lesson e music band: si comincia con le attività

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Era una sensazione che stavo cercando in questa esperienza, e l’abbraccio e i sorrisi dei giovani del villaggio ha alimentato, più di tante altre cose, la gioia di poter essere qua a condividere con loro questi momenti, così come il gruppo che, giorno dopo giorno, rinsalda il legame costruito in così poco tempo. Avanti Laboratoriomondisti!!

“ Dopo una lunga dormita ( finalmente!!!) e una super colazione a base di riso, ci siamo imbattuti in una lezione di Khmer. Nel pomeriggio abbiamo iniziato le attività. Io e Nichi ci siamo occupati del corso di chitarra e abbiamo creato una super band di bimbi. Tra chitarra e percussioni (fatte con bottigliette di plastica, barattoli di latta e legnetti raccolti in giro) ci siamo divertiti un sacco. Le cose semplici sono sempre le migliori. A Kraing Ta Chan si fanno cose semplici, e la pace e il sorriso sono sempre di casa”

“ Secondo risveglio a Kraing Tachan! La notte è passata tranquilla, e sono riuscita a riposare bene, la famiglia si è fatta in quattro per farci trovare acqua e cibo e per fare conversazione. Abbiamo iniziato il nostro vocabolario di Khmer! La mattina sveglia presto e poi lezione di Khmer, noi a ripetere e i bimbi fuori a ridere. Il pomeriggio sono iniziate le attività e non potevamo sperare in un inizio migliore! Tanti bambini e ragazzi che si sono impegnati in inglese, pc, chitarra, arte e sport! Nella piazzetta di Kraing Tachan si sentivano solo urla e risate. Si sono divertiti tutti, bambini e grandi”

“ Iniziano le attività!!! Dopo la lezione di Khmer e le conseguenti risate dei bambini e della mia famiglia sentendo la mia improbabile pronuncia, ho avuto la conferma di essere proprio negata!!! Le attività con i bambini e i ragazzi sono state un successo … grande entusiasmo e partecipazione e credo che per ciascuno di noi sia stata una grande soddisfazione. PS- Adoro i miei compagni di viaggio! C’è grande empatia per cui la collaborazione, il sostegno reciproco e le risate sono sempre assicurate!”

“ Terzo giorno di Kraing Tachan e primo di attività. Di mattina cercano di insegnarci la loro lingua con un disperato tentativo di lezioni di Khmer … tentativo miseramente fallito. Ciononostante, il pomeriggio ci appropinquiamo ad iniziare le attività. Le difficoltà non sono poche, ma riusciamo a cavarcela alla grande. Non avranno imparato troppe cose, ma si sono divertiti, e noi con loro … e anche tanto!”

“ Terzo giorno al villaggio andato. Durante la mattina abbiamo provato a imparare un po’ di khmer, con scarsissimi risultati, almeno per quanto riguarda me. In questo terzo giorno abbiamo anche dato via alle attività. All’improvviso ho visto giungere una folla di ragazzini, apparentemente di dodici ma in realtà di 16 anni. Ho improvvisato una lezione di inglese, sudavo, anzi grondavo, senza capire il loro livello. Finita la lezione, ho iniziato a giocare con i bimbi, soprattutto con il piccolo Giuin!”

“ Seconda notte passata. Il letto di legno sembra più morbido, il caldo umido è sempre presente e costante. Mattina dedicata alla lezione di Khmer, difficilissimo da pronunciare e da ricordare. Ovviamente finite le ore di lezioni non sapevo già più nulla. Nel pomeriggio abbiamo iniziato le attività con i bambini: attività sportiva, pallavolo e calcio, con Carlo, poi informatica. Abbiamo avuto un po’ di problemi tecnici, la corrente va e viene, e non sappiamo bene cosa insegnare. Windows è in inglese e non riesco a capire se i bambini lo capiscono o no, hanno difficoltà nell’usare il mouse ed è difficile spiegare loro cosa fare. L’entusiasmo de bambini è enorme quando dici Computer Lesson!!!”

“ La giornata inizia con la lezione di Khmer, dopo una “riposante” dormita. Le tre ore di lezione sono passate abbastanza bene, credevo fosse più complicato, è stato piacevole. Nel pomeriggio abbiamo dato il via alle attività con i bambini e finalmente si è rotto il ghiaccio. Vederli giocare è stato appagante, probabilmente anche a noi serviva uno sblocco di questo tipo. L’atra cosa simpatica, è stato vedere la tribuna di spettatori che ci osservava e si divertiva forse anche più di noi. Giornata molto positiva”

“ Notte tranquilla a Kraing Tachan. Notte di riposo e consiglio. Appena svegli, colazione ricca e abbondante. Poi subito al centro per una bella lezione di Khmer. Solo qualcosa di quotidiano, per poter comunicare meglio con le nostre famiglie. E poi finalmente alle 14 si inizia a fare sul serio. Non so quanti bambini, ragazzi e ragazze ci fossero, ho perso il conto. Subito a pieno ritmo, con lezioni di arte, sport, inglese e computer. E’ stata un’esperienza fortissima poter giocare con loro. Con quei volti e quei sorrisi che hanno accompagnato molto del mio lavoro a Forlì. Pezzo dopo pezzo, il sentiero costruito dall’Italia sta prendendo forma. Mi sento molto bene. Era una sensazione che stavo cercando in questa esperienza, e l’abbraccio e i sorrisi dei giovani del villaggio ha alimentato, più di tante altre cose, la gioia di poter essere qua a condividere con loro questi momenti, così come il gruppo che, giorno dopo giorno, rinsalda il legame costruito in così poco tempo. Avanti Laboratoriomondisti!!!”

12/05 / 2015 – Cocco, mango, pagode & l’invito ad un super party di matrimonio cambogiano

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Abbiamo ballato, cantato e ci siamo lasciati andare alla carica degli invitati. Che Spasso! Questo viaggio è il risultato di un insieme di emozioni colorate.

“ Giornata ricca di attività ed emozioni. La mattina è iniziata con una splendida passeggiata in mezzo a palme, risaie, laghetti e fiori di loto. Un’escursione per esplorare il circondario. L’ennesima conferma della bellezza di questi luoghi e dell’ospitalità di questa popolazione. Il mio fisico sembra essersi rassegnato al caldo. La dolcezza del cocco e del mango appena colti sono un toccasana per il corpo e per lo spirito. Scuramente non dimenticherò la visita alla pagoda, la prima visitata in vita mia, i colori vivaci delle sue rappresentazioni, le grida dei bambini all’uscita di scuola e i sorrisi dei monaci contribuiscono a rendere questo luogo ancora più scaro, accogliente e affascinante. Nel pomeriggio abbiamo ripreso le attività e i giochi, con grande adesione e partecipazione, ed è fantastico come, giocando con i bimbi e facendosi trasportare dal loro entusiasmo, si perda immediatamente ogni rigidità e seriosità della vita adulta per essere di nuovo catapultati alla propria infanzia. Qui al villaggio mi sembra di aver perso ogni sovrastruttura e cognizione di me. A volte ho la sensazione di essere qui da molto tempo e di aver lasciato che una nuova me venisse fuori. Mi sento bene e sono felice. Ieri sera poi il gruppo ha dato il meglio di sé e ha lasciato venir fuori tutta la sua energia. Siamo stati invitati ad una festa in occasione di un matrimonio e nonostante la nostra iniziale timidezza ci siamo subito fatti coinvolgere in balli e festeggiamenti sfrenati. Abbiamo abbandonato la pista solo quando i piedi erano doloranti, nonostante le insistenze degli altri invitati. Questa notte, probabilmente, riuscirò a dormire nonostante il caldo e l’afa. Sono esausta ma sorrido!!”

“ Sole, macchina fotografica, sorrisi, curiosità e acqua sono gli ingredienti fondamentali di questa mattinata a Kraing Tachan. Un po’ turisti, un po’ esploratori e un po’ parte di questa fantastica comunità, ci siamo imbattuti nella scoperta e delle routine e dei luoghi del villaggio. Ogni cosa ora ha un sapore familiare, ogni volto, ogni sguardo. Nel pomeriggio abbiamo proseguito con i laboratori e le interviste alle famiglie, ragazzi e componenti del villaggio. A Kraign Tachan abbiamo tanti progetti, il tempo è pieno ma non sento la necessità di essere altrove, sono qui e adesso penso che ogni cosa deve essere vista e ricordata. Risate, collane KITCH , famiglie e musica sono invece stati gli ingredienti della serata, Siamo stati ad un matrimonio cambogiano. Abbiamo ballato, cantato e ci siamo lasciati andare alla carica degli invitati. Che Spasso! Questo viaggio è il risultato di un insieme di emozioni colorate”

“ Ormai siamo del tutto integrati nel villaggio. I bimbi ci adorano, i più grandi anche,e noi ci troviamo benissimo con loro. Oggi abbiamo fatto un giro molto interessante. Abbiamo battuto ogni sentiero di Kraing Tachan. Non immaginavo che il villaggio fosse tanto grande e soprattutto con una pagoda così bella. Elena finalmente va in bagno regolarmente, ci sentiamo davvero a casa!!! PS- La festa di stasera è stata un’esperienza unica, una specie di sagra del paese, un tripudio di odori, colori e sudore!”

“ Giusto il tempo di farci abituare alle nostre palafitte che ci rendiamo conto che questo villaggio non è poi così piccolo. Lo giriamo tutto. Le persone ci invitano ad entrare nelle loro case e sempre sorridenti, ci riempiono di mango. Tante foto e tante cose belle, soprattutto la pagoda. Dopo pranzo ricominciano le attività. La sera ci catapultiamo ad una festa super colorata e super rumorosa. Tutti brilli con le birre ( tranne noi, troppo leggere), ci fotografano e ci invitano a ballare … divertente! La nota negativa è renderesi conto della sporcizia che lasciano per terra. Tolto questo, una bellissima giornata!!!!”

“ Si riparte, oggi ci aspettava una giornata impegnativa e lunga. Trekking- passeggiata alla scoperta del villaggio che è molto più esteso di quanto pensassi. Ogni casa ha il suo fascino, i suoi odori e i suoi “orrori”. Tutte le famiglie che abbiamo incontrato sono state accoglienti e socievoli. Dopo pranzo e dopo un breve pisolino abbiamo ripreso le attività: sport, computer, arte e musica. I bambini e i ragazzi sono entusiasti e affascinati. October, dopo cena, ci ha invitato ad un party. La festa è stata esilarante. Tutti vestiti in modo elegante, nel bel mezzo di una risaia arida e polverosa. Musica oscena e gente fuori di testa colpita dalla nostra presenza. Esperienza fantastica iniziata nel migliore dei modi, a ballare sul palco con il cantante e con un tizio ubriaco che non mi lasciava scappare”

“ Quella di oggi è stata una giornata bella e piena. Il giro del villaggio è stato molto interessante. Mi sono reso finalmente conto delle sue dimensioni. La gente ci ha accolto in maniera spontanea e curiosa, ormai si è sparsa la voce … gli italiani sono in città! Le condizioni di vita sono le medesime in tutto il villaggio: distese di risaie, palafitte e tantissimi animali. La vita è semplice. Nel pomeriggio sono riprese le attività, ormai si può dire che sono nate delle amicizie. Il tutto si svolge in maniera spontanea e divertente. In serata abbiamo partecipato al super party. Giusto il tempo di arrivare e sono stato strattonato da tutte le parti, sembravano mi conoscessero da tutta la vita. E’ stato divertente!!”

“ Dopo essere stati travolti da una moltitudine di bambini, mi sono messo a letto sereno e in pace. La notte mi ha portato alla giornata di oggi con ancora negli occhi e nelle orecchie il pomeriggio di ieri. In mattinata abbiamo esplorato il villaggio, scoprendolo in tutta la sua grandezza e particolarità. Tante case, tante coltivazioni, tanti volti. Ci ha guidato l’anziano del villaggio che ci ha poi portato a mangiare un numero indefinito di mango. D’altronde qua è stagione di mango. Ho potuto finalmente capire molte cose di Kraing Tachan. Molte cose che erano rimaste nei racconti dei viaggiatori e dei volontari di Laboratorio Mondo e non avevano spiegato realmente l’anima di questo villaggio unico. Nel pomeriggio ancora tante attività, tanti bambini, tanti giovani desiderosi di conoscere e conoscerci. E’ corso veloce il pomeriggio, e mi ha catapultato in una festa di matrimonio incredibile. Balli e musiche trashissime, gente felice, gente capace di condividere un sorriso o un abbraccio con noi, passanti fugaci delle loro esistenze così spensierate. Pensavo di aver fatto il pieno ieri con le emozioni e le sensazioni. Ma ogni giorno a Kraing Tachan riserva qualcosa di nuovo. Qualcosa che mi piace. Qualcosa che voglio portarmi a casa e permettermi di accompagnarmi ogni giorno, dal mio ritorno”

“ Questa giornata è stata meravigliosa, la vita al villaggio è un crescendo. Dormo meglio, il cibo migliora e l’accoglienza non smette di scandire ogni singolo istante qui. Questa mattina abbiamo fatto un giro per il villaggio. Kraing Tachan è un villaggio grande, disseminato attorno alle risaie, è un posto bellissimo dove le persone ti aprono la porta e sono pronti ad offrirti i prodotti migliori della loro terra. La visita è terminata alla scuola, di fianco alla pagoda. Siamo arrivati alla scuola mentre gli studenti uscivano da lezione e siamo stati travolti da mille divise che tornavano a casa per il pranzo. Il pomeriggio è stato occupato dalle attività, anche oggi ci sono stati tanti bambini che si sono impegnati con l’arte, l’inglese e lo sport. Ci sono stati un po’ di problemi con i pc, speriamo domani migliori. I bambini sono meravigliosi, gli adulti splendidi, tutti si stanno facendo in quattro per farci sentire a casa. Se non fosse per la mancanza di Bicio e l’Olli sarei serena al mille per cento. Terza parte della giornata: la sera.. party a Kraing Ta Chan! Siamo stati invitati ad una festa di matrimonio con le famiglie. Mi sono divertita come una pazza, abbiamo ballato, urlato e fatto festa, condividendo insieme un momento felice e unico. Pitch continua a chiedermi se sono felice, e credo sia questo l’aggettivo giusto per descrivermi in questi giorni: felice! Grazie a tutti! “

13/05 La vita a Kraing Tachan procede serena e i nostri volontari ormai si sentono a casa

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Ogni giorno al villaggio ha sempre un sapore diverso. Questa mattina abbiamo incontrato il monaco, che ha cercato di spiegarci i principi base del buddismo. I giorni passano e mi sento sempre più a casa.

“ Anche il quinto giorno è passato. Sembra di essere qui da sempre, ci siamo ambientati e integrati nella comunità e in famiglia con una facilità estrema. Tutto merito dell’ospitalità e gentilezza delle persone che ci circondano. Tutte le attività con i bambini e i ragazzi proseguono benissimo”

“ Oggi incontro con il monaco. Devo dire che non mi ha soddisfatto appieno. E’ stato bello ma ha risposto troppo superficialmente alle domande. In compenso mi sono divertito con i bambini oggi. Abbiamo giocato e abbiamo fatto la lezione di informatica. Quest’ultima è stata bella perché abbiamo avuto internet e gli abbiamo insegnato l’utilizzo di google e youtube, cose per noi ovvie ma che loro non hanno mai visto. Vedere lo stupore e l’emozione nei loro occhi non ha prezzo. Hanno voluto vedere le foto di Eugenio al Polo Nord.. si sono emozionati ancora una volta. Tornati a casa, ci aspettava una cena imperiale ( granchio, riso, salsa strapiccante) finalmente con tutta la famiglia (madre e sorelle comprese). Per il primo pasto mi sono sentito più vicino alla famiglia, più integrato ( anche se il problema della lingua resta). Bello davvero! Ora siamo a casa “Tolla” a chiacchierare distesi sotto la palafitta. Ottimo modo per finire la giornata”

“ Ogni giorno al villaggio ha sempre un sapore diverso. Questa mattina abbiamo incontrato il monaco, che ha cercato di spiegarci i principi base del buddismo. I giorni passano e mi sento sempre più a casa”

L’incontro con il monaco è stato un ennesimo passo per l’integrazione e l’incontro con la cultura di questo paese. Quando si è aperti al dialogo qualunque luogo può essere “casa”.

“ L’incontro col monaco mi ha fatto riflettere: ma come è possibile non conosca il Dalailama? Non che sia obbligatorio ma … Detto questo, dopo qualche giorno passato a stretto contatto con la gente del villaggio, diventano evidenti le differenze culturali. L’educazione ambientale è praticamente inesistente e non credo sia facile insegnarlo ai ragazzi in così pochi giorni. Ci sarebbe tanto da fare, partendo dalle piccole cose”

“ Mi sento sempre più ambientato, sempre più in sintonia con il resto del gruppo e con i krantanchesi. Di mattina abbiamo imparato qualcosa grazie all’aiuto del monaco, poi mi sono dedicato ai ragazzini vogliosi di imparare qualcosa di inglese. Stare qui è davvero qualcosa di unico, un’esperienza che non avevo mai fatto, che mi sta permettendo di capire tanti aspetti della vita. Dopo cena ci siamo riuniti noi otto per parlare, scrivere il dialogo e giocare ancora un po’ con i nostri familiari”

“ Oggi incontro con il monaco. Abbiamo fatto tante domande sulla religione buddhista. Eravamo davvero molto curiosi, il monaco è stato disponibile, ci ha ascoltato e ha risposto in modo composto. Le risposte sono sembrate un po’ superficiali, probabilmente a causa delle nostre domande troppo generiche. Alcuni ragazzi hanno tradotto l’incontro, come al solito sono tutti gentili e disponibili. Durante il pomeriggio abbiamo fatto le attività, dopo il terzo giorno pieno, stiamo iniziando ad individuare le difficoltà del centro, per cui questa sera, assieme ai ragazzi, abbiamo fatto il punto della situazione. E’ stato deciso di concentrare l’impegno delle prossime giornate anche sul trasmettere agli adulti e ai referenti dei vari corsi alcune modalità pratiche di lavoro, al fine di coinvolgere e responsabilizzare maggiormente i giovani. La sera per noi è stata una sorpresa. La nostra famiglia ci ha cucinato i granchi di Kep. E’ stato un momento molto speciale, non solo per le pietanze ricercate, ma soprattutto perché tutta la famiglia si è riunita a cena assieme. E’ stata una bella cena, che ha aggiunto un mattone in più al nostro legame”

“ Un’altra notte tranquilla a Kraing Tachan, dopo il party sfrenato della sera. La colazione ci aiuta a metterci in cammino verso la pagoda del centro del villaggio, dove incontriamo il monaco. Domande sulla religione buddhista e sul cammino per diventare monaco. Mattina interessante, forse poco approfondita ma sicuramente in sintonia con quanto stiamo sperimentando in queste giorni. Nel pomeriggio ancora attività con i ragazzi, concentrandoci sull’inglese e sulle lezioni di computer. Il centro ha diverse problematiche da risolvere, soprattutto per quanto riguarda la continuità delle lezioni e la percezione che i ragazzi hanno della biblioteca. La sala computer deve essere riorganizzata, e bisogna intavolare un discorso abbastanza organico e strutturato per accedere ad attività di buona qualità. L’obiettivo dei volontari, insieme agli operatori di Laboratorio Mondo, a Youth For Peace e ai rappresentanti della comunità, sarà proprio quello di trovare insieme una via funzionale, percorribile da chi animerà il centro dalla nostra partenza. In serata, cena tutta assieme! Finalmente abbiamo mangiato con la famiglia tutta unita, dopo cinque giorni come ospiti. Siamo stati viziati con granchio, pesce arrosto, coca cola e ovviamente riso. Buona serata Kraing Tachan!”

14/05/2015 Su per i monti di Kraign Tachan, alla ricerca della vecchietta eremita & raccolta differenziata al villaggio: giornata intensa per i nostri ragazzi

La leggenda narra che nascosta sui monti che circondano il villaggio viva una vecchietta. Quale scusa migliore per un giro in motorino e per condividere un momento di gioia e spensieratezza con i ragazzi di Kraing Tachan? Laboratorio Mondo, inoltre, nella giornata odierne organizza un’attività di raccolta differenziata e di pulizia dell’area circostante il centro.

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In famiglia, l’abbraccio della mamma, della nonna, del babbo e delle sorelle è ristoratore, così come quando ti chiedono se sei felice e io rispondo kgnom sose sabay. Io sono felice.

“ Oggi la giornata è iniziata molto presto. Sveglia alle cinque per essere pronti alle sei per andare a filmare i dintorni del villaggio. C’è stato solo un primo intoppo che ha fatto si che spostassimo di un’ora l’incontro. Una volta arrivati a Kran Ta Chan ci siamo divisi. Io, l’Ale, Marco e Nichi siamo andati in avanscoperta per filmare. Come nelle migliori barzellette, la batteria ci ha abbandonato dopo mezz’ora. Siamo tornati al villaggio e senza perdere tempo abbiamo diviso i giovani e gli adulti presenti in due squadre: Mut e Pii e la raccolta dell’immondizia a Kran Ta Chan è cominciata! L’attività non è stata molto apprezzata, abbiamo dovuto motivare e richiamare più volte i ragazzi, mentre gli aduli hanno abbandonato quasi subito l’attività. La raccolta è terminata in maniera tragico- comica, con i rifiuti accumulati in diverse zone e l’insegnante che ha dato fuoco ai cumoli. Subito dopo pranzo ci siamo riuniti con i volontari e Mr Man per fare una valutazione in itinere dell’esperienza, sono emerse diverse perplessità, sia legate ai corsi, sia alla famiglia che ospita Sara ed Alessandra. Dopo la valutazione, ci siamo attivati con una nuova energia e abbiamo pulito e riorganizzato la biblioteca e, soprattutto, Marco e Eugenio hanno reso fruibili i PC, attaccandoli ai gruppi di continuità. Ora l’aula è fruibile e i PC possono essere utilizzati dagli studenti. Anche oggi è stata una giornata carica di emozioni, ma in particolare è stata ricca di soddisfazione, vedere nel giro di poco l’ottimizzazione di due luoghi è stato molto bello!”

“ Di mattina il giro in scooter è stato super bello! Siamo partiti verso le sette ( con un’ora di ritardo) e ci siamo messi in sella ai vari motorini fino alle pendici delle colline. Durante la passeggiata (in realtà era più una scalata rocambolesca) ho rischiato di collassare a causa di troppo caldo e sudore, ma ne è valsa la pena, davvero giro stupendo. Abbiamo anche beccato un gruppo di anziani che pregavano. Poi siamo saliti in cima alla collina, abbiamo goduto di un panorama mozzafiato su Kraing Tachan. La lezione di inglese è andata bene, i bimbi sono scarsissimi ma va bene lo stesso! Spero di insegnare loro almeno il verbo essere”

“ Giorno sesto. Oggi sveglia presto per il mitico giro in scooter. Eravamo 5 motorini ( con due o tre persone l’uno) e moltissimi bambini in bici. Siamo saliti su un monte. Visto pagode e sudato in modo indescrivibile. Tra pasti, giochi con i bambini e attività varie, è passato anche questo giorno. Sono stanco ma molto soddisfatto e divertito.”

“ Sveglia presto, giù dalle brande, colazione veloce e via trip in montagna a bordo di uno scooter. Abbiamo fatto una gita super emozionante io, Dario, Eugenio e Carlo con i ragazzi e i bimbi del villaggi. Abbiamo esplorato pagode e villaggi e scalato, nel vero senso della parola, un monte per cercare quella che i ragazzi definiscono “una vecchia eremita”, abbiamo fatto tanta fatica e alla fine io sono tornata giù. Al ritorno, abbiamo visto gli uomini pescare e nello stagno. Mi sono divertita molto e mi è piaciuto un sacco vedere come i ragazzi si divertivano ai piedi della montagna. Sentivo le risate dei bambini e le voci di Eugenio, Dario e Carlo che parlavano con i ragazzi. E’ stato molto bello. Al ritorno abbiamo messo a posto la biblioteca del villaggio. Nonostante i ragni che saltavano fuori da ogni dove, siamo riusciti a fare un lavorone. Ora siamo intorno al fuoco ( fatto da Tonah, Sinar e Sreyle) con la chitarra e fra poco mangeremo le patate dolci. Che bella giornata!”

“ Mentre aggiorno il mio diario di bordo sto gustando una patata dolce che i ragazzi del villaggio hanno cotto per noi sotto la cenere. Siamo un gruppo di amici che suonano la chitarra, cantano e ridono attorno al falò. La giusta ricompensa dopo una giornata faticosa ma molto soddisfacente passata a pulire e a riorganizzato gli spazi in cui i ragazzi svolgono le attività. E’ stato faticoso, ma il lavoro di gruppo non sbaglia mai! E ora… torno alle mie patate!”

“ In mattinata ci siamo dedicati a qualche ripresa video, in vari punti del villaggio. Ma il meglio l’abbiamo dato nel pomeriggio. Ribaltando completamente l’aula computer e la libreria. Problema UPS risolto, ora sono perfettamente operativi. Si inizia a dare un po’ di ordine alle cose”

“ Passeggiata in moto fino alle montagne e trekking. Esperienza bellissima, i bimbi e i ragazzi erano le nostre guide! Ovviamente caldo e umido torrido. Abbiamo sudato come matti per arrampicarci in cima alla montagna alla ricerca della vecchietta eremita che nessuno sapeva esattamente dove viveva e se c ‘era. Ovviamente, dopo esserci smarriti, siamo riusciti a trovare la capanna… vuota… risate generali, breve siesta e ritorno al villaggio. Nel pomeriggio, pulizie di gruppo in biblioteca con riorganizzazione dei libri e ripristino dell’elettricità e delle postazioni computer. Il gruppo è sempre più affiatato!!!”

“ Giornata lunga e densa da ridurre in poche righe. Alle 5 siamo già attivi per iniziare le riprese dei dintorni, io, Elena e Marco. L’entusiasmo documentaristico si affievolisce quando dopo pochi minuti la batteria della macchina decide di scioperare. Veloce cambio di programma, raduniamo i già tanti ragazzi e bambini presenti al centro per ripulire tutta l’area. In Cambogia non esiste una cultura finalizzata alla preservazione dell’ambiente e Kraing Tachan purtroppo non è un’eccezione. I rifiuti sono parte integrante dell’arredo urbano, delle risaie e del centro. Cerchiamo di coinvolgere i ragazzi mostrando comportamenti responsabili. Speriamo che il piccolo seme innestato dia qualche frutto. Dopo pranzo incontro con Mr. Man di Youth For Peace per discutere le problematiche del centro e delle possibili soluzioni applicabili. Una bella chiacchierata che anticipa un secondo incontro a Phon Penh per buttare giù meglio le varie proposte. Le prime azioni diretta scaturita dall’incontro è stata la messa in sicurezza delle postazioni della biblioteca. Un passo dopo l’altro, il centro diventerà il fulcro delle attività educative di tutta l’area, al di là degli istituti scolastici. Il lavoro è tanto e appena tornati a Forlì pianificheremo le nuove mosse per portare tutto a compimento. Ogni giorno a Kran Ta Chan scorre lento e allo stesso tempo velocemente, siamo qua già da sei giorni e domani partiamo per Siem Riemp. In famiglia, l’abbraccio della mamma, della nonna, del babbo e delle sorelle è ristoratore, così come quando ti chiedono se sei felice e io rispondo kgnom sok sabay. Io sono felice”

15/05 Welcome to Siem Reap!

Dopo sei giorni di intensa attività e partecipazione alla vita del villaggio, il gruppo si divide per il week end. Una parte si presta a visitare la maestosità di Angkor Wat ( e la dubbia occidentalità di Siem Reap), un’altra parte si sposta a Kep, cittadina di mare, dove i ragazzi si divertiranno tra granchi da gustare e oceano blu nel quale immergersi. Buon fine settimana laboratoriomondisti, rigeneratevi, il villaggio vi aspetta per l’ultimo giro di giostra.

Siem Riemp ci accoglie come una doccia fredda. E’ quanto più lontano e diverso dalla Cambogia che ho visto fino ad ora e risuona come uno specchio per le allodole che richiama turisti col suo aspetto pettinato e commerciale.

“ Terra rossa, polvere, nasi appiccicati ai finestrini. Spostarsi coi mezzi locali credo sia il modo migliore per assaporare la varietà umana, anche se può essere stancante. Oggi, infatti, il gruppo si divide (purtroppo). Io, Sara, Elena e Nicholas ci siamo spostati a Siem Riep per visitare i templi di Ankor, mentre gli altri trascorreranno un week end al mare. Il viaggio è stato lungo ma, una volta entrati nel mood, ci siamo lasciati stupire da scenari verdi lussureggianti che si alternano a paesaggi fluviali, a risaie arse dal sole in attesa di “rinascere” grazie al monsone, a scene di vita quotidiana in villaggi di palafitte, a scorci aridi e polverosi in cui quasi anche la strada sembrava a tratti scomparire sotto la polvere. I nostri compagni di viaggio? Uomini e donne, ragazzi, bambini chiassosi. Ciascuno col suo bagaglio più o meno probabile ( ho visto caricare su quell’autobus qualsiasi cosa!!!) ma tutti accomunati dalla passione per il karaoke che ci ha accompagnati per buona parte del viaggio. Siem Riemp ci accoglie come una doccia fredda. E’ quanto più lontano e diverso dalla Cambogia che ho visto fino ad ora e risuona come uno specchio per le allodole che richiama turisti col suo aspetto pettinato e commerciale. Ma noi siamo qui per Angkor e non vediamo l’ora!!! Riusciremo a sopravvivere a questo triste scorcio di civiltà”

“ Oggi abbiamo lasciato il villaggio, ci siamo salutati con le nostre famiglie, abbracciati e baciati. Un po’ mi è dispiaciuto lasciare Kraing Tachan, soprattutto perché ricordo Siem Riemp e non sono molto contenta di tornare in questa città. D’altra parte, ho voglia di rimettermi un po’ in viaggio. Mr Man ci ha accompagnati fino a Phon Penh e da qui siamo saliti sull’autobus. Il caos della città ci ha fatto compagnia fino alla nostra partenza. Il viaggio è stato lungo, lungo, lungo e ancora lungo. La polvere che abbiamo visto è stata tanta, a tratti il paesaggio diventava troppo rosso. Circa ogni due ore abbiamo fatto tappa negli autogrill e ho ritrovato tanti posti comuni a 5 anni fa. Il viaggio è passato lento e abbiamo potuto apprezzare ogni minuto. Arrivati a Siem Reap, ho pensato che non fosse cambiata molto, non mi era piaciuta allora, e non mi piace ora”

“ Sveglia alle cinque di mattina, quando ancora il sole non è sorto e i galli devono iniziare a cantare. Sono scesa e mio fratello Sinar dormiva tutto rannicchiato sotto alla coperta, ho finito di fare lo zaino e siamo partiti per Phnom Penh, lasciando il villaggio alle nostre spalle. Subito, appena scesa dalla macchina, ne ho sentito la mancanza. Ho respirato aria e smog della città. A bordo di un autobus, siamo partiti per Siem Reap, con in sottofondo un karaoke trash cambogiano e il clacson continuo dell’autista. Ho osservato e studiato il paesaggio che scorreva fuori dal mio finestrino. Tante palafitte, da quelle povere, fatte di legna e con le pareti di foglie a quelle moderne, lussuose e colorate, tutte contornate dalla polvere rossa. Ho provato a dormire, ma con scarsi risultati. Arrivati a Siem Reap ho respirato un’aria diversa dalla solita. Mentre il tuk tuk ci portava in albergo, ho avuto la sensazione di essere in un altro paese. I viali mi ricordavano molto Rimini. La città è piena di turisti, in particolare australiani e spagnoli che vengono in Cambogia alla ricerca dello “sballo”, ignoranti e inconsapevoli delle mille cose hce questa città può offrire. Mi dispiace sempre vedere come le persone possano rendere la loro vita vuota, povera e priva di significato, alla ricerca della serata in più”

“Giornata di viaggio. Una volata dal villaggio a Phnom Penh. Abbandoniamo i ritmi pacati di Kraing Tachan per raggiungere la folle Siem Reap. Il viaggio vero e proprio è in pullman, classe economica. Otto ore di risaie, strade polverose, paesini e case. Otto ore per attraversare in lunghezza la Cambogia. Per poi trovarci in una città dove tutto è alla portata del turista. Qualsiasi tipo di turista, purtroppo. Il Khmer qui sembra una seconda lingua, surclassato da un inglese votato al commercio di qualunque cose. Sie Reap è una città imbellettata, non ha nulla a che fare con la Cambogia che abbiamo conosciuto. Per strada i visi sono occidentali. Nei mercati, illuminati a giorno anche di notte, i bambini parlano inglese meglio di tutti. Noi siamo qua per visitare i templi di Angkor e tutti i siti khmer che costellano la zona vicino alla città. Siem Reap non è Phnom Penh, ed è importante conoscere la città per capire non solo la Cambogia di oggi, ma anche gli effetti che il turismo disinteressato, maleducato, arrogante ha su un popolo così sacro come quello cambogiano. Domani mattina saremo tra le rocce millenarie che i khmer hanno eretto per le loro divinità. Sono molto curioso”

“E siamo arrivati alla fine della prima settimana. Oggi per me è stato un giorno particolare e particolarmente bello perché i miei compagni di palafitta ( Nicholas ed Elena) sono andati a Siem Reap! No no, scherzo! La giornata è trascorsa tranquillamente, tra giretto in motore (come lo chiamano i miei compagni di viaggio), passi, lezioni ai bambini e attività varie. Ciò che mi ha colpito di più oggi è stata la lezione d’inglese. Questi ragazzini non lo conoscono, e quel poco che conoscono, lo esternano. Ciononostante, è stato davvero bello cercare di insegnare qualcosa che possa loro tornare utile. Capisco le loro difficoltà e spero che i nostri sforzi servano a qualcosa. Io comunque mi sono divertito. La famiglia è stata molto dolce con me e anche con i miei compagni d’avventura. Mi trovo molto bene. Insomma, sono soddisfatto”

“E’ arrivato il momento della “doccia” prima  di andare a “letto”. Vorrei non lavarmi, ma devo. Sudo troppo, cammino e corro a piedi nudi e oggi ho anche spalato merda. Di mattina abbiamo  fatto un altro giro, abbiamo fotografato e curiosato nelle vite delle persone, tanto diverse dalle nostre. Nel pomeriggio english class, poi abbiamo piantato qualche albero, abbiamo giocato con i bambini, cena (forse), doccia e nanna. Mi piace stare qui, sto bene”

“Il programma del giro in solitaria di questa mattina è saltato … eccesso di socievolezza dei locali. Nel pomeriggio, oltre le solite attività, ci siamo dati al giardinaggio tra zappe, maceti e letame, devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro. Domani direzione Kep. Ok il mare, ok la spiaggia, ma sono ansioso di rivedere una doccia e un materasso”

“Primo giorno al campo senza Elena, Nicholas, Sara e Alessandra. La pigrizia senza loro si è subito fatta sentire. Due siciliani e due romagnoli ne hanno approfittato! Mattinata dedicata ad un breve tour in moto con i nostri fratellastri e sorellastre. Rientro alle 10 dal tour per l’attività mattutina di giardinaggio, saltata però per il troppo caldo e il vagabondaggio dei cambogiani che hanno fatto di tutto per rinviarla al pomeriggio. Dopo pranzo, intensa lezione di inglese, giochi di gruppo e giardinaggio, il tutto intervallato da un forte temporale durato dieci minuti che ci ha fatto capire che i monsoni sono in arrivo”

16/5 Angkor Wat, a passeggio tra la maestosità e la solennità di una delle sette meraviglie del mondo

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L’uomo è capace di grandi cose! Passeggiare tra le rovine dei templi circondati dalla giungla, soffermarsi davanti a tanta imponenza e solennità è una sensazione che non dimenticherò mai.

“ Alle 4.30 am siamo partiti a bordo di un tuk tuk diretto ad Angkor Wat. Abbiamo visto l’alba nascere dai templi sull’acqua, che meraviglia! Oggi, di fronte a tanta grandezza, mi sono sentita tanto piccola, ma allo stesso tempo ho pensato che se vogliamo, anche nella vita di tutti i giorni possiamo fare grandi cose. Ho pensato che molte volte ci si arrende in partenza davanti ad un progetto, facciamo tanti programmi che alla fine non riusciamo a rispettare. Ci arrediamo e pensiamo di non farcela, ma con tanta volontà, mattone su mattone, possiamo farcela. Ad Angkor Wat ho percorso lunghi tunnel, illuminati solo dalla luce del sole. Bellissimi! Che meraviglia questa gita, peccato per Seam Reap”

“ Ci siamo svegliati prestissimo. E poi ci siamo imbottigliati nel caldo e nella confusione di Angkor!”

“ Usciamo dalla camera che è ancora buio, direzione Angkor Wat, per la visita ai templi del popolo khmer. Arriviamo che il sole sta nascendo dietro le torri principali del tempio. L’emozione di vedere per la prima volta una costruzione così solenne è forte. Ci trasportiamo tra i vari tempi cercando di capire cos’abbia spinto quel popolo a costruire nel mezzo della giungla una così imponente richiesta di ascolto ai propri idoli. O forse è solo un mio pensiero. Il Tuk tuk ci porta veloci da un sito all’altro, permettendoci di ammirare tutta l’area dedicata al culto, prima induista poi buddhista. Come per tutte le religioni, una ne soppianta un’altra, insediandosi nei luoghi già consacrati ad altri. Mi fermo qua con le riflessioni. In ogni caso, gli edifici costruiti dai Khmer 1000 anni fa mi hanno abbagliato, non avevo mai visto niente di simile. Tornare a Siem Reap è spiazzante. Ogni giorno di più si notano le contraddizioni e la distanza tra questa città e il resto del paese. Siem Reap non mi piace e fortunatamente lunedì torniamo a Kraing Tachan”

“ La sveglia suona che fuori è ancora buio ma la levataccia non pesa perché oggi finalmente vedremo il sito di Angkor. Le parole difficilmente possono rendere onore a una tale meraviglia. L’uomo è capace di grandi cose! Passeggiare tra le rovine dei templi circondati dalla giungla, soffermarsi davanti a tanta imponenza e solennità è una sensazione che non dimenticherò mai”

17/05/ 2015 Siem Reap. Riflessioni e voglia di tornare a casa ( a Kraing Tachan) // Giornata a Kep!

In questa città è più facile trovare un ristorante messicano, piuttosto che un cambogiano che ripete un mantra. E’ più facile bere un coca e rhum, piuttosto che un caffelatte ghiacciato.

“Oggi abbiamo fatto compere a Siem Reap per il banchetto di Laboratorio Mondo. L’unica cosa che mi piace di questa città sono i mercatini pieni di colore, si girano bene e sono meno affollati rispetto a queli di Phnom Penh. Nel pomeriggio siamo stati nella piscina della Guesthouse. Sono sempre più convinta che questa città sia per la maggior parte frequentata da turisti ignoranti alla ricerca del giusto sballo e del giusto scatto da postare sui social per sottolineare la propria vacanzina. Grazie a questa gente i ragazzini spacciano e le ragazze aspettano sedute ai bordi delle strade il migliore offerente. La cosa che mi è piaciuta di più di questa gita, oltre ai templi, è stata la consapevolezza di quanto voglia bene ai miei compagni di viaggio”

“Giorno di acquisti a Siem Reap, abbiamo avuto un assaggio di quello che accadrà a Phnom Penh al rientro!!! 😀 Il problema di questa città credo sia il fatto che si sia inghiottita il suo posto nel mondo, la sua gente, la sua fisionomia. Siem Reap non mi piace perché ha ceduto in modo prepotente tutta se stessa al turismo peggiore che ci sia. In questa città è più facile trovare un ristorante messicano, piuttosto che un cambogiano che ripete un mantra. E’ più facile bere un coca e rhum, piuttosto che un caffelatte ghiacciato. Sono contenta di tornare al villaggio domani. I giorni passati sono trascorsi velocemente e finalmente domani siamo di nuovo a Kraing Tachan. Olivia mi manca da togliere il fiato!!”

“Poche parole per questa giornata. Abbiamo visitato i mercatini e passeggiato lungo il fiume, concludendo la conoscenza con questa città. La riflessione è sempre la stessa. Qui non siamo in Cambogia, ma alla gente sembra non interessare, stesi comodi nei giardini o nelle piscine delle guesthouse. Potremmo essere ovunque nel mondo. Mentre scrivo queste righe, penso al viaggio di domani, alla distanza che ci separa dal villaggio e dai sorrisi della sua comunità. Domani saremo a casa”

“Dopo una giornata trascorsa a contemplare una vera e propria meraviglia della storia dell’umanità, trascorrere una giornata nella moderna e turistica Siem Reap è avvilente. Sicuramente dotata di molti comfort per soddisfare le esigenze dei giovani turisti europei e australiani che la frequentano, è anonima e squallida per l sua patinata falsità che non ha nulla a che vedere col resto del paese. In più occasioni, con i miei compagni di viaggio, ci siamo soffermati a riflettere sulle motivazioni e sul tipo di turismo che porta così tanti giovani da queste parti e ci è sembrato che poche avessero a che vedere con un reale desiderio di incontro e conoscenza con una cultura, un popolo e una realtà diversa. Che tristezza!”

Si parte per Kep! Iuppi! All’arrivo nella cittadina di mare, questa esclamazione diventa sempre meno convinta. Un sacco di persone, tutte sdraiate lungo la strada attorniata dai rifiuti e dai residui del pranzo e il mare pessimo non ci permettono di partire con il piede giusto. Tentiamo comunque l’approccio alla spiaggia e al mare, ma il tentativo fallisce miseramente. Dopo una sosta in un localino, il sole comincia a scendere e Kep acquista un nuovo volto. Cambiano i colori e scopriamo un mercatino del pesce e non solo che ci immerge nella Kep che cercavamo, piena di volti storie e folclore. Cominciamo a scattar foto e a scambiare sorrisi e parole con le “vittime” dei nostri obiettivi. La giornata si chiude con un meraviglioso tramonto e con una bellissima foto di gruppo con una quindicina di monaci ( e un bimbo monaco) che aveva seguito lo spettacolo del tramonto da uno scoglio in mezzo al mare creando una chiazza di arancione che resterà nei miei ricordi”

“Oggi rompiamo per la prima volta la quotidianità a Kraing Tachan dopo una settimana. Partiamo la mattina presto per Kep. La prima impressione della cittadina è stata pessima. La folla, il caldo, la puzza. La mancanza totale di armonia e bellezza. Il mare è un vero schifo, poi giro pomeridiano fino al tramonto e mi sono ricreduto. La zona del mercato del pesce è davvero stupenda. Il tramonto mozzafiato”

“ Il primo impatto a Kep non è stato dei migliori. Probabilmente siamo stati un po’ passivi nell’affrontare la giornata. Nel pomeriggio, il soggiorno ha preso una piega inaspettata. Il mercato, gli odori, le persone e i monaci in riva al mare. L’atmosfera era perfetta e la curiosità si è svegliata improvvisamente. Stavamo solo cercando nel posto sbagliato”

“Mattinata di trasferimento e saluti. Tolar al nostro ritorno non ci sarà più, forse lo rivedremo il 22 e il 23 nella capitale. Noi intanto ci trasferiamo per il weekend a Kep per un po’ di mare e un po’ di relax. Il primo impatto a Kep non è stato dei migliori. Mare sporco e tanta gente. Per questo, stanchi e un po’ sconfortati, ci siamo adagiati per tre ore in un bar gestito da francesi … non proprio turisti responsabili. Il pomeriggio però è stato illuminato grazie ai francesi: tour a piedi della costa fino al mercato, passando per i resti delle ville francesi. Pomeriggio fantastico. Dalle 15,30 in poi la giornata ci ha gratificato di scenari e situazioni bellissime”

18/05 – Finalmente al villaggio

Dopo due giorni di svago, il gruppo, precedentemente diviso, si riunisce e senza perdere tempo, rigenerato e desideroso, ricomincia le sua attività a Kraing Tachan.

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Dodici ore di risaie per riabbracciare con lo sguardo il cielo stellato di Kraing Tachan. Chissà se riuscirò a vedere la luna, è l’unica cosa che mi manca al villaggio.

“ Dopo 12 ore di viaggio ( Siem Reap – Phnom Penh – Kraing Tachan) finalmente siamo tornati a casa, dopo un lungo viaggio in autobus immersi nel mood cambogiano tra chi tossiva, chi ruttava e chi mangiava bagarozzi… una sfacchinata.. ma che risate!”

“Oggi siamo partiti per Kraing Tachan, non vedevo l’ora di arrivare! Mi è mancata tanto casa, la tranquillità di questo posto e il coinvolgimento della famiglia. Il viaggio è stato lungo e polveroso e io mi sono beccata il raffreddore. E’ stato anche divertente, la mia compagna di sedile è stata un’ottima distrazione tra larve di cavallette e scarafaggi che mangiava durante il tragitto. Poi, finalmente, siamo tornati a casa”

“ Lunga giornata di viaggio per lasciare alle spalle la scintillante e fasulla Siem Reap. Dodici ore sulla strada per raggiungere Kraing Tachan, in un pullman silenzioso e chiassoso allo stesso tempo. Dodici ore di risaie per riabbracciare con lo sguardo il cielo stellato di Kraing Tachan. Chissà se riuscirò a vedere la luna, è l’unica cosa che mi manca al villaggio”

“ Viaggio di ritorno verso Kraign Tachan… interminabile!!! Colori, odori e sapori della vera Cambogia ci hanno riportato a casa”

“ Il risveglio è stato dei migliori, in riva al mare! L’Isola Del Coniglio è stata rigenerante. Il rientro al villaggio è stato abbastanza veloce, ma prima di rientrare abbiamo preso un regalino per la nostra famiglia, una splendida radio. Il regalo è stato apprezzatissimo anche dal vicinato”

“ Oggi, io, Carlo, Eu e Marco abbiamo lasciato l’Isola Dei Conigli e Kep e siamo tornati a Kraing Tachan. Il viaggio di ritorno è andato molto bene, è anche sembrato più breve dell’andata. Ci siamo fermati per strada a comprare un regalo per la nostra splendida famiglia cambogiana. Abbiamo comprato loro una radio. Non l’avessimo mai fatto!!! Tutto il pomeriggio e sera hanno ascoltato il buon budda! Nel pomeriggio abbiamo giocato con i più piccoli, poi cena, poi sono stato un po’ male di stomaco … ma tra poco nanna!!!”

“ Oggi giornata un po’ vuota causa spostamenti. Abbiamo viaggiato verso Kraing Tachan, pronti per ricominciare la nostra avventura. Già nel pomeriggio abbiamo giocato coi bimbi e verso sera ci siamo riuniti con gli altri. La squadra è di nuovo unita!!!”

“ Mattinata dedicata al rientro da Kep, con tappa dedicata all’acquisto di un pensiero per la nostra famiglia adottiva, una radio, regalo apprezzatissimo. Pomeriggio dedicato alle attività in Kran Ta Chan. Ci siamo dedicati alle attività sportive con i più piccoli, i grandi erano a scuola”

“Il mattino ha l’oro in bocca, dopo una notte passata su un materasso. Subito dopo colazione, si parte per l’Isola del Coniglio. Per quanto riguarda la spiaggia e la tranquillità tutta un’altra storia rispetto a Kep. Questo è il posto perfetto per rigenerarsi”

“Oggi giornata passata sull’Isola dei Conigli. Un po’ di spiaggia e relax, con il finale del tramonto sul mare. Peccato per l’inquinamento, ormai una costante”

“Oggi giornata a Rabbit Island. Ci siamo svegliati a Kep e siamo subito partiti via mare per l’Isola dei Conigli. E’ un posto paradisiaco per quanto riguarda atmosfera, clima, flora, ma infermale per l’inquinamento. La qualità del mare è pessima, ma ci siamo ugualmente divertiti e rilassati”

“ Oggi risveglio a Kep, pronti per l’Isola dei Conigli. L’isola è carina anche se il mare non è di certo cristallino. Ci rilassiamo e nel pomeriggio affrontiamo la foresta nel tentativo di girare tutta l’isola. Il tentativo fallisce a causa dello scendere veloce del sole. Il momento più bello della giornata è stato il bagno al tramonto con gli alberi sulla spiaggia e tutta la foresta dietro”

19/05 – Buongiorno Kraing Tachan !

Con il risveglio al villaggio, tanto atteso dai nostri volontari, comincia ufficialmente la seconda settimana di lavoro al centro: attività educative, affissione del banner di Laboratorio Mondo e vita in famiglia.

16 18

Che bello svegliarsi a Kraing Tachan. Ora è tutto familiare: il canticchio del gallo, il riso a colazione. E’ tutto di casa.

“Tornati a Kraing Ta Chan, tutto riprende i ritmi conosciuti nei giorni scorsi. Il sole ci sveglia e ci porta al tavolo della colazione, dove la mamma ci prepara per la mattina al centro. Abbiamo preparato cartelloni per i ragazzi e i bambini sui diritti umani. Nel pomeriggio abbiamo abbellito le stanze della sala computer e dell’aula di inglese con i cartelloni e i disegni dei bambini di Forlì. La sera è stata la volta di un’altra bella cena in famiglia. Tutti insieme, noi, la mamma, le tre sorelle, il babbo e la nonna. Alla fine del banchetto ci hanno regalato Krame fatte a telaio nei giorni in cui eravamo a Siem Reap. I nostri sorrisi e i nostri abbracci si sono uniti a loro in un momento davvero emozionante. Come ho avuto modo di dire altre volte, queste persone ci hanno accolto come una famiglia, e questa serata ce l’ha confermato una volta di più”

“Il gruppo è di nuovo riunito e operativo. Riprendono le attività con i ragazzi e ritroviamo la nostra routine. E’ stata una bella soddisfazione, appendere assieme ai ragazzi, lo striscione di Laboratorio Mondo e i lavori sui diritti umani che abbiamo creato in questi giorni. Ogni giorno che passa la “piantina” da nuovi frutti”

“Rientro a pieno al villaggio. Questa mattina abbiamo passeggiato per fare i video delle zone limitrofe al centro. Sono stata molto bene e mi sono divertita ad ascoltare i racconti di viaggio di Eu. Poi siamo tornati al centro e dopo il pranzo abbiamo appeso il banner di LM e i lavori degli studenti della De Amicis e del Liceo Classico Morgagni. E’stata un’impresa molto divertente appendere i cartelloni, “abbarbucati” su una scala di fortuna. Mi piacciono le giornate al villaggio, qui sto bene, ho trovato la mia dimensione e la mia famigli, insieme ai miei compagni di viaggio, sta rendendo l’esperienza meravigliosa”

“Oggi ci siamo ritrovati tutti quanti per le attività. Ci siamo divisi un po’ i compiti: io, Marco ed Elena siamo partiti per realizzare un po’ di video e foto “documentario” che raccontano il villaggio. Nel pomeriggio, dopo una sosta post pranzo per combattere l’afa e il caldo, ci siamo dedicati alle attività: sport e preparazione – installazione dei cartelli e dei disegni nelle aule”

“Con la giornata di oggi è ricominciata la vita regolare nel villaggio tra attività e rispettive case. La mattina ha impegnato alcuni di noi nel giro del villaggio per raccogliere materiale video e fotografico e, inutile dirlo, le varie famiglie incontrate ci hanno sempre accolti in maniera calorosa. Si inizia ad avere il sentore della fine di questo soggiorno e anche se alcune nostre comodità un po’ mancano, credo che mi dispiacerà partire”

“Oggi, 19 maggio, è stata una giornata molto soft. I bimbi non si sono fatti vivi e noi siamo stati a cazzeggiare un po’ in pagoda. Abbiamo colorato dei cartelloni, poi appesi al centro educativo. Nel pomeriggio relax, tanto sudore e qualche gioco coi bambini”

“Oggi siamo stati tutto il giorno alla struttura a sbrigare varie cose. Ci siamo occupati di disegnare e appendere dei cartelloni per rendere il luogo più accogliente. La giornata è trascorsa tranquilla”

“Che bello svegliarsi a Kraing Tachan. Ora è tutto familiare: il canticchio del gallo, il riso a colazione. E’ tutto di casa. Oggi è stata una giornata molto bella, sia perché ci siamo riuniti, sia perché abbiamo consegnato i cartelloni fatti assieme ai ragazzi. Diciamo che l’affissione non è stata semplicissima, ma il risultato è stato fantastico. Quante cose si possono fare assieme e quante emozioni si possono condividere. Che giornata e che gruppo meraviglioso!”

20/05/ 2015- Cooking Class! Buon appetito, ragazzi!

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Oggi le mamme cambogiane svelano ai nostri volontari i segreti della cucina khmer, preparando alcuni piatti tipici. Un bel momento di conoscenza e condivisione. Dopo il pranzo,consumato tutti assieme, un incontro tra Laboratorio Mondo, Youth For Peace e i rappresentanti della comunità, pone le basi per la progettazione di un KinderGarten.

Tra poco torneremo nella chiassosa capitale. La dimensione di pace che contraddistingue Kraing Ta Chan mi accompagnerà anche a Phnom Penh, ricordandomi di come, a volte, seguire il giro del sole possa distendere i nervi e lasciare spazio a riflessioni utili in tutti i momenti della giornata.

“Grazie alla cooking class di oggi abbiamo visto e imparato le tecniche con cui preparare i piatti che quotidianamente mangiamo. Diciamo che non è stato molto semplice, però è stato bello perché abbiamo mangiato tutti assieme i piatti di solito consumati con le rispettive famiglie. Oggi ho realizzato che domani è l’ultimo giorno pieno a Kraing Tachan e mi è venuta un po’ di malinconia, so già che domani cercherò di vivere appieno tutta la giornata, come tra l’atro ho sempre fatto. Non smetterò mai di scrivere quanto amo questo posto”

“Tutti in cucina!!!! Sotto la guida delle nostre mamme, oggi ci siamo cimentati nella preparazione di un vero pranzo cambogiano che poi abbiamo consumato tutti assieme. E’ stato l’ennesimo bel momento di condivisione che ricorderò sempre pensando a questa meravigliosa esperienza. Altro momento significativo della giornata è stato l’incontro con i membri della comunità per discutere della costruzione di un Kindergarten e infine i ragazzi più grande che si confrontano circa i diritti umani dell’infanzia”

“Oggi, sinceramente, è stata una giornata alquanto inutile. La mattina abbiamo guardato i nostri genitori cambogiani cucinare (io ho pulito il riso tre volte). Abbiamo pranzato tutti assieme, poi relax. Di pomeriggio non ci sono stati grandi attività e i bimbi sono stati pochi. Domani ultimo giorno e pasta party!!!”

“Oggi abbiamo cominciato la giornata con il cooking class! E’ stato bello vedere tutti all’opera, abbiamo cotto il riso, le verdure, la carne ed infine i dolci! E’ stata una bella mattinata! Le attività del pomeriggio sono cominciate tardi, un po’ a causa del monsone che ci ha fatto compagnia per oltre due ore, un po’ perchè abbiamo incontrato gli anziani e il capo del comitato del villaggio per discutere del nuovo Kindergarten e fare il punto circa lo sviluppo del progetto di cooperazione decentrata che riguarda il centro educativo. E’ stato molto interessante e proficuo fare il punto assieme: il dialogo unisce le persone e ci permette di costruire grandi cose!”

“Oggi Elena mi ha svegliato alle cinque anche se l’appuntamento era alle otto, con la gente che si presenta dopo un’ora! Tutto ciò non mi ha permesso di cominciare la giornata al meglio. La zuppa di riso poi ha dato il colpo di grazia. La giornata si è raddrizzata dopo la cooking class e il pranzo. Dopo un monsone di due ore, siamo stati coi bimbi”

“Dopo una notte un po’ rumorosa in casa, iniziamo una nuova giornata a Kran Ta Chan. Questa mattina le nostre tre mamme ci hanno svelato i segreti della cucina tradizionale khmer. Quindi quei piatti che ogni giorno ci fanno riunire sullo stuoino nei tre pasti della giornata. Dopo il pranzo, una pioggia battente ha scandito le ore di riposo. Mi è toccato surclassare i miei compagni di avventura in una partita di scala 40 senza pietà. Nel pomeriggio abbiamo incontrato la comunità e Youth For Peace, per discutere della costruzione del Kindergarten e del corso da far prendere al centro educativo. Un bel momento di confronto in cui le tre teste di questi progetti hanno potuto scambiarsi idee, impressioni e modus operandi. Oggi è il penultimo giorno pieno al villaggio. Tra poco torneremo nella chiassiosa capitale. La dimensione di pace che contraddistingue Kraing Ta Chan mi accompagnerà anche a Phnom Penh, ricordandomi di come, a volte, seguire il giro del sole possa distendere i nervi e lasciare spazio a riflessioni utili in tutti i momenti della giornata”

21/05/ 2015 – Ultimo giorno al villaggio per i nostri ragazzi

La giornata, allegra e densa di avvenimenti, vede i nostri volontari partecipare a molteplici attività. Dal laboratorio tessile ( con fatica e impegno ne sono uscite coloratissime krame cambogiane), al un pasta party ( chili e chili di farfalle al pomodoro per tutti!), alla partita di calcio Italia – Cambogia.

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Arriva il monsone che porta le prime piogge, come a sancire la fine di questa indimenticabile esperienza e arriva anche un po’ di tristezza perché lasciare tutto quello che ho trovato qua mi fa un po’ male.

“Oggi è stata un gran bella giornata, ricca di cose da fare. La mattina, dopo il solito raduno con gli atri membri del gruppo al tavolo rotondo in finto legno, abbiamo provato ad utilizzare il telaio da Krame. Esperienza nuova anche questa! Dopo di che Elena e Nicholas si sono intrattenuti con quel rabaziere di Mister Man e noi ci siamo dati un po’ al cazzeggio e ai giochi con i bambini, ai quali ormai voglio un gran bene! Nel pomeriggio ci siamo incontrati con Mister Man, il Sindaco, la varie famiglie (tranne la Maday di Ale e Sara) per i saluti e per le ultime parole dette in pubblico. Poi il Pasta Party! Non vedevo davvero l’ora di addentare quelle farfalle al sugo, anche se cotte nell’acqua putrida del pozzo e condite con uno strano sugo al pomodoro, carota, cipolla, soffritto nell’olio di palma. Buonissima!!! Ne avevo proprio bisogno. Ne ho mangiati quattro piatti. La cena con le famiglie (gnam bai) è saltata, e dopo una partita di calcio in cui mi sono annoiato a morte perché sono uno scarpone, siamo andati alla festa in casa di Carlo, Elena e Nicholas, organizzata in nostro onore. Mi sono divertito da matti, ho ballato, sudato, bevuto birra calda e scherzato con gli altri sette, con i bambini ( il premio a quella pazza di Menn, soprannominata pancabbestia), con gli adulti e con gli anziani del villaggio. Poi torcia fino a casa, qualche secchiata d’acqua dal pozzo e letto”

“Oggi giornata molto divertente. Di mattina abbiamo imparato a fare le krame e subito dopopranzo abbiamo avuto l’incontro con la comunità. Questo secondo momento mi è piaciuto molto in quanto è stata l’occasione per tirare le somme dell’esperienza. La cosa più bella è stato vedere sia noi che loro eravamo molto soddisfatti. Devo dire la verità: mi sono emozionato nel sentire un anziano del villaggio ringraziarci con grande umiltà e con il cuore in mano. Anche noi, ovviamente, abbiamo ringraziato loro per il trattamento perfetto riservatoci … e ancora ci aspettavano sorprese! Dopo la riunione, pasta party!!! Finalmente un po’ di pasta. Abbiamo mangiato bene al villaggio, ma la pasta è la pasta. Anche se mi sa che i ragazzini del villaggio non la pensano così, non hanno tanto gradito. Dopo la pasta, a pancia super piena, partita a calcio: Italia VS Cambogia. Equilibrata, ma vinta 5 – 3. Belli e sudati, torniamo a casa e ci troviamo una super festa rumorosa in onore nostro. Doccia veloce e di nuovo sudore: ballano come pazzi questi cambogiani! Scherzi a parte, la festa è stata la ciliegina sulla torta, ha mostrato come la gente più umile spesso è quella col cuore più grande. Siamo stati davvero bene oggi. Ah, dopo la festa abbiamo anche cenato con la famiglia”

“Ultimo giorno pieno al villaggio. Ultimo giorno nella calma delle risaie e tra i sorrisi della gente di Kraing Tachan. Ci mettiamo subito alla prova ai telai per la tessitura delle krame. Mestiere di pazienza e tecnica, che ripaga con il confezionamento di tessuti coloratissimi. La mattina procede svelta con un incontro a quattr’occhi tra Laboratorio Mondo e Youth For Peace, per discutere di un nuovo programmi di scambi culturali tra Italia e Cambogia. Nuove basi per il continuo di una collaborazione molto prolifica. Dopo il pranzo in famiglia, il pomeriggio è scandito da due momenti chiave. L’incontro con gli studenti e le studentesse che in queste due settimane hanno fatto parte delle attività, i rappresentati della comunità, le famiglie che ci hanno ospitato. Un momento in cui ci siamo ringraziati a vicenda per i bellissimi momenti passati assieme. Lo scambio di esperienze e di vissuto hanno trovato in questo incontro, parole e sorrisi sinceri per rendere ancora più concrete le emozioni di questi giorni. Il secondo momento chiave è stata la partita di calcio Italia – Cambogia, otto contro otto. Le nostre ragazze a presidiare la porta, Dario davanti alla difesa e noi 4 su a sfondare. Ho fatto anche 2 gol. Finita 5 a 3 per l’Italia. Forse non avevo mai giocato così bene a calcio nella mia vita. Alla sera grande festa di saluto a casa nostra. Musica a palla e danze sfrenate. Ho anche tirato su Carlo, per chi legge e va per concerti sa cosa intendo. Giornata intensa, l’ultima al villaggio. Ho anche la luna, finalmente”

“Ultimo giorno al villaggio, intenso e pieno di emozioni. Arriva il monsone che porta le prime piogge, come a sancire la fine di questa indimenticabile esperienza e arriva anche un pò di tristezza perché lasciare tutto quello che ho trovato qua mi fa un po’ male. Non pensavo che i giorni trascorsi qua fossero sufficienti a creare legami così saldi. Amicizia, complicità e collaborazione. La comunità, ancora una volta, ha dimostrato di avere un grande cuore, di averci accolto e ospitato in modo semplice e amorevole, di averci reso partecipe in tutto. Mi è rimasta impr——–essa nella mente l’incontro con i ragazzi, gli esponenti di Youth Fot Peacee quelli di Kraing Tacahn. Ognuno ha avuto una parola di ringraziamento e riconoscenza per quello che questa avventura ha lasciato in noi, per quello che ha portato al villaggio e per quello che potrà nascere in futuro. La festa di addio organizzata dalla famiglia di Nicholas, Carlo ed Elena è stata divertentissima. Un ennesimo momento di sfrenata allegria prima dei saluti. Grazie Kraing Tachan”

“Ultimo giorno pieno al villaggio. Mi sono svegliata presto (alle 5,00) per rivivermi in tranquillità quelle che in questo mese sono diventate routine quotidiane: il canto del gallo, la mia mamma che dà da mangiare agli animali, l’alba che nasce all’orizzonte e il cielo di mille colori. Dopo la solita doccia e la solita colazione a base di riso, di corsa al villaggio. Ho imparato (si fa per dire) a fare le krame e devo dire che mi sono divertita molto. La perla di questa giornata è stato il pasta party. Abbiamo finalmente cucinato e mangiato pasta al pomodoro! E’ piaciuta molto. Cucinare è stato un po’ complicato ma ormai non ci ferma più nessuno. Mi dispiace lasciare il villaggio, i volti, le routine. Penso proprio che ne sentirò la mancanza. In serata abbiamo fatto festa, abbiamo ballato e salutato gli amici. E’ stata un’esperienza incredibile, emozionante e coinvolgente. Mi addormento così, con gli occhi pieni di immagini, di risate, di sorrisi e di semplicità”

“Questo è stato l’ultimo giorno a Kraing Tachan. Oggi abbiamo iniziato con il laboratorio delle krame. Qui al villaggio, la comunità si finanzia tessendo queste krame per poi rivenderle. E’ stato molto interessante e divertente provare ad usare il telaio e a creare le krame. Nel pomeriggio abbiamo proseguito con il pasta party. E’ stata una festa molto bella, la comunità si è riunita al centro e tutti hanno guardato con curiosità mentre preparavamo il pasto. Alcune donne ci hanno riservato sguardi di disapprovazione, non condividevano il modo in cui tagliavamo carote e cipolla. Alla fine ci siamo buttati tutti al centro per improvvisare una partita di calcio, Italia VS Cambogia. E’ stato divertente, familiare, gioioso e allegro. La sera, l’ultima a Kraing Tachan, la nostra famiglia ha organizzato una festa con tantissima musica e cibo per salutarci. Non immagino nemmeno come sia possibile ricambiare tutto l’affetto ricevuto in queste settimane. A loro auguro salute e le felicità più grandi. Mi mancheranno”

“Siamo ormai agli sgoccioli del nostro soggiorno a KTC e non potevamo andarcene senza organizzare un pasta party. Sinceramente ne avevo voglia di un bel piatto di pasta e devo dire che ha avuto un discreto successo tra la comunità. Per chiudere in bellezza, partitone Italia – Cambogia, con tanto di inni nazionali pre – partita. E’ stato divertente! Risultato finale Cambogia 3 – Italia 5. Giornata alternativa”

“Risveglio positivo, il malessere di ieri è passato. Sono abile e arruolabile per l’ultimo giorno al villaggio. Mattina dedicata alla tessitura delle krame, breve ma interessante lezione con pratica. Ore 14, incontro di saluto e ringraziamento con tutta la comunità, momento molto intenso e sentito, seguito da un ottimo pasta party all’italiana per rafforzare ancora di più lo spirito di aggregazione. La pasta è stata apprezzatissima. Ore 17 ( le 12 in Italia), partita di calcio”

37 – temperatura

100% – umidità

Cielo sereno

Andamento partita

1 – 0 Cambogia

1 – 1 Nanni; di testa

1 – 2 Nanni;

1 -3 Cannizzo; sinistro al volo

2 – 3 Cambogia;

2 – 4 Cannizzo;

3 – 4 Cambogia;

3 – 5 Barzanti

Campioni della provincia di Takeo !!!

22/05/ 2015- Okun Kraing Tachan!

I ragazzi, malinconici ed emozionati, salutano la comunità che li ha accolti per questi venti giorni di campus. Pronti via: si riparte per Phon Penh. Qui, tra caos, disordine e colori vivaci, i volontari visitano musei e mercatini.

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Dopo aver chiuso lo zaino, aver guardato l’ultima volta l’alba sorgere dalla finestra di casa a Kraing Tachan, posso dirmi pronta, forse, di lasciare questo villaggio meraviglioso

“ La giornata è volata via veloce con un pizzico di malinconia. Abbiamo passato l’ultima mattina nel villaggio dopodiché, sulle 9, siamo partiti per Phnom Penh. La commozione si è fatta sentire in molti di noi, ma ancora di più nelle nostre famiglie adottive. Il ritorno nella capitale ci ha riportati in un’altra dimensione: smog, polvere, ma anche un letto e un’amata doccia. Nel pomeriggio, io, Marco, Elena e Sara siamo andati al Russian Market per fare un po’ di shopping per Laboratorio Mondo. Shopping concluso alla grande, con acquisti mirati e spese ridotte”

“E’ arrivato il momento dei saluti. L’esperienza volge al termine e ce ne andiamo emozionati. Fino all’ultimo, è stato sorprendente vedere l’affetto reciproco che si è instaurato in così poco tempo, con le famiglie e con la comunità. La nostra nonna 93 si è perfino commossa. Siamo anche passati a fare un saluto a sorpresa ai bimbi a scuola. Ora siamo nella capitale, e già ci manca Kraing Tachan”

“Oggi siamo andati via da Kraing Tachan. Le due settimane qui sono volate, con la famiglia mi sono trovato benissimo e mi è dispiaciuto molto salutare il villaggio. Abbiamo davvero portato movimento e novità a questo posto. Erano emozionati e commossi quando ci hanno visto partire, che carini! Dopo il viaggio di due ore verso Phon Penh, ci siamo sistemati nella solita guesthouse. Poi giro al museo e cena”

“Sveglia di buon ora e colazione in famiglia come sempre. Oggi è l’ultima mattina a Kraing Tachan, e c’è un po’ di malinconia sia tra di noi sia tra le nostre famiglie cambogiane. Ci salutiamo con abbracci e qualche punta di commozione. Un saluto sentito, sincero e toccante. Ma è solo un arrivederci. I miei occhi abbracceranno ancora questi volti e questi luoghi. Poi via di corso verso Phnom Penh. Verso il grigio di una città tentacolare e lasciva. Alcuni di noi nel pomeriggio si dirigono verso il mercato, altri verso il museo nazionale per completare la conoscenza della tradizione millenaria del popolo khmer iniziata ad Angkor. Phnom Penh ci accoglie nella stessa maniera in cui ci ha fatto partire per le campagne, Rifiuti, odori. Traffico, smog, rassegnazione umana e squallore occidentale. Ma come ho avuto modo di dire in precedenza, Phnom Penh insegna tante cose, per chi ha occhi per guardare oltre le insegne luminose”

“Dopo aver chiuso lo zaino, aver guardato l’ultima volta l’alba sorgere dalla finestra di casa a Kraing Tachan, posso dirmi pronta, forse, di lasciare questo villaggio meraviglioso. Sono andata a casa di Mr Tollah per salutarlo e nel tragitto ho cercato di fotografare nella mia mente i volti delle persone che sono state per me, in questi giorni, famiglia, amici e comunità. Non è stato facile, non mi piacciono gli addii, i “ci sentiremo”, i “prima o poi ci rincontreremo”, però, purtroppo, non tutti i rapporti possono mantenersi giorno per giorno. Penso che l’importante è aver vissuto appieno tutte le emozioni possibili. L’ho fatto? Non lo so con certezza, ma sono sicura che se mai tornerò a Kraing Tachan, sarà come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, sarà come rivivere, ricordare quello che qui ho provato, quello che qui ho sentito. Grazie alle mie mamme, agli amici, ai professori, ai collaboratori per avermi fatto sentire così bene e così a casa”

“Occhi lucidi. Poche parole e zaino in spalla. Gli addii sono sempre difficili da digerire e da raccontare. Potrei ripetere quanto sia ospitale, cordiale e calorosa questa comunità, ma non riuscirei a rendere lidea di quanto sia stato triste andare via. Allontanarsi lungo il sentiero polveroso che porta al villaggio sapedo che un pezzetto della tua vita rimarrà lì per sempre. Okun Kraing Tachan! Stiamo lasciando un piccolo angolo do paradiso per rituffarci nell’inferno di Phon Penh e la cosa mi rende inquieta. Spero di riuscire a metabolizzare la vita nella capitale per poter godere anche degli ultimi giorni di questa splendida e significativa esperienza”

“Oggi abbiamo salutato il villaggio. Gli occhi erano lucidi. E’ stato un bel momento in cui scambiarsi auguri ed affetto. Mi mancheranno”

“E’ arrivato il giorno dei saluti. La mattina è stata piuttosto intensa tra abbracci e qualche lacrima. Non me l’aspettavo. Dopo i saluti agli adulti della comunità, non potevamo non fare lo stesso con i bambini, quindi abbiamo ben pensato di improvvisare una visita a scuola durante le ore di lezione per un saluto veloce. Il viaggio da Kraing Tachan a Phnom Penh è appena necessario per riabituarsi al caos della capitale e lasciarsi alle spalle le quiete del villaggio. Grazie Kraing Tachan!”

23/05/ 2015 – Giornata a Phnom Penh

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Tutto un po’ troppo rumoroso e dagli odori forti, rispetto ai giorni passati. Purtroppo oggi ci siamo scontrati con la dura realtà della città, lasciandomi molto amaro in bocca

“Ultima giornata a Phnom Penh. Ultimi giri di shopping e di visite culturali. La giornata è volata via, tra una chiacchiera e l’altra, camminando per la città. Purtroppo la serata non è stata delle migliori. Ristorante sbagliato e ancora peggio, ci siamo imbattuti in un brutto giro di prostituzione, dove, all’apparenza, sembravano coinvolti anche due minori. Domani mattina ci separeremo. Ragazzi buon proseguimento, mi mancherete! Ci vediamo presto in Italia! Grazie della bella esperienza e della bellissima condivisone!”

“Oggi ultimo giorno a Phnom Penh. Certo che ce la siamo girati questa città! Non mi mancherà per niente, è un misto tra caos, puzza, giri loschi di prostituzione, pagode che non lasciano il segno. Il punto più bello è la piazza davanti al Palazzo Reale e il palazzo. Queste ultime tre settimane sono state ricche di emozioni, ora però è il momento di andare, di dividersi dal gruppo per continuare altre due settimane tra Laos e Thailandia”

“Oggi giretto per Phnom Penh tra mercato e Palazzo Reale. Tutto un po’ troppo rumoroso e dagli odori forti, rispetto ai giorni passati. Purtroppo oggi ci siamo scontrati con la dura realtà della città, lasciandomi molto amaro in bocca. E’il momento di salutare anche questo bel gruppo con il quale sono stato molto bene. Spero avremo altre occasioni per riunirci e vederci. Davvero una bella esperienza. Grazie di tutto”

“ Un sonno ristoratore ci mette in moto per una giornata ricca di momenti e incontri. Passiamo la mattina al mercato, penso sia il luogo che abbiamo frequentato di più nella capitale. Scaliamo poi la collina del Wat Phnom, scoprendo un altro punto focale della città. Una piccola oasi verde tra il traffico e lo scorrere delle esistenze. Pranzo sul Riverside e visita al Palazzo Reale. Il centro del potere monarchico cambogiano colpisce per sfarzo e dimensioni. Un cortocircuito niente male con quello che lo circonda. Il pomeriggio passa in fretta, voliamo ad incontrare Mr Tolla, il nostro traduttore e amico di Kraing tacca. Andiamo a mangiare in un posto fuori dalle sue coordinate, ma anche dalle mie e forse di tutti. Rimaniamo assieme a lui per tutta la sera, che si svolge di fronte alla nostra guesthouse per un motivo. Dopo giorni a subire con gli occhi questa città, ci mettiamo in moto per denunciare un possibile caso di abuso minorile, contattando l’organizzazione Child Safe. Gli animi sono infiammati, ma manteniamo la calma. Child Safe arriva nella persona di Mr. M. che controlla a distanza, valuta con noi la situazione e attende. Nel locale poco distante da noi ci sono due occidentali sopra i 60 anni con due bambini e le cameriere, che si sono rilevate delle prostitute. Dopo mezz’ora, uno dei due prende la strada con i due bambini e la donna. L’uomo di Chil Safe pedina in motore, noi camminiamo veloce, ma li perdiamo entrambi. L’occidentale aveva una macchina. Dopo lunghi minuti, l’uomo di Child Safe mi chiama. Li ha persi nel traffico, ha solo il numero di targa. Confidiamo in indagini approfondite. Andiamo a letto con l’amaro in bocca. Vado a letto con il nervoso. Phnom Penh non mi tirerai giù”

“Tornata a Phnom Penh, tornata in una città piena di contraddizioni, tornata nel caos della vita della cittadina. Eh cara capitale, non mi sei mancata proprio per niente. Sono qui, ma non ci sono allo stesso tempo, perché provo un grande senso di malinconia verso i ritmi, la semplicità e la leggerezza di Kraing Tachan. Non mi sono mancati gli squallidi occidentali che lungo il River Side sono piazzati in locali con ragazzine. Non mi piace la mia ignoranza e il mio pregiudizio nel catalogare come squallido qualsiasi occidentale sopra i 40 anni che incontro per la mia strada, non mi piace dover essere indifferente al fenomeno dell’abuso minorile, non mi piace non poter fare niente in queste situazioni. Oggi non mi piacciono tante cose e non vedo l’ora di andarmene da questo squallore generale, creato solo e solamente da turisti che si approfittano della debolezza, miseria e mancanze di prospettive di un paese ancora in via di sviluppo che, a parer mio, la sua dignità e il suo grande valore non lo ha ancora compreso”

“Non so se questa Cambogia mi piace, credo che come l’altra volta, ci vorrà tempo per comprendere e raccontare”

“ Eccoci nuovamente a Phnom Penh, tornati dal villaggio. La sensazione di città soffocante la si percepisce ancora di più e mi rendo conto di quanto sia compromessa la qualità della vita dei suoi abitanti. Lo squallore è normalità, l’indifferenza la caratteristica più diffusa tra i suoi abitanti e i turisti. Mi chiedo che prospettive future possa avere qui un cambogiano medio”

“Non c’è niente da fare. Non riesco ad abituarmi a questa città, alle sue contraddizioni e agli aspetti disarmanti e gravi che emergono ad ogni angolo. Proviamo anche noi a fare i turisti, visitiamo luoghi e monumenti della storia cambogiana, ma non riusciamo, non possiamo, non vogliamo fingere di non vedere e di non spendere tempo per soffermarci a riflettere su ciò che accade attorno a noi e che sembra, invece, non disturbare la maggior parte degli altri turisti. Povertà, fame, disperata rassegnazione, prostituzione, pedofilia … e la cosa più terribile è che a calpestare la dignità di questo popolo sono proprio i turisti. Quale futuro per i cambogiani? E soprattutto, fino a che punto possono spingersi la crudeltà e l’indifferenza dell’uomo? Nota positiva della giornata: in serata è venuto a trovarci un caro amico di Kraing Tachan, Mr Tola. E’ stato una gioia rivederlo, riassaporare la genuinità del villaggio e provare la sensazione bella e positiva che un ragazzo così sensibile, capace e disponibile possa fare la differenza per la propria comunità e il proprio paese”

24/05/ 2015 – Turisti (a malincuore)

Con la giornata di oggi il gruppo si divide: una piccola parte prosegue il proprio viaggio, dedicandosi all’esplorazione di Laos e Thailandia; gli altri ragazzi, invece, impegnano queste ultime giornate nel tour della capitale cambogiana. In loro, tuttavia, si percepisce chiara la mancanza della vita al villaggio e alcune perplessità sulle contraddizioni di una città che ammalia e disarma allo stesso tempo.

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La stanchezza fisica inizia a farsi sentire. La testa è piena di pensieri, immagini e riflessioni. Un velo di malinconia cala di nuovo. Oggi il gruppo si divide, questa avventura sta volgendo al termine. Condividere la quotidianità mi ha legato molto ai miei compagni di viaggio

“ Quante cose da raccontare e scrivere su questa giornata. In mattinata sono partiti i nostri compagni di viaggio, Eugenio, Dario e Carlo. Grandi abbracci e allo stesso tempo tanta felicità di esserci conosciuti e di esserci affezionati in così breve tempo. Eh sì, ho voluto bene a tutti i miei compagni di viaggio fin dal primo momento. Ognuno diverso dall’altro, ognuno con qualche aspetto buffo e divertente. Le risate non sono mancate, la complicità e l’aiuto reciproco ci sono sempre stati e io non posso fare nulla se non ringraziarvi per aver condiviso questa esperienza e per essere stati presenti in ogni momento. Anche in questo caso, i saluti non mi piacciono. La cosa bella però è che sarà più facile rivedervi e abbracciarvi forte sempre. Ciao!”

“ Dopo i saluti generali, io, Marco, Nichi, Elena e Ale abbiamo deciso si viverci la città girando senza metà, al di fuori della zona turistica. Finalmente ho visto Phnom Penh sotto una luce diverse. Penso che questa possa essere suddivisa in parti diverse: quella turistica, ovvero la zona River Side nel quale prostitute, occidentali, bambini per le strade, cibo internazionale sono il pane quotidiano); la zona ricca dei grandi boulevard e palazzoni supermoderni e altissimi le cui strade sono percorse da Suv e macchine costose; la parte viva di Phnom Penh che è la parte cambogiana per eccellenza. In questo caso non faccio riferimento ad un’area precisa, ma faccio riferimento alle persone, ai venditori sorridenti dei mercati del pesce e della verdura, alle persone che al tramonto si riuniscono nella piazzetta davanti a Palazzo Reale e insieme mangiano qualche strano cibo comprato a pochi dollari in qualche baracchino per strada. Parlo anche dei bimbi che ridono scalzi giocando a pallone, parlo di chi vive in una società frenetica ma che nonostante ciò vive una vita normale e si ritaglia del tempo praticando tai- chi o ginnastica a bordo fiume. Parlo di tutte quelle persone che appena le guardi sorridono, parlo di quei cambogiani che non si rassegnano a vivere una vita nuova. In queste persone, nei volti incrociati per strada ho visto semplicità. Senza tanti giri di parole, ho scoperto una Phnom Penh diversa e per un attimo non ho visto solo cose negative e ho capito che è sempre giusto rivalutare le impressioni e guardare oltre”

“La stanchezza fisica inizia a farsi sentire. La testa è piena di pensieri, immagini e riflessioni. Un velo di malinconia cala di nuovo. Oggi il gruppo si divide, questa avventura sta volgendo al termine. Condividere la quotidianità mi ha legato molto ai miei compagni di viaggio, forse più di quello che faccio vedere, e ho paura che il ritorno a casa spezzi la magia di questa complicità. Spero che questo viaggio, tra le altre cose, mi abbia arricchita anche di sincere e belle amicizie. Dedico a ciascuno di voi, amici, un pensiero carico di affetto e riconoscenza. Le nostre differenze e peculiarità, la voglia di condividere e soprattutto la capacità di confrontarsi e di essere aperti al dialogo sono stati il motore di questa esperienza e la forza del gruppo. Laboratoriomondisti, buona strada a tutti voi, qualunque esse sia … e spero che in qualche modo tornino presto a incrociarsi”

“Ultimo giorno tutti insieme. Oggi, Carlo, Eugenio e Dario partono. Buon viaggio ragazzi e grazie per il tempo trascorso assieme”

“Ultimo giorno tutti insieme a Phnom Penh. Anzi ultima colazione. Tre dei nostri proseguiranno il viaggio verso Siem Reap e le pietre millenarie di Angkor Wat. Carlo, Eugenio e Dario grazie di tutto. Siete stati parti integrante di un ottimo gruppo che ha lavorato, ragionato e si è mosso insieme. Menzione speciale al compagno di famiglia Carlo, che l’autan tropical possa portarti il più lontano possibile. La giornata scorre poi velocemente nei punti di Phnom Penh che abbiamo visto solo di sfuggita. E si chiude con una riflessione amara sullo stato delle cose di questo paese. Ultima notte a Phnom Penh, di lunghe chiacchiere con Elena sull’esperienza e su quanto fatto in tre settimane. Domani si riparte e si torna alla quotidianità e al’ufficio. La testa è divisa”

“Questo è il giorno in cui il gruppo si divide, in mattina abbiamo salutato Eugenio, Dario e Carlo, diretti a Siem Reap. Reputo positiva l’esperienza con questo gruppo e felice per le nuove amicizie nate. Ritrovandomi in camera da solo, dopo tutti questi giorni a stretto contato con Eu e Dario, mi è venuta un po’ di malinconia, Nel pomeriggio con i rimanente del gruppo, abbiamo fatto un giro nelle zone della capitale che non erano ancora state battute dal gruppo, senza meta. Alla fine ho ceduto, sono andato a dormire nel tardo pomeriggio. Le ore di sonno si sono accumulate con la stanchezza”

25/05- Arrivederci Cambodia!

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Non smetteremo mai di esplorare e alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza e conosceremo quel luogo per la prima volta

“Lo zaino è pronto per tornare a casa, è bello pesante, ed è pieno zeppo di nuovi progetti e voglia di fare. Il mio zaino è pieno di immagini. Parto, sono pronta! Cosa posso dire per concludere questo viaggio? Ringrazio coloro che hanno organizzato il viaggio e sono sempre stati attenti e pronti a tutto, ai 3 boss di questa nuova famiglia. Non è sempre scontato incontrare persone così belle e preparate, cari Elena, Nichi e Marco siete propri bravi anzi fantastici. Grazie anzi Okun, okun, okun. Ringrazio la mia compagna di stanza per avermi sopportato per così tanto tempo, cara Ale, grazie per i vari consigli e l’affetto! E come non ringraziare Carlo e Dario per le risate e la compagnia. Infine grazie ad Eugi, il grande viaggiatore. Ti aspetto per l’Africa. Cari amici miei, vi voglio bene, tanto tanto tantissimo. Sto scrivendo ascoltando la compilation anni 90 della Qtar, versione love song. Forse se trasmettevano i Tumulto… mmmmmm. Vi avrei scritto le stesse cose, forse in maniera meno smielosa! Okun, Sara”

“Si torna a casa. Ciascuno col suo bagaglio d’esperienza a cui attingere. Ciascuno arricchito, maturo, forse cambiato. Scriveva T.Eliot nell’opera “Quarto Quartetti”, non smetteremo mai di esplorare e alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza e conosceremo quel luogo per la prima volta. Mi sembrano non esistano parole migliori per descrivere il mio stato d’animo. Grazie Work Camp!”

“Giorno di viaggio, giorno di rientro, sono pochi i pensieri al momento. Non vedo l’ora di riabbracciare Olivia”

“L’aereo lascia Phnom Penh sotto la pioggia. Devo metabolizzare bene tutto quello che ho sperimentato, visto, sentito e provato in queste tre settimane. Ringrazio di cuore tutti i volontari: Alessandra, Carlo, Dario, Eugenio e Sara e le inossidabili colonne di questo Work Camp 2015, Elena e Marco. Ho molto su cui riflettere”

“Partenza. Il tempo, prima del viaggio in aeroporto, lo impieghiamo tra doccia, colazione, pranzo ed ultimi preparativi zaino. Arrivati in aeroporto, la Cambogia ci saluta con un diluvio. Ciao Cambogia, spero di trovarti meglio quando ci rivedremo, ma in fondo credo che non sarà così. Il resto è viaggio”

I primi giorni cambogiani: visita a Tuol Sleng e ai Killing Fields

Giorno Secondo: comincio ad abituarmi agli odori e ai gusti di questa città ma non alla sua storia. Oggi siamo andati a vedere i vari memoriali del Genocidio e la tristezza si è fatta sentire, così come davanti ad altre storie non capisco come sia potuto succedere! Per il resto bello: ottima cena, risate, foto e birrozze. Il caldo? quello lo soffro un sacco!!! Domani inizia l’esperienza centrale….speriamo bene!!!

Oggi ci siamo dedicati al RICORDO, RICORDO di ciò che è stato, RICORDO di quanto spesso l’uomo sia malvagio e crudele, RICORDO di documentarsi sempre, di testimoniare e di non dimenticare. Oggi ci siamo dedicati alla SPERANZA, SPERANZA  nel futuro, SPERANZA che le cose cambino, quale SPERANZA? Quella che questo fantastico popolo del sorriso possa trovare la sua strada, quella che gli Occidentali spesso ci fanno dimenticare. La Cambogia non è povertà, non è turismo sessuale, la Cambogia sono persone (TANTE) che hanno diritto ad una vita caotica, tranquilla, felice, senza compromessi. Io oggi quella speranza l’ho cercata e forse l’ho anche vista. Non vedo l’ora di partire domani per Kran Tachan, perchè sono sicura di vederla insieme alla forza di queste meravigliose persone.

In certi luoghi il tempo sembra essersi fermato e la precarietà della vita diventa così tangibile che è impossibile non fermarsi a riflettere sul rispetto che abbiamo per nostra vita e per quella altrui. Perchè lasciamo che certe cose accadano? ….. E sopratutto perchè fingiamo di dimenticare che certe cose sono accadute e che hanno segnato profondamente la nostra dignità di uomini??? Tristezza, necessità di riflettere … perchè la consapevolezza  è il primo passo verso il cambiamento. Per quel che riguarda la vita di gruppo, sono molto contenta per quanto bene assortito abbiamo trovato un nostro equilibrio e le nostre diversità che convivono sono una grande ricchezza per questa esperienza e domani inizia un nuovo capitolo di questa avventura.

Oggi siamo stati in un posto silenzioso, verde, apparentemente innocuo, ma che in realtà è l’inferno. Parlo dei killing fields, i campi che hanno visto e sentito urla e morte di un numero non quantificabile di persone, persone come noi, che oggi sarebbero ancora vive. Le parole non bastano, quello che bisogna fare è guardare, imparare, ricordare e tramandare. Adesso continueremo a viaggiare, esplorare, a ridere e scherzare, ma un segno indelebile è stato scalfito su di me, ora siamo pronti per Kran Tachan.

S-21 e Killing fields, macchie di sangue nei pavimenti, ossa e vestiti che affiorano dalla terra. L’impatto è stato forte anzi fortissimo, le foto delle vittime e i loro sguardi immortalati dai loro carnefici hanno ulteriormente accentuato il mio senso di impotenza di fronte alla crudeltà umana.

Oggi è stata una giornata lunga e piena di contraddizioni, non riesco a raccontarla, perchè ho ancora bisogno di pensarci. Quel che è certo è che anche oggi i sorrisi sono stai regalati.

Quella di oggi è stata una giornata intensa dal punto di vista emotivo, con le visite ai killing fiels e tuol sleng. Abbiamo ripercorso il dramma della storia recente di questo paese e ogni volta l’umore s’incupisce. La domanda è sempre la stessa, perchè? Ennesimo esempio della follia umana!

E’  incredibile come si possa sentire freddo anche a Phnom Penh. Il freddo di ossa e di stanze vuote. Oggi ho conosciuto la vera faccia del regime dei Khmer rossi, una faccia sporca, putrida, disumana. La visita ai killing fields e alla prigioni di Tuol Sleng è disarmante. Disorientante il freddo dei corpi ammucchiati, delle fosse comuni. Delle prigioni con  le celle soffocanti, una sensazione che mi ha accompagnato per tutta la giornata, riconoscendo nei volti dei passanti, quegli stessi volti che affollano le stanze di Tuol Sleng, istantanee di un passato che è dietro l’angolo.

Laboratoriomondo torna in Cambogia: l’Arrivo a Phnom Penh

Ecco i pensieri dei nostri partecipanti rispetto ai primi giorni trascorsi in Cambogia.
Caldo, odori, colori, già dal primo giorno questa Cambogia ha un sapore strano, nuovo che spero possa diventare presto familiare.
Il caldo soffocante, gli occhi sono pieni di immagini forti che ti travolgono, gli odori che ti pungono il naso, il rumore del traffico dei clacson e le voci delle persone che vogliono richiamare la tua attenzione, ti riempie le orecchie… mi riprometto di aprire il mio cuore al prossimo, di non avere paura e di trovare in me la forza per affrontare questa esperienza al meglio e di cogliere tutto quello che ha da offrirmi.
Ed anche questo primo giorno in Cambogia è andato. Tanto caldo, odori forti, tanta povertà. Ciò nonostante questa città mi intriga, saranno i sorrisi delle persone, la bellezza dei palazzi tipici, la frenesia disordinata che un pò mi ricorda casa. La cosa che mi ha colpito di più in negativo sono i bambini lasciati nudi per strada dalle madri che chiedono l’elemosina e quelli stipati in carretti, come merce esposta allo sguardo pubblico. Anche noi avremo a che fare con i bambini, speriamo di fare qualcosa di buono per queste povere creature.
Dopo il lungo volo, il giro con il tuk tuk, la passeggiata, la cena tutti insieme e sopratutto il massaggio total body con olio emozionale, posso affermare che come inizio non c’è male! L’organizzazione di Elena e Nicholas, super!

Colpito dal pulviscolo che entra negli occhi,dagli odori,colori ,ma soprattutto dai bambini nudi che giocano per strada e dagli sguardi di certi occidentali che sono qui,chiaramente,per il turismo sessuale.

Phnom Penh e soffocante. Il caldo,lo smog,gli odori,le persone. Phnom Penh è il tuk tuk che si infila tra il mare di motorette e macchine color champagne. Phnom Penh insegna tante cose. Una dose massiccia di vita che mi ha, travolto,fatto vacillare.

È tutto veloce.mi piace vedere muovere tutto in modo frenetico. Oggi sono arrivati i volontari e il campo è ufficialmente iniziato!sono felice di vedere i sorrisi, di vederli desiderosi di iniziare questa esperienza,felice di viverla io stessa. Anche sul mio viso c’è un sorriso stampato da quando sono arrivata. Il traffico e le persone sono di fretta, anche i miei pensieri,ma i miei occhi sono lenti,cercano di afferrare ogni sguardo,ogni corpo,i visi,i colori e le azioni. Il viaggio è iniziato,per cui Buon inizio a tutti!

Dopo quasi 4 giorni a Phnom Penh ,mi sento di dire di averla trovata peggiorata ,a mio avviso i problemi portati da noi occidentali so sono amplificati in maniera molto triste ed irreversibile,quando sono venuto la prima volta qualche anno fa, avevo la speranza di una sorte diversa per questa città ma mi sbagliavo. la nota positiva è che oggi il gruppo di è unito al completo,inizia il viaggio…Buon lavoro a tutti!

Frammenti di Memoria: il nostro impegno in Cambogia tra novembre e dicembre 2013.

Il 21 novembre scorso, l’Associazione Laboratorio Mondo ha portato sette giovani volontari nel villaggio di Kran Tachan, nel cuore della Cambogia. Il campo di volontariato al quale hanno preso parte i ragazzi ha avuto la durata di due settimane, durante le quali hanno potuto sperimentare la vita in questa comunità e organizzare momenti di formazione partecipatissimi, soprattutto dai tanti bambini presenti nella comunità. Sono stati seguiti da Silvia Cappelli, responsabile dell’Area Cooperazione decentrata per l’Associazione, in collaborazione con l’Associazione cambogiana Youth For Peace.

L’esperienza rientra all’interno del progetto “Frammenti di Memoria”, finanziato dal ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Forlì, che comprende anche due iniziative realizzate all’interno del Liceo Classico “G.B. Morgagni” e della scuola primaria “A. Manzoni”, e una campagna di raccolta fondi. Proprio grazie a questa campagna, si è raggiunta la somma necessaria per portare diverso materiale al centro polivalente del Museo della Memoria della comunità di Kran Tachan, e l’occasione è stata colta proprio con il campo di volontariato.

Curiosità dei bambini nella sala attrezzata con i computer a novembre

 

Sono stati portati 4 computer portatili Dell per un valore di 730,24 Euro; due chiavette internet, una webcam e un set di cuffie con microfono per un valore totale di 54,64 Euro. Grazie a questi materiali, i ragazzi del villaggio potranno accedere a possibilità di informazione impensabili fino a questo momento, e l’Associazione potrà seguire meglio gli sviluppi del centro che si andrà a formare nei prossimi mesi, mantenendo un contatto regolare con quegli stessi giovani. È stato portato materiale didattico e di cancelleria per le attività all’interno del centro per un valore di 69,32 Euro. Durante il campo di volontariato, sono stati spesi 46,51 Euro per una uscita didattica a Kep, località marittima sulle coste del Golfo di Thailandia. A questa escursione hanno partecipato otto ragazzi del villaggio ed è stato un momento significativo per loro, una delle poche occasioni di uscire dal perimetro di Kran Tachan e vedere ciò che li circonda.

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Una volta consegnati i materiali, si è anche pensato a come dare continuità a questa realtà: al centro è stato infatti dato un budget di 50 Dollari al mese per la benzina necessaria al generatore e 20 Dollari al mese per ricaricare le chiavette per internet. In totale 168,80 Euro, sufficienti a coprire tre mesi di attività. L’obiettivo dell’Associazione è quello di rendere sostenibile nel tempo tutte le iniziative che animeranno il centro polivalente, rendendo tangibile il grande impegno di solidarietà dei suoi sostenitori e di tutti i suoi volontari. Questo obiettivo diventa possibile con l’acquisto di pannelli fotovoltaici in Italia, che andranno poi spediti al villaggio e montati direttamente da un volontario dell’Associazione che si è reso disponibile a partire per questa missione.

Dialogo tra alcuni volontari e abitanti del villaggio di Kran Tachan

 

Agisci anche tu, partecipa a questa campagna  con una piccola donazione: per esempio, con solo 25 Euro potresti finanziare un mese di connessione ad internet per il laboratorio informatico del villaggio. Puoi donare attraverso un bonifico bancario intestato a Laboratorio Mondo APS, codice IBAN IT24G0327313203000120100407 specificando nella causale EROGAZIONE LIBERALE A FAVORE DELLE ATTIVITA’ ISTITUZIONALI DI LABORATORIO MONDO.

Foto di gruppo all'entrata del Museo della Memoria

Il nostro impegno è rivolto verso questi sorrisi!

8/12/2013 – 9/12/2013 L’ultima avventura: l’altra Cambogia.

“Questi ultimi due giorni siamo stati a Siem Reap con l’obiettivo di visitare i Templi di Angkor, fiore all’occhiello della Cambogia. Appena arrivata ho subito notato l’occidentalizzazione del osto: strade più curate e pulite, locali turistici, vita notturna. Fa effetto vedere tutto ciò  dopo aver visitato Phnom Penh e aver vissuto la vita al villaggio. Ad essere sincera, questa parte di paese non mi pare nemmeno la Cambogia che tanto mi ha fatto innamorare. Siem Reap è comunque bellissima, scintillante, piena di mercatini carini. Il primo giorno siamo stati a Ta Phrom, un tempio distrutto prima dai saccheggi e poi dalla natura della giungla che cresce selvaggia e violenta. Ho trovato stupefacente questa parte di visita ed è altrettanto interessante la storia riguardante la scoperta del tempio avvenuta per puro caso da parte di un ricercatore francese intento a studiare piante e vegetazione. Ho trovato molto bella anche l’atmosfera e la serenità che il luogo riesce a trasmettere. Nel pomeriggio del primo giorno siamo in seguito stati ad Angkor Wat, maestoso, imponente, potente ma allo stesso tempo delicato e suggestivo. Il secondo giorno ci siamo svegliati alle 4:30 per tornare ad Angkor Wat ad ammirare l’alba sui templi. Un’esperienza unica e di grandissimo effetto. Irripetibile. In seguito, muniti dei nostri fidati Tuk Tuk, ci siamo allontanati dal centro alla volta di un percorso naturale dentro alla giungla. Il percorso è stata un’avventura ed è stato bellissimo notare nuovamente lo spirito del gruppo e l’aiuto sincero sempre pronto l’uno verso l’altro. Sì, perchè durante il percorso ci sono stati momenti di grande collaborazione ed atleticità :). Suggestive ovviamente le cascate a fine percorso. Dopo la visita ad un altro piccolo tempio siamo tornati, stanchi ma soddisfatti, alla guesthouse per riposarci un pò dopo questa giornatona. In questo momento, con un pò di magone ed emozione, sono su una terrazza che si affaccia su Siem Reap e ci regala una vista bellissima. Passa musica da tipico karaoke cambogiano e noi sorseggiamo l’ultima birra assieme. Domani si riparte, chi per l’Italia, chi per proseguire questo viaggio. Mi mancheranno tutti tantissimo, ognuno mi ha dato qualcosa e ha fatto parte dell’esperienza più intensa ed incredibile della mia vita. Porterò tutto ciò nel cuore, per sempre. Buona Notte, Italia <3”

“Siem Reap bella, sfavillante, luccicante, con i suoi night market che meritano di essere visitati non solo per gli articoli ma anche per le persone che ci lavorano. Tutto questo è molto bello per il turista, ma io non mi sento tale. Niente a che vedere con le sensazioni che mi hanno donato la magnifica Phnom Penh e Kran Ta Chann di cui ho usato tutti gli aggettivi nei precedenti resoconti. Ieri sera birrino con le mie compagne di viaggio alle quali dico semplicemente grazie, un leale, sincero, intenso e profondo grazie. Ora sono in pullman che mi sta portando al confine thailandese, sto guardando fuori dal finestrino. LACHO DROM”

“Sono partita per Siem Reap senza guida, senza aspettative, praticamente senza informazioni. Nei templi più deserti, nella camminata di 1500 mt per arrivare alla cascata in montagna, nei cortili coperti di massi spostati dalla loro posizione originaria, mi sentivo in un posto magico, dove l’opera umana si fondeva con la natura per creare qualcosa di fantastico, sovraumano. Le due cose che mi sono piaciute maggiormente sono Kabal Speu, la lunga camminata fra rami, massi enormi e liane e Bantey Srey, un tempio shivita dai colori caldi… mi ricordavo un pò Kran Ta Chan. La città di Siem Reap è stata interessantissima. E’ come se dopo esser stati in villaggio avessimo scelto di fermarci nella città più ‘occidentale’ della Cambogia per un più graduale ritorno a casa. Mi mancherà questo paese. Mi mancherà tanto.”

“Mille aspettative per Siem Reap tutte pienamente soddisfatte! Sono stati due giorni fantastici ma frenetici, i templi erano uno spettacolo al quale non si poteva rinunciare per nessun motivo. Il primo giorno è stato intenso e molto interessante, peccato che tutti quei turisti non ci lasciassero far nulla in santa pace! Detto ciò il gruppo ha cominciato ad avvertire un pò la fatica dei giorni scorsi, ma per fortuna i caratteri si sono amalgamati bene e quindi siamo stati bene ed in armonia lo stesso. L’alba su Angkor Wat è stata stupenda, valeva tutte le ore di sonno perse! Un pò più pesante il trekking, ma a me farlo piace tanto, quindi…. Due giorni volati via, la città mi è piaciuta tantissimo, le sere in centro mi hanno dato un’idea di vita incredibile, anche se non mi sento di sentire Siem Reap come la mia Cambogia che ho conosciuto. Ultimo giorno triste, ma bellissimo insieme, più giravo per le strade, soprattutto in quei venti minuti che ho passato da sola mi sono convinta che voglio tornare ma soprattutto vivere tante esperienze simili. Viaggio che ha superato le aspettative, almeno le mie di sicuro, per quanto riguarda la Cambogia questo è un ARRIVEDERCI!!”

“Lasciare il villaggio è stato doloroso. Tornare nel caos di città affollate mi ha inizialmente destabilizzato. Siem Reap è molto carina come città, mi piace l’atmosfera che creano le luci al neon dei locali, la musica onnipresente. Mi sono subito resa conto che quella non è la Cambogia. A causa dei tanti turisti non mi sono goduta alcuni templi tra quelli che mi hanno colpito di più ci sono: il Banteay Srey, probabilmente per il suo colore particolare perchè è fatto di arenaria rosa e perchè è tenuto molto bene; mi ha emozionato percorrere la passerella per arrivare al Baphoun dove dalla cima si poteva gustare un bellissimo paesaggio, il Bayon molto particolare per la presenza di tutte le teste dell’imperatore; il Ta Phrom perchè l’intreccio con questi mostruosi alberi è fantastico. In generale il complesso ti porta in un tempo perduto. Lasciare la Cambogia è molto doloroso ma lo abbiamo fatto nel migliore dei modi. L’itinerario mi è piaciuto perchè mi ha permesso di rivivere uno dei tanti itinerari di Terzani. Il viaggio ci ha fatto assaporare tante emozioni come al solito, perchè se non sono difficili non ci piacciono!”

“Sono seduta qui a mangiare il mio mango sul treno che, lentamente, ci sta portando verso Bangkok, una luce bellissima entra dai finestrini aperti e, nonostante la stanchezza, sono felice. Tutto il workcamp è stata una esperienza unica, in poche settimane ho imparato tanto sulla Cambogia, sui suoi abitanti e la loro cultura, ho imparato tanto su di me. Di questo devo ringraziare Laboratorio Mondo, Silvia che ci ha supportato e sopportato durante il viaggio e i miei compagni di avventura, tutti diversi e tutti speciali. Il weekend a visitare il sito di Angkor è stato il degno coronamento di questa esperienza: i templi sono qualcosa di unico e imponente, nonostante i tanti turisti, il caldo, etc. è impossibile non rimanere colpiti, si percepisce ancora l’incredibile energia e potenza della civiltà che li costruì. I rilievi di Angkor Wat poi raccontano in modo suggestivo e con un linguaggio incisivo la storia che è il cuore di tutte le vicende umane di tutti i tempi: la lotta tra il bene e il male. Sono immagini che non dimenticherò, come non dimenticherò mai lo spettacolo meraviglioso dell’alba ai templi o la passeggiata verso un misterioso fiume dove tra le rocce emergono le sagome di divinità indù. Ho deciso che saluterà la Cambogia, e in particolare la comunità di Kran Tachan, non con un addio ma con un arrivederci… ho la sensazione (o la speranza!) che i casi della vita mi porteranno ancora in questa terra. ”

“I templi sono davvero bellissimi… solo che abituarsi al casino, allo smog e alle masse di turisti, ora, è difficile, il villaggio manca tanto. Io sono stata l’ultima a scrivere e mi stanno aspettando per prendere l’aereo… quindi devo andare!! Mi mancherà tutto.”

parte II (29)DTC_0001 (211)

6/12/13 – 7/12/13 L’addio a Kran Tachan

6/12/13 – Abbiamo cercato di organizzare un’ultima giornata speciale al villaggio, coscienti di voler dare il massimo negli ultimi momenti con le famiglie ed il villaggio intero. E’ il momento di tirare le somme, ma non c’è tempo per tanti pensieri, con la loro semplicità i cambogiani ci trasmettono la cosa più importante: l’empatia sviluppata attraverso i piccoli gesti che giorno per giorno ci siamo scambiati. A presto Kran Tachan! Non vi dimenticheremo! Questa è la promessa dei volontari.

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“Stamattina siamo andati a trovare i bambini a scuola, sono stati felicissimi di vederci lì…anche gli insegnanti erano contentissimi di averci lì e, forse, soprattutto della collaborazione dei bambini alle nostre piccole attività improvvisate in classe. Il pomeriggio abbiamo organizzato il kindergarten… ci sono state scene davvero irripetibili! Verso le 17:30 abbiamo iniziato a cucinare la pasta al pesto… alla maggior parte delle persone è piaciuta tantissimo! Ad alcuni un pò meno. La serata si è conclusa con una serie di canzoni supertrash che abbiamo ballato fino allo sfinimento con tutti i ragazzini 🙂 Tornate a casa, dopo aver posizionato le zanzariere sotto i moduli BonSrayPey è entrata per darci due vasetti di terracotta per regalo (a me e alla Sofy :)) …mi ha fatto davvero tanto felice! Al mattino poi la mamma e la nonna mi hanno accompagnata al minivan in centro… Alcune bambine piangevano e allora ho iniziato a piangere anch’io promettendogli che sarei tornata il prima possibile! Anche la mamma aveva i lacrimoni, è stato un momento davvero triste. Ci siam messi in viaggio per Siem Reap e fino a Phnom Penh  andato tutto bene… Per il resto, invece, è stato proprio il viaggio della Speranza! Un microminivan con 14 persone e circa 9 borsoni da trekking! Insomma…il momento claustrofobia è venuto un pò a tutti! Poi ce l’abbiamo fatta e il nostro gruppo si è dimostrato ancora più compatto! Una volta giunti a destinazione dopo una breve cena ci siamo addormentati di sasso! P.s. Il villaggio manca tanto a tutti!”

“Venerdì mattina siamo andati a visitare la scuola dei bambini, mi è piaciuta molto! Colorata, piena di disegni, origami, i bimbi in divisa sui banchi di legno. Splendidi. I nostri ci chiamavano per averci in classe per giocare, ho riso tanto. Nel pomeriggio Kindergarten, abbiamo organizzato un specie di corsa ad ostacoli. Il risultato è stato un gran divertimento e un superpolverone! An then Pasta Party!! Ah ah ah! Ancora rido a pensare alla faccia dell’anziano che ha assaggiato il pesto, sembrava la cosa più cattiva del mondo! Ciò nonostante con la pasta ha fatto il bis. E’ piaciuta a tutti, forse meno ai bimbi ma capisco che il pesto è molto particolare, il gusto è strano, piaceva poco anche a me quando ero più piccolo. Dopo si è ballato, almeno 1 ora e mezza di musica house e pop completamente remix. Noi ballavamo con i bambini mentre tutt’attorno era pieno di gente che ci guardava. Hanno un’energia pazzesca i bambini, saltavano come cavallette e non erano mai stanchi. Io, in compenso, lo ero anche per loro. L’addio al villaggio è stato triste ed è stato giusto così. Ho toccato vette altissime in questi giorni, è stato incredibile. Felicità pura, indescrivibile. Quindi l’addio è stato altrettanto forte nel verso opporto. Il viaggio fino a Phnom Penh in minivan tutto bene, da Phnom Penh a Siem Reap è stato il peggiore della mia vita. Mai più. La guesthouse sembrava un miraggio, ma , come gente su un aereo alla ricerca del vaso perduto sbronzi di montenegro, anche noi alla fine ce l’abbiamo fatta!”

“Ultimo giorno al villaggio vissuto veramente alla grande! In mattinata abbiamo fatto un interessantissimo giro nella scuola locale, l’edificio era enorme e tenuto abbastanza bene, i bambini come al solito erano fantastici! Quante difficoltà che devono avere gli insegnanti a lavorare con tutti questi bambini di età diverse in una classe sola! Anche se continua a stupirmi la diligenza dei bambini che ascoltano tutto ed hanno sempre una grandissima voglia di imparare! Il pomeriggio è stato fantastico abbiamo fatto una bella attività di addio (arrivederci!). Quando, durante la staffetta, i bambini sono partiti tutti insieme, ed io ero in mezzo al percorso travolta, mi sono divertita un mondo anche se mi hanno coperto di polvere dalla testa ai piedi. Il pasta party è andato benissimo, nonostante i loro volti un pò scettici e schifati dal pesto! Qualcuno ha fatto anche il bis e dopo le zuppette fetide di pesce è stata una soddisfazione! Immediatamente dopo si è scatenata la festa, musica ed altoparlanti, ed i bambini che ballavano come tarantolati in giro, ci hanno coinvolto ed è stato fantastico, degno saluto di splendidi giorni passati insieme. Non ho più idea di quanto tempo sia passato se giorni o mesi, ma rimarrei ancora un pò qui! I saluti sono stati belli, ma tanto tristi. I lacrimoni sono scoppiati quando anche le nostre bambine hanno pianto, mi mancheranno tutti tantissimo, non riesco a pensare di non poter tornare più al villaggio, occuperemo Laboratorio Mondo e ci faremo riportare. Avventura stupenda. Poso dire MISSIONE COMPIUTA? (siamo stati bravissimi!)”

“In due sole giornate si sono susseguiti tantissimi momenti da ricordare, belli tutti per motivi differenti. La mattina la visita alla scuola, le classi piene di disegni e colorate, i bambini al solito fantastici, anche se tutti noi ci rendiamo subito conto che gestire classi con studenti con età anche molto differenti (dai 9 ai 13 anni) non è un compito facile, i limiti possono essere tanti. La situazione sembra però in miglioramento per quanto riguarda l’istruzione, quindi non si può non sperare bene! Nel pomeriggio invece, dopo un divertente Kindergaten con i bimbi, con delle scenette veramente memorabili, è arrivato il momento clue della serata, probabilmente più atteso da noi volontari italiani: il pasta party! Semplicemente impagabile l’espressione degli anziani una volta sentito l’odore del pesto aprendo il barattolo…non sembravano molto convinti inizialmente. Dopo qualche difficoltà iniziale nel far bollire l’acqua, il ritmo nello sfornare piatti di pasta si è assestato, mentre tutto il villaggio, curioso, ronzava intorno a noi per capire cosa fosse quel cibo non tanto convincente (nel dubbio dopo poco si è installato un venditore di noodle per chi non aveva tutta questa voglia di mangiare “esotico”)… bilancio della serata: qualche faccia storta, ma anche tanti che sono tornati per riempire i piatti più volte. A seguire serata danzante che ha decisamente entusiasmato i più piccoli… io mentre saltavo e ballavo – in modo ridicolo – pensavo che mi sembrava assurdo fare l’ultima sera- sapevo sarebbe arrivato troppo in fretta il momento di andar via, sapevo che sarebbe stato difficile salutare tutti e partire, sapevo già dentro di me che avrei amato Kran Tachan, ma alla fine dei conti tutte queste consapevolezze non mi hanno reso il distacco meno semplice. Abbiamo conosciuto persone dolcissime, che hanno aperto le loro case a noi, condividendo tutto quello che avevano e anche di più. Ci hanno fatto un regalo prezioso, che porterò sempre con me. E penserò sempre con affetto e gratitudine alle famiglie che ci hanno sorriso, tra qualche occhio lucido, la mattina della partenza. Dopo un lungo, lungo viaggio siamo arrivati a destinazione, si va a scoprire Angkor domani!”

“Vedere la scuola mi ha fatto molto piacere. Tutta colorata, floreale, trasmetteva una sensazione familiare. Come al solito nei nostri movimenti siamo stati scortati dai bimbi. Dopo pranzo abbiamo iniziato a sistemare lo zaino e le ultime cose da lasciare alla famiglia. Come ultima attività abbiamo organizzato un pauroso kindergarten. Quando abbiamo fatto per la prima volta la staffetta è partita insieme ai due capi squadra una mandria di bambini urlanti che ha provocato un turbine di polvere. Dopo l’attività ci si dedica tutti alla pasta. Il consiglio degli anziani si è radunato vicino ai fornelli per osservare. Incuriositi aprono un vasetto di pesto, lo annusano e fanno una faccia molto schifata. Dei bambini compiono la stessa operazione e scappano. Ci iniziamo un pò a preoccupare, cos’ passiamo un pò di pesto in un piatto per farlo assaggiare e la reazione è sempre la stessa. Arriva il momento della verità: l’assaggio dei fusilli con pesto. Basandomi su un’indagine condotta al consiglio la pasta è piaciuta, le facce più schifate le hanno fatte le mamme che però mentendo con un sorriso hanno detto che era buona. La serata è continuata alla grande. E’ arrivato un dj con tre casse su un carretto ed ha iniziato a sparare musica. Avrei potuto ballare tutta la notte anche se la musica non era il mio genere preferito. La festa è continuata a casa con la famiglia. Una cosa che mi mancherà un sacco è lavarmi i denti guardando l’orizzonte. Lasciare la casa è stato molto difficile ancora di più salutare la famiglia. Ormai i bimbi li sentivo come miei. Prima della partenza tante mamme si sono messe a piangere lasciandoci di stucco perchè all’apparenza sembrano fortissime. Ho trattenuto le lacrime finchè ho potuto, fino a quando la porta del minibus si è chiusa e guardando tutte quelle mani salutarci, mi sono sciolta. E’ incredibile quanto affetto ci hanno dato in questi pochi giorni. Spero di ritornare in quel bellissimo villaggio dove ho lasciato una notevole parte del mio cuore.”

“L’ultima mattina a Kran Tachan abbiamo visitato la scuola elementare del villaggio e abbiamo incontrato tutti i bambini che venivano a fare le attività con noi il pomeriggio. La scuola era carina, colorata, i professori accoglienti. Mi ha un pò impressionata quanto assomigliasse architettonicamente al Tuol Sleng (S-21). A volte mentre mi trovavo nei corridoi mi venivano i brividi. Mi ricordavo delle storie agghiaccianti della prigione e pensavo ai bambini durante i Khmer Rouge, sentendomi un pò spaesata. Il pomeriggio abbiamo fatto il Kindergarten con i bambini. Si sono divertiti da matti a saltare, tirare la palla nel canestro, correre e gareggiare. A un certo punto, non avendo ben capito le regole del gioco, sono partiti a corsa tutti insieme. Pensavo di spezzarmi da tanto che ridevo, sembravano una mandria di felicità in piccole personcine saltanti, una visuale strepitosa! Dopo abbiamo cucinato la pasta al pesto. Molti l’hanno snobbato, tipo alcune bambine che continuavano a fare facce disgustate (ma erano così belline che glielo perdoniamo), mentre altri, tipo il padre della mia famiglia, ne hanno mangiati a quintali. Ero contenta che gli piacesse! Finalmente potevo condividere con loro qualcosa dall’Italia! Con la pancia piena ci siamo messi a ballare con i bambini. Se posso permettermi un commento, penso di essere quella che si è scatenata di più. Mi divertivo un sacco a inventarmi mosse per i bambini, anche se a fine serata ero cosparsa di moscerini e un dolore ambulante. Lo rifarei comunque da capo, per poter rivedere gli occhi illuminati dei bambini. Quanto mi manca Kran Tachan. La partenza di sabato mattina è stata devastante. Finchè eravamo ad abbracciare le persone al centro sono riuscita a resistere, nonostante le lacrime, tra mamme, nonne, bambine, fossero abbondanti; ma quando siamo entrati nel minivan e mi sono voltata a salutare, ho sentito il cuore scendere di qualche centimetro, e le lacrime sono scese in abbondanza. Mi mancherà (e mi manca) la vita di Kran Tachan, la genuina felicità dei suoi abitanti..e anche il dormire 12 ore! Soprattutto mi mancherà la famiglia. Magari nel quotidiano non ci si rende conto dell’intensità del legame che si sta instaurando, ci vuole un attimo di distacco, come una fotocamera posta sulla casa, per rendersene conto. E’ quello che è stato per me voltarmi in minivan, l’attimo in cui ho capito. Un secondo di chiarezza che mi ha dimostrato quanto avessi colto da quest’esperienza. Quanto mi ha donato Kran Tachan. Non penso di tornare cambiata da questo viaggio. Penso piuttosto che tornerò una più “vera” e “genuina” me. Grazie Kran Tachan!”

“Oggi è l’ultimo giorno al villaggio. In mattinata abbiamo fatto visita alla scuola di Kran Tachan, mentre nel pomeriggio abbiamo organizzato il Kindergarten, un percorso di gioco e velocità per far divertire i bambini e il Pasta Party dove abbiamo preparato una cena italianissima per le nostre famiglie a base di fusilli al pesto. L’attività mattutina è stata molto interessante, quelle del pomeriggio sono state divertenti e il clima tra tutti è stato gioioso e familiare. La sera, fuori tempo massimo rispetto agli orari del villaggio (erano le 20 :)) ci siamo salutati. La mattina dopo dare l’addio al villaggio che ci ha ospitato con tanto affetto e ospitalità è stato tremendo. Mi pare strano sia tutto finito, il tempo è volato via velocemente. Saluto Kran Tachan e la sua gente con il cuore pieno di riconoscenza per quello che nella loro semplicità e purezza mi hanno trasmesso, per i sorrisi, per l’affetto, per ogni gesto compreso e che è sempre andato oltre ogni difficoltà linguistica e culturale. Questo viaggio è in grado di restituire ogni partecipante al mondo in maniera nuova, diversa, migliore probabilmene. Se credete mi soffermi sulla miseria, sulla povertà, sulle condizioni di vita difficilmente del tutto comprensibili, vi sbagliate. Quello che mi ha maggiormente colpito è quello che c’è, non quello che manca: i ritmi di vita cadenzati dal lavoro nei campi, i paesaggi, il verde contrastato dal rosso della terra, la serenità che trapela dai movimenti, dalla gestualità elegante, dal tono di voce quasi sussurrato di questa gente, dall’allegria composta dei bambini nei loro giochi più semplici. Sono grata a chi mi ha permesso di fare questo viaggio, a chi l’ha organizzato, a chi ha camminato assieme a me in questo pezzetto di vita che ti permette di conoscere il mondo con occhi nuovi e di apprezzarlo attraverso prospettive diverse. Ecco, quello che più ho imparato è che di occhi per guardare, prospettive per capire, angoli dove cercare il proprio modo per vivere con più serenità, il mondo è pieno di questo ognuno di noi dovrebbe essere più consapevole e meno impaurito. La paura di non avere vie nuove, occasioni, prospettive. Forse noi occidentali dovremmo imparare a credere un pò di più e ad essere meno incattiviti per vite ed esistenze che a volte o spesso non vanno come avevamo pianificato o desiderato. Dopo un viaggio lungo lungo ora sono a Siem Reap. Purtroppo ho subito fortemente il distacco dal villaggio. Spero e sono sicura di recuperare un pò di energia nei prossimi giorni.”

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5/12/2013 – Le mamme cambogiane ci svelano i segreti della loro cucina!

5/12/2013 – Giornata speciale, che ci permette di addentrarci nel luogo ‘segreto’ delle nostre mamme cambogiane: la cucina! In famiglia a molti di noi viene preclusa la possibilità di assistere al lavorio fra pignatte e pentole per cui i nostri occhi sono puntati sulle loro mani che sicure tagliano carne e verdura con utensili da film horror! Manca poco alla fine dell’esperienza nel villaggio e i ragazzi iniziano a fare i conti con ciò che hanno dato e ciò che hanno ricevuto..

“Giornata bellissima oggi, in mattinata siamo andati al mercato ed abbiamo fatto la spesa per preparare la COOKING CLASS, il mercato era bello, anche se penso abbia fatto passare la voglia a tutti di mangiare la carne ed il pesce! La Cooking Class è stata interessante, le nostre mamme sono bravissime a cucinare, non ci hanno fatto provare a cucinare, ma forse è stato meglio così! Il pomeriggio l’attività di inglese è stata bella e proficua, i bambini si sono impegnati un sacco e si sono divertiti, anche il responsabile del posto era contentissimo. Mi dispiace che rimanga soltanto un giorno, qui ci mancheranno tutti, speriamo di aver fatto bene questi giorni!”

“Ieri mattina siamo stati al mercato del villaggio. Mi è piaciuto, è molto pittoresco. A vedere com’è trattata la carne e il pesce passa immediatamente la voglia di mangiarla. Poi cooking class, molto interessante, i piatti che ci han fatto erano buonissimi, soprattutto la zucca. Nel pomeriggio English Class, bellissima!! Sono dei bambini speciali e splendidi. Conserverò un bellissimo ricordo loro, grazie.”

“Sale, pepe, aglio, erba cipollina, zucchero, tante verdure, tagliare, tritare, miscelare. La cucina cambogiana è semplice, va dritta al punto. E ti siedi lì, in quel tavolo dove ieri le bambine dipingevano su grandi fogli, a condividere un tradizionale pranzo khmer con i tuoi compagni di viaggio, seduti sulle stuoie e con i piatti da condividere al centro, come si usa qui. Il nostro tempo al villaggio sta per finire e noi non possiamo crederci, ci mancherà tutto di questo piccolo villaggio cambogiano che ci è entrato nel cuore.”

“Oggi siamo andati a fare la spesa al mercato con Mr Thy e i bambini, abbiamo preso un ice coffee, una ragazzina mi ha legato i capelli perchè l’è sembrato che avessi caldo, siamo tornati qui e abbiam mangiato tutti insieme del riso con la zucca buonissimo! Purtroppo è già il penultimo giorno…manca poco e tocca ripartire, speriamo bene!”

“Penultimo giorno a Kran Ta Chan. Quanta amarezza. La parte più difficile per me è pensare che con queste famiglie rischiamo di non avere più rapporti. Mi mancherà tanto cercare di comunicare col babbo, osservare la nonna mentre fa i suoi lavoretti, sentire gli occhi addosso mentre mangio il riso. Mi è piaciuto molto oggi vedere le mamme cucinare in tipico khmer. Di solito non ci fanno vedere cosa succede in cucina, quindi era bellissimo osservare, anche se non ho potuto fare molte foto perchè le bambine mi  hanno rubato la macchina fotografica :)”

“Questo è il penultimo giorno al villaggio. Cerco di godermi ogni momento il più possibile con la consapevolezza di quanto sia stata fortunata ad aver vissuto tutto questo e con “compagni” tanto belli. La mattina siamo stati al mercato, muniti chi di bicicletta chi di motorino. Abbiamo comprato, assieme ad una signora del villaggio, tutto il necessario per preparare un pranzo a base di piatti tipici il quale è stato poi consumato tutti assieme nella “piazzetta” del villaggio. Finito il pranzo abbiamo fatto l’intervista alla nostra mamma circa la sua vita durante gli anni del regime. Abbiamo ottenuto informazioni e dichiarazioni molto utili e personali, anche se in alcuni momenti è rimasta vaga e misteriosa. Nel pomeriggio si è tenuto il corso di inglese. Sono sempre sbalordita dall’attenzione e l’entusiasmo che mettono i bambini durante questi momenti educativi.”

“Today cooking class! Prima tappa: mercato. Le condizioni della merce, di alcune merci, erano pietose soprattutto di carne e pesce. Seconda tappa: museo. Qui si è svolta la cooking class dove queste bellissime donne cucinavano in una tranquillità assoluta. Era molto rilassante osservarle. Maneggiavano delle lame enormi insieme alle verdure senza neanche guardare. Il risultato è stato buonissimo, abbiamo mangiato tutti tanto. E’ stato veramente bellissimo.”ImageImageImage